Un tour non semplicissimo per la sua lunghezza, ma che appaga in ogni sua sfaccettatura, con partenza da uno dei più spettacolari passi delle Dolomiti, il Passo Giau. il giro attorno al Monte Nuvolau ci porterà alla scoperta di luoghi importantissimi per quello che sono stati nello scenario della Grande Guerra e per la bellezza che ricoprono all’interno del sito Unesco, patrimonio dell’umanità.
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 03
Partenza: Dal parcheggio del Passo Giau (2236 m)
Tappe intermedie: Rifugio Averau (2413 m), Rifugio Nuvolau (2575 m), Rifugio Scoiattoli (2255 m), Rifugio Cinque Torri (2137 m)
Arrivo: Tour ad anello, si ritorna al punto di partenza
Distanza totale percorsa: 11,3 km
Dislivello: +640 m, -640 m
Tempo: 7 ore e mezza considerando soste, pranzo e merenda.
Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE)
Percorribile con bambini: Sì, in zaino portabimbo. Impossibile utilizzare il passeggino da trekking. Valutare bene i limiti dei propri bambini qualora non fossero più in età da zaino portabimbo, data la lunghezza del tour.
Tipo di fondo: per lo più sentiero alpino tra roccette e prati. Dal Rifugio Averau al Rifugio Scoiattoli il sentiero è largo, su pista da sci.
Giungendo in auto dalla Val Fiorentina, gustandoci i numerosi tornanti, arriviamo al Passo Giau carichi di aspettative per le meravigliosi ambientazioni che abbiamo ammirato attraverso il finestrino.
Lasciata la nostra vettura al parcheggio gratuito di fronte al Rifugio omonimo del Passo, ci dirigiamo verso la Ra Gusela, che si erge dietro al rifugio, lungo un bellissimo tratto di scalini rinforzati con aste di legno.

Giunti in poco tempo, e con leggero dislivello quasi ai piedi della Ra Gusela, al bivio procediamo verso sinistra, lungo il sentiero CAI n. 452, in direzione rifugio Averau. Lo stretto sentiero scorre lungo il fianco Sud del monte Nuvolau, attraverso rocce e roccette ma mai difficoltoso e aprendo un bel panorama sulla Marmolada e sul gruppo del Sella.

In poco meno di un’ora il sentiero si congiunge alla pista che dal rifugio Averau scende verso il rifugio Fedare, indicata con segnavia 464 e in ripida ascesa, in una buona mezz’ora, attraverso piccoli tornanti, saliamo al suddetto rifugio, tenendo sulla nostra sinistra il fronte est dell’omonimo monte (2649 m).

Il rifugio Averau è costruito su una bella terrazza panoramica a 2413 m sulla forcella tra l’omonimo monte, a Ovest, e il monte Nuvolau a Nord-Est, che si apre a Nord sulla maestosa Tofana di Rozes (3225 m) e a Sud, da sinistra verso destra, sul Monte Pelmo (3168 m) e sul ghiacciaio della Marmolada (3343 m).

Dopo essersi rifocillati all’interno del rifugio, il nostro cammino prosegue lasciandoci alle spalle il monte Averau e proseguendo verso la cima del monte Nuvolau e il suo omonimo rifugio a 2575 m. Lungo il cammino, sovrastate dalla imponente Tofana di Rozes, ecco comparire sotto l’orizzonte le bellissime Cinque Torri, monumento della natura famosissimo in tutto il mondo.

