Ammirare l’Alta Badia dall’Altavia di Colfosco

Oggi seguiremo un’Altavia trovata un po’ per caso, sulla carta Tabacco, cercando un sentiero non troppo impegnativo in Alta Badia, verso il Passo Gardena per poter trascorrere una bella giornata insieme ai bambini. Un sentiero meraviglioso che con poco sforzo permette anche ai meno esperti di passeggiare in quota godendo dei fantastici e unici panorami che solo l’Alta Badia sa offrire. Zaino in spalla dunque, seguiteci alla scoperta di un nuovo tesoro, in una zona che sa sempre essere esclusiva, oltre che d’inverno, anche d’estate.

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 07

Partenza: Parcheggio delle funivie Plans e Frara a Colfosco

Tappe intermedie: Rifugio Jimmi (2222 m), Utia Forceles (2101 m), Utia Edelweiss (1832 m)

Arrivo: Percorso ad anello, quindi si torna al punto di partenza

Distanza totale percorsa: 7,7 km

Dislivello: +30 m, -580 m

Tempo: 3 ore e mezza incluse le soste e il pranzo

Difficoltà: Turistico (T)

Percorribile con bambini: Sì, ottima via per tutte le età post passeggino dato che il trekking è per lo più in discesa e le poche salite da affrontare non sono impegnative. Qui il passeggino da trekking non ci passa, quindi in alternativa consiglio sempre lo zaino portabimbi.

Tipo di fondo: La prima metà, fino a Utia Forceles è su sentiero alpino, quindi su fondo stretto, a tratti attraverso pietraie, a tratti attraverso prati e boschi ma mai esposto. La discesa verso Utia Edelweiss e poi a Colfosco avviene su pista da sci invernale e in seguito su strada asfaltata attraversando il centro abitato di Colfosco appunto.

Il nostro trekking ha inizio dalla bella frazione di Corvara in Badia, Colfosco, che è il centro abitato più alto di tutta l’Alta Badia (1645 m). Più precisamente, una volta passato il centro, in direzione Passo Gardena, troviamo le indicazioni verso sinistra per il parcheggio per la funivia divisa in due tronconi, Plans e Frara, che ci condurranno in quota, sopra al Passo Gardena, al Rifugio Jimmi, a 2222 m.

Partenza della funivia Plans

Scesi dalla funivia non possiamo, nonostante qualche nuvola minacciosa, fare a meno di ammirare il panorama che da sul passo Sella e sulla Val Gardena, a Ovest, e a Est sull’Alta Badia, protetta in lontananza dal Piz de Lavarela (3055 m), dal Piz dles Conturines (3064 m) e dal gruppo del Lagazuoi (che arriva fino a 2804 m con il Lagazuoi Grande).

Panorama da Rifugio Jimmi verso il Passo Sella, sotto, il Passo Gardena

Ne aprofittiamo per fare una colazione veloce all’esclusivissimo rifugio Jimmy e siamo pronti per partire, seguendo le indicazioni che ci portano a seguire, dietro alla stazione di monte da cui siamo scesi, il sentiero CAI 8A con direzione Colfosco.

Il rifugio Jimmi ai piedi del Gran Cir a 2222 m
Indicazioni per l’imbocco del sentiero

Da subito il sentiero fa perdere quota attraverso un bel pendìo roccioso, districandosi tra roccette, massi e qualche arbusto basso senza essere mai complicato. Già da qui è possibile ammirare la vastità dei Prà tru Forceles che andremo ad attraversare, accarezzando il confine Sud del parco naturale Puez-Odle. Nell’immediata destra invece, passo dopo passo, guardando verso giù, riusