Un posto di certo non tra i più famosi delle Dolomiti, ma di certo un posto dove si respira la montagna rustica, fatta di cose semplice e passeggiate in compagnia, alla portata di tutti, senza pensieri. Il tutto incorniciato da panorami mozzafiato che mai si potrebbe pensare di scorgere e un Rifugio dove poter gustare in compagnia un pranzo carico di sapori. Ci addentriamo tra le cime che custodiscono questo tesoro che è la zona del Passo Valles.
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 22
Partenza: Dal parcheggio del Rifugio Passo Valles (2031 m)
Tappe intermedie: Nessuna
Arrivo: Rifugio Laresei (2250 m)
Distanza totale percorsa: 8,5 km andata e ritorno
Dislivello: +240 m, -240 m
Tempo: 1 ora e 45 minuti compreso di soste all’andata e 1 ora e mezza al ritorno
Difficoltà: Escursionistico (E)
Percorribile con bambini: Sì, il sentiero è largo e non presenta zone esposte senza salite particolarmente ripide. I bambini, anche i più piccoli possono camminare tranquillamente. Si potrebbe anche percorrere con passeggino da trekking ma per godere meglio del paesaggio consiglio lo zaino portabambini.
Tipo di fondo: strada sterrata larga
Dal centro di Falcade, passato il piccolo borgo di Falcade Alto imbocchiamo la strada che conduce al passo San Pellegrino e dopo pochi tornanti svoltiamo a sinistra seguendo le indicazioni in direzione Passo Valles. Ci gustiamo la strada, ricca di curve e tornanti che sembra fatta apposta per gli amanti della guida in montagna, e ammiriamo senza troppo distrarci il paesaggio che piano piano si apre davanti ai nostri occhi. Un paesaggio atipico, diverso dal resto delle Dolomiti che fino a qui ci siamo abituati a vedere, caratterizzato dal rosso dell’arenaria stratificata che stacca nettamente dal verde dei prati che ricoprono queste montagne.
Giunti al Passo Valles, parcheggiamo nel parcheggio libero del Rifugio omonimo in cui facciamo subito tappa per caricarci con un buon cappuccino e una squisita brioche. Pronti via, usciamo e scese le scale del rifugio costeggiamo per poco la strada e ci dirigiamo subito sulla nostra sinistra su una strada sterrata chiusa al traffico, indicata con segnavia CAI n. 658.

Fin da subito il cielo terso, il paesaggio e il sentiero comodo ci mettono subito a nostro agio e procediamo quindi fino ai ruderi di Malga Pradazzo, testimone dell’intensa attività di pastorizia che tutt’oggi si svolge in questa zona. Molte, infatti, sono ancora le malghe attive, anche con vendita diretta al pubblico, nei pressi del passo, come ad esempio le malghe Valles Basso e Valles Alto e scendendo verso Paneveggio, la malga Vallazza.


Continuiamo con la nostra salita che mai ci impegna in maniera importante e ci permette quindi di gustare le meraviglie che ci circondano, in questo luogo dove tutto è in equilibrio con il resto dell’ambiente.
Dopo un’ora e mezza di cammino iniziamo a scorgere il Col Margherita alla nostra sinistra e di fronte a noi si presentano maestose le Cime d’Auta e la Cima dell’Uomo. Mentre avanziamo ammaliati da questo paesaggio, raggiungiamo quota 2220 m e conquistando la Forcella Pradazzo da dove il Passo San Pellegrino si mostra in tutto il suo splendore, arricchito di li a poco più in basso dal bel specchio d’acqua artificiale del Lago di Cavia.


Procediamo ancora, quindi, in leggera salita verso destra e raggiungiamo, a quota 2255 m, il Rifugio Laresei, accolti da una tranquilla mandria di cavalli incuriositi della nostra presenza. In altri 10 minuti di cammino senza particolare difficoltà è possibile raggiungere la sommità del Monte Pradazzo a 2279 m, contrassegnata da diversi ometti di pietra.


In meno di due ore abbiamo raggiunto una tra le terrazze più esclusive delle Dolomiti, lasciandoci letteralmente a bocca aperta. Infatti guardando verso est possiamo ammirare nell’immediata vicinanza il gruppo del Focobon e subito accanto le Pale di San Martino, ma andando oltre con lo sguardo riusciamo a scorgere anche La Schiara con le sue caratteristiche guglie che sovrastano Belluno.

Il luogo, così com’è, è l’ideale per riposare e rilassarsi ma anche il rifugio contribuisce a rendere unica la permanenza qua su, offrendo ai suoi ospiti piatti vermante deliziosi.

Data la bellissima sorpresa che è stata per noi questo posto, facciamo vermante fatica a rimetterci sulla via del ritorno, ma poiché il cielo non promette niente di buono ci dobbiamo affrettare per ritornare la passo Valles. La via del ritorno è la stessa dell’andata che permette di gustare ancora una volta il paesaggio attraverso angolazioni che all’andata ci erano sfuggite.


In meno di un’ora e mezza siamo al parcheggio da cui siamo partiti, e dato che la pioggia avanza decidiamo di salire subito in auto e di scendere dal Passo Valles verso Paneveggio, per raggiungere la vicinissima Malga Vallazza per rifocillarci con una buonissima merenda: lo yogurt con i frutti di bosco fatto in casa.
Questa escursione è veramente adatta a tutti perché permette di godere di panorami mozzafiato a “km zero” e permette di caricare il cuore senza scaricare troppo le gambe.