L’ascesa al monte Nuvolau non è mai complicata e un piccolo tratto iniziale di scalini intagliati sulla roccia richiede attenzione a dove mettere i piedi, ma non presenta particolari pendenze ed esposizioni che non lo rendano praticabile anche dai meno esperti. In mezz’ora dunque, si giunge alla sommità del monte, sovrastata dal rifugio e dal ceppo di cima, da dove è possibile spaziare a 360 gradi su tutti i più famosi gruppi delle Dolomiti: da Nord verso Est si parte dal gruppo del Cristallo, poi il Sorapìs e l’Antelao che rinchiudono la conca ampezzana, più vicino a noi ci giriamo verso il Lastoi de Formin, la Croda da Lago e il Mondeval, quindi si passa sul già visto Pelmo, sul Civetta e ancora sulla Marmolada e sul Sella, per poi girarci verso il Lagazuoi, le Tofane con le Cinque Torri ai loro piedi fino a scorgere la Croda Rossa in lontananza e ritornare nuovamente sul gruppo del Cristallo che sovrasta la bellissima Cortina d’Ampezzo.




Terminato di ammirare il panorama, iniziamo la discesa puntando verso le Cinque Torri, per dirigerci a uno dei rifugi più esclusivi della conca ampezzana, il Rifugio Scoiattoli. Raggiungibile da più vie, sia attraverso diversi senieri con partenza dal Passo Falzarego che con la seggiovia che parte dal sentiero Bai de Dones o più comodamente in macchina fino al Rifugio Cinque Torri più una breve passeggiata, è sia in inverno che in estate una meta obbligata per sciatori ed escursionisti proprio per la sua posizione startegica, per la vista che regala e non ultima per la bravura dei suoi gestori.

In una buona mezz’ora di cammino sempre in discesa raggiungiamo quindi il Rifugio Scoiattoli e dopo aver ammirato da vicinissimo la meraviglia delle Cinque Torri, decidiamo di pranzare al suo interno con un buonissimo piatto di gnocchetti verdi all’ampezzana e una fetta di torta fatta in casa.
Ripartiamo quindi per completare l’anello che ci riporterà al termine della giornata a Passo Giau e ci dirigiamo verso il Rifugio Cinque Torri, percorrendo un bel sentiero che costeggia il versante Est della più grande delle Cinque Torri, attraverso sassetti e pini mughi sempre in discesa.

Una volta raggiunto il sopraccitato Rifugio ne approfittiamo per riposarci un attimo bevendo un sorso d’acqua per poi ripartire lungo il sentiero CAI 443. Questo sentiero scorre lungo il versante Nord del monte Nuvolau inizialmente attraversando un bel prato e un bel bosco di conifere rade dove troviamo un gruppetto di simpatiche caprette che ci tengono compagnia per un po’ di passeggiata e alle nostre spalle svetta imponente la Tofana di Rozes come a volerci guardare le spalle.


Terminato il tratto boschivo, il sentiero ci fa perdere rapidamente quota accompagnandoci, con uno stretto zig-zag, attraverso una parete pressochè verticale dove si consiglia prudenza e attenzione per i più piccoli per far sì che non rimangano impressionati dal forte dislivello, aiutandoli e confortandoli ad ogni passo.

Passato questo che probabilmente è il tratto più impegnativo di tutta la camminata, il sentiero scorre tranquillo attraverso roccette, scalini naturali, massi e pini mughi sempre lungo diversi sali scendi. Dopo un’ora abbondante di cammino ecco che di fronte a noi, sotto al Gran Diedro, iniziano a scorgersi i tornanti della strada 638 che da Cortina sale verso al Passo Giau e alla nostra destra ci accorgiamo che la sommità della Ra Gusela inizia a fare capolino come ad indicarci che l’arrivo è vicino e così in pochi minuti ci ricongiungiamo alla grande scalinata di Passo Giau che ci porta al parcheggio dove abbiamo lasciato l’automobile alla mattina.


Dopo esserci allegerite le schiene dal peso degli zaini, ci voltiamo nuovamente verso la Ra Gusela e il paesaggio è tutto avvolto dalla spettacolare luce dorata del tramonto ed ecco che i nostri occhi rivedono tutti i tesori che questo tour ci ha svelato. Lasciamo dunque Passo Giau con i cuori e le menti carichi di ricordi, sensazioni ed emozioni che non dimenticheremo mai.


