Il tesoro dell’Alta Badia sull’altopiano del Pralongià

Un trekking adatto a tutti, dal bimbo in passeggino all’amatore della mountain bike, o semplicemente per gli amanti della natura e dei bei paesaggi, l’attraversata dell’altopiano del Pralongià è molto di più di una semplice scampagnata da VIP, è un percorso che porta alla scoperta di abitudini e tradizioni che caratterizzano la vita di tutti i giorni di chi vive questa valle meravigliosa che è l’Alta Badia. Qui anche i meno esperti possono capire che passeggiare in montagna non vuol dire solo pranzare con polenta e salsiccia, ma avere rispetto della natura, di quello che ci offre e di chi lavora, faticando, per offrircelo nel modo migliore possibile.

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 7

Partenza: Stazione di Valle dell’ovovia Piz Sorega a San Cassiano

Tappe intermedie: Utia Piz Surega (2002 m), Utia Las Vegas (2011 m), Utia de Bioch (2079 m), Utia Pralongià (2109 m), Utia Saraghes (1837 m)

Arrivo: Percorso ad anello, quindi si torna al punto di partenza

Distanza totale percorsa: 11 km

Dislivello: +170 m, -550 m

Tempo: 3 ore e 30 minuti soste escluse

Difficoltà: Turistico/Escursionistico (T/E)

Percorribile con bambini: Sì, il percorso è adatto a tutti e fatto su misura per i più piccoli, anche a piedi. Ogni rifugio è ben attrezzato con bellissimi parchi giochi per permettere loro di non pensare troppo alla fatica. C’è la possibilità di utilizzare il passeggino da trekking dato che il sentiero è sempre largo e le pendenze non sono mai proibitive. Perfetto per utilizzare lo zaino portabimbi.

Tipo di fondo: Il percorso si snoda sempre su strada sterrata su facile saliscendi.

La nostra giornata ha inizio dalla stazione a valle dell’ovovia Piz Sorega che, in pochi minuti, ci porta in quota alla Utia Piz Sorega a 2002 m dove, appena usciti dalla stazione di monte, siamo subito avvolti da un mondo meraviglioso, ricco di giochi per bambini, c’è anche il percorso sensoriale nell’acqua! Il tutto è attorniato a 360 gradi da gruppi stupendi: a nord il Piz de Lavare la (3055 m), il Piz dles Conturines (3064 m) e le Cime di Fame e che si uniscono alle Di fame, dietro al gruppo del Lagazuoi, più a destra. Continuando in senso orario incrociamo il Sass de Stria (2477 m) e le Pale di Gerda, sopra al passo Valparola. Verso Sud incrociamo il Col di Lana (2452 m) fino alla Marmolada con i suoi 3343m di Punta Penìa. Da lì in avanti incontriamo il gruppo del Sella che si appoggia sul Gran Cir (2592 m) grazie al Passo Gardena, fino a giungere al più vicino Sassongher (2665 m) che sovrasta Corvara.

Parcheggio della stazione di valle dell’ovovia Piz Sorega a San Cassiano
Indicazioni in Ladino a Piz Surega
Il bel parco giochi di Piz Sorega

Estasiati da tanta bellezza, iniziamo il nostro trekking verso la prima meta, Utia Las Vegas (2011 m), raggiungibile in pochi minuti, lungo il Möviment dles Ês, un percorso tematico sul mondo delle Api, con giochi e curiosità per i più piccoli, lungo il sentiero CAI 21A.

Partenza verso Pralongià
Panorama sul gruppo del Sella
In arrivo ad Utia Las Vegas

Entriamo di fatto nel magico regno dell’altopiano del Pralongià, attraversando i meravigliosi prati Forceles, tutti punteggiati da fiori dai colori intensi che si alternano tra il giallo e il fucsia, circondando come corone i bei tabià che di tanto in tanto spuntano tra il verde dell’erba.

Prati sconfinati con la Marmolada sullo sfondo
Il gioco delle biglie lungo il sentiero

Cercando di capire su cosa valga la pena concentrare la nostra attenzione (se ammirare il panorama, i fiori, i prati o tutto insieme) il sentiero scorre liscio, in un leggero sali scendi, senza farci mai sentire particolari difficoltà, fino all’unico piccolo strappo di tutto il trekking, che ci permette di salire a Utia Bioch (2079 m).

Il sentiero scorre tranquillo attraverso i prati
Raggiungendo Utia Bioch

Questa piccola fatica sarà subito ripagata: infatti il Bioch è posto su un bel terrazzo naturale che ci regala una ampia panoramica, completamente libera da ostacoli, che va dalla Marmolada fino al Saasongher. Anche i più piccoli avranno la loro ricompensa dato che ad aspettarli, all’esterno dell’Utia, ci sono dei meravigliosi giochi, tra altalene e scivoli, per farli svagare un po’ e riprendere le motivazioni necessarie al proseguo del nostro cammino.

L’area gioco di Utia Bioch
Vista sulla Marmolada da Utia Bioch
Gruppo del Sella, Passo Gardena, Cir, Puez e Sassongher da Utia Bioch

Riprendiamo il nostro tour, questa volta con l’obiettivo, Utia Pralongià, sempre fissa in fondo all’orizzonte, cosa non di poco conto per i bambini piccoli.

Sempre attraversando prati rigogliosi, carichi di fiori colorati, proseguiamo, questa volta, sul sentiero 23, il Tru Panoramich, che, sempre con leggeri sali scendi, ci accompagna, in un’altra ora di cammino alla Utia Pralongià, avvolti dai meravigliosi massicci della Marmolada, del Sella e delle Conturines.

La bellezza dei prati qui sopra

Essendo su un altopiano, il sentiero non presenta mai difficoltà tecniche rilevanti, anzi, si prosegue sempre su strada sterrata larga che sormonta la dolce dorsale del Pralongià. Per questo motivo nei periodi estivi di punta è consigliato prestare attenzione alla gran massa di gente che affolla questi luoghi con mezzi di ogni tipo, dalla mountain bike ai passeggini da trekking. La montagna è di tutti, cerchiamo di viverla nel migliore dei modi nel rispetto suo e di tutti.

Mix di fiori e colori

Passo dopo passo e anche scatto dopo scatto (in un trekking del genere è veramente facile portare a casa più di cento scatti) l’utima salita ci conduce all’entrata dell’Utia Pralongià a 2157 m, dove il panorama si apre ulteriormente anche verso il Monte Civetta, oltre lo Stores, e una bella chiesetta, posta su una collinetta immediatamente davanti alla facciata di ingresso del Rifugio, completa lo scenario lasciandoci senza parole.

Ancora l’ultimo sforzo verso Utia Pralongià
Utia Pralongià è raggiunta
La chiesetta di Pralongià

Ancora una volta, i più piccoli non avranno di che lamentarsi, dato che non mancano gli spazi verdi per correre liberi (se non occupati da gente che pranza al sacco) e, l’attesa del pranzo è resa più piacevole dai tanti giochi messi a loro disposizione.

Utia Pralongià e il suo meraviglioso panorama

Dopo esserci riposati gustando un buon piatto tipico, accompagnato con della buona birra fresca, riammiriamo per l’ultima volta il panorama verso sud e, rimessi in spalla zaini e bambini più piccoli, ripartiamo per la discesa, con obiettivo, questa volta, una buona merenda a Malga Saraghes (1837 m).

Percorriamo quindi senza nessun intoppo l’ultimo tratto di salita, ora in discesa, che ci aveva condotto a Utia Pralongià e incontriamo un bivio dove, proseguendo dritti ripercorreremo la via dell’andata, mentre svoltando a destra imbocchiamo il sentiero numero 22 scendendo verso la nostra prossima tappa.

Scendendo da Utia Pralongià

Il sentiero numero 22 non è altro che la naturale prosecuzione del sentiero 23, sempre largo, mai difficile, a tratti attraversando le piste da sci invernali che popolano questa zona anche con la neve e attraversando prati, anche in questo caso, meravigliosi.

Paesaggio lungo il sentiero 22

Percorriamo i 320 m di dislivello che separano Utia Saraghes da Utia Pralongià in un’oretta abbondante, addentrandoci nel bosco, non troppo fitto, sempre in discesa, ammirando e fotografando scorci meravigliosi di questa zona, unica nel suo genere all’interno delle Dolomiti. Usciamo dal bosco e nuovamente ampi prati si aprono davanti ai nostri occhi e questa volta scorgiamo Utia Saraghes dall’alto, segno che non manca ormai molto.

Scorci uscendo dal bosco verso Malga Saraghes
Malga Saraghes vista dall’alto

La voglia di tirare dritto attraverso il prato per accelerare i tempi è tanta, ma per rispetto di chi lavora questi terreni optiamo, come sempre, di seguire il sentiero che dolcemente ci porta alla meta.

Utia Saraghes si presenta bellissima: una costruzione caratteristica in legno, attorniata da verdi colline, e dietro, incorniciata dal Pizzo delle Conturines e Lavarella. Davanti, per la gioia dei bambini, un ampio prato accoglie due recinti, una dove poter andare a salutare delle caprette, ma anche coniglietti e oche, e nell’altro si incontrano dei simpatici pony. Immancabile l’area giochi, in questo caso attrezzatissima con, addirittura, un castello e un mammuth di legno.

Malga Saraghes e il suo bel parco giochi

Dato che il pomeriggio avanza, la merenda ormai è scontata e quindi ci sediamo ad un tavolo all’aperto per deliziarci con i prodotti di produzione propria della Malga: ottime le torte Sacher e alla ricotta e stupendo lo yogurt con frutti di bosco.

Lasciamo ancora un po’ sfogare i più piccoli sul parco giochi e, mentre un gruppetto di intrapendenti caprette viene a salutarci con la speranza di raccattare qualcosa da mangiare dai nostri zaini, ripartiamo, questa volta verso la conclusione della camminata, al parcheggio della stazione a valle dell’ovovia Piz Sorega, dove abbiamo lasciato la vettura in mattinata.

Il Sasso de la Crusc a sinistra e di fronte a noi il Pizzo delle Conturines

Sempre attraverso il facile sentiero numero 22, attraversando alternativamente tratti boschivi e tratti solcati dalle piste da sci, con la luce del tardo pomeriggio che carica di verde le colline altoatesine, arriviamo al parcheggio in mezz’oretta con le gambe affatticate dal lungo chilometraggio percorso ma, anche questa volta, con gli occhi e il cuore carichi di peasaggi ed emozioni che mai scorderemo.

Rientro a San Cassiano nel tardo pomeriggio
Planimetria del trekking, powered by www.komoot.it
Altimetria del trekking, powered by www.komoot.it

Un pensiero riguardo “Il tesoro dell’Alta Badia sull’altopiano del Pralongià

Lascia un commento