Una passeggiata semplice, bella in qualunque stagione, in un contesto unico, carico di panorami da sogno. Attraversando prati da favola, sotto la catena della Costabella, all’ombra della Cima Uomo (3010 m), si raggiunge un rifugio che è tra i fiori all’occhiello della ristorazione trentina. Stiamo parlando del Rifugio Fuciade, una delle tappe dell’Alta Via n. 2, seguiteci!
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 06
Partenza: Dal parcheggio a pagamento del Passo San Pellegrino, oppure dal parcheggio dell’Albergo Miralago
Tappe intermedie: Nessuna
Arrivo: Rifugio Fuciade (1982 m)
Distanza totale percorsa: 6,5 km andata e ritorno
Dislivello: +80 m, -80 m
Tempo: 1 ora andata e un po’ meno al ritorno.
Difficoltà: Turistico (T)
Percorribile con bambini: Sì, la scarsa pendenza e la carreggiate larga lo rende ottimale per l’utilizzo del passeggino da trekking. Consiglio sempre comunque lo zaino portabambino. Ottima palestra di camminata in montagna anche per i più piccoli.
Tipo di fondo: sterrato
Lasciamo la nostra automobile al Passo San Pellegrino, nel parcheggio a pagamento nei pressi della chiesetta del passo stesso.

Iniziamo la nostra passeggiata imboccando la stradina asfaltata che, guardando verso Est, è facilmente individuabile appena sotto al cavalcavia che collega le piste da sci della Cima Uomo alla funivia del Col Margherita.
Le indicazioni comunque non mancano come ad esempio quelle per l’Hotel Miralago, prima tappa veloce del percorso, a 10 minuti di cammino, dove è possibile fermarsi per un caffè, una merenda o anche solo per ammirare il Lech de le Poze sulle cui sponde l’albergo è stato costruito. Il trekking può anche iniziare da qua dato che è raggiungibile comodamente in macchina.

Da qui seguiamo l’unico sentiero possibile, cioè la via sterrata con segnavia CAI 607. Per raggiungere il rifugio Fuciade le possibilità sono molteplici: in inverno è attivo un servizio navetta in motoslitta, mentre in estate è possibile godersi il panorama a bordo di una caratteristica carrozza trainata da cavalli, ma noi, potendo sfruttare la facilità della passeggiata per far fare gamba ai più piccoli, decidiamo di prendercela con calma e proseguire a piedi.
Proprio la semplicità è il punto di forza di questa passeggiata. Il sentiero sempre largo e il dislivello minimo con dolci sali-scendi fanno sì che il sentiero possa essere percorso da tutti, grandi e piccini, volendo anche con passeggino da trekking.
Costeggiando i piedi della Costabella, il sentiero attraversa un bel bosco che viene solcato in qua e in la dalle valli scavate dai corsi d’acqua che scendono giù dal versante che sta sulla nostra sinistra. Ecco che dapprima arriviamo in località Le Coste dove con una bella insenatura, attraversiamo la Val dai Be dove incontriamo un bivio che, seguendo verso destra, in discesa, indica una via per raggiungere il Rifugio Flora Alpina, ma noi proseguiamo sul sentiero 607.


Dopo un po’ è la volta di incontrare la Val Scuba, dove, da qui in poi, il bosco inizia un po’ a diradarsi e offre bei scorci sul Focobon e sulla parete Nord del Monte Agner.

Continuiamo la nostra passeggiata ammirando i fiori presenti lungo il sentiero, nei tratti più erbosi e il bel sottobosco, seguendo il sentiero che via via inizia leggermente ad aumentare il dislivello, cosa che comunque non mette mai in crisi i nostri giovani scalatori.


Dato il poco impegno fisico richiesto dal sentiero, siamo concentrati ad ammirare l’ambiente che ci circonda in ogni piccolo dettaglio ed ecco che ad un certo punto il bosco si apre come una porta sul Paradiso. Da qui in poi la meraviglia è davanti ai nostri occhi: quello che era bosco adesso è manto erboso circondato da cime e punteggiato in qua e in la da bei fiori bianchi e gialli, il tutto accompagnato dai tipici casoni e fienili della comunità che vive in questa zona, dando all’insieme quel tocco di rustico ma anche di fiabesco, quasi fossimo nel villaggio del nonno di Heidi.


Procediamo tenendo la rotta fissa verso il più vicino Monte le Saline (2402 m) e il Monte Ombretola (2931 m) che svetta in secondo piano e che fa da portone d’ingresso verso la Val Contrin, ai piedi della Marmolada.


Girandoci verso destra, oltre l’infinita distesa verde, ogni passo è scandito da un quadretto tipico con sfondo le cime del Focobon (3054 m), il Col Margherita (2550 m) e unito attraverso le Pale di San Martino, il più lontano Monte Agner (2872 m).

Proseguiamo tra una foto e l’altra, cercando di scoprire qualche dettaglio curioso o qualche scultura o dipinto che i vari proprietari dei casoni hanno utilizzato per addobbare le loro costruzioni, scoprendo un curioso mulino ad acqua in miniatura.

Intorpiditi da tanta bellezza, ci destreggiamo tra le belle insenature del sentiero, facendo spazio alla carrozza che trasporta ospiti su e giù dal Passo San Pellegrino e, affrontando un ultimo tratto di salita, attraversando un gruppetto di casoni, giungiamo di fronte al bellissimo Rifugio Fuciade.

In questo luogo gli spazi non mancano per nessuno e tanto meno per i più piccoli, per i quali l’attenzione dei gestori è massima. Infatti c’è una bella area gioco dove è possibile divertirsi tra innumerevoli discese sullo scivolo, arrampicarsi sul castello oppure farsi spingere sulle altalene, ce n’è per tutti i gusti. Entrando, il rifugio si presenta di gran classe, mescolando in modo sapiente eleganza e tradizione. Pranzare in questo luogo, all’aperto, avvolto da questa cornice, è un’esperienza che merita di essere vissuta. La cucina infatti, sa accontentare tutti i palati, sempre nel rispetto della tradizione trentina, con una vasta scelta di portate, dai primi ai dolci, il tutto accompagnato da una carta di vini di pregio e da ottima birra alla spina.

Approfittando della bella giornata, dopo aver pranzato, ne approfittiamo per rilassarci sui prati che circondano il rifugio, lasciando sfogare i più piccoli ancora un po’ e poi decidiamo di rimetterci in marcia, sulla stessa strada dell’andata per ritornare al Passo San Pellegrino e fare quindi ritorno a casa.

In conclusione, questo più che un trekking è una bella passeggiata che consente di scoprire panorami mozzafiato praticamente a costo zero. Tutti questi scorci rimarranno impressi nella mente e nel cuore di chiunque attraverserà questi luoghi. I sapori che il rifugio saprà far gustare, rimarranno impressi nel palato di chiunque li proverà. Vale la pena, quindi, infilarsi una scarpa un po’ più tecnica della semplice scarpa da ginnastica e raggiungere questo luogo in compagnia, magari per trascorrere una bella domenica di sole, diversa dal solito e lontano dalla città.



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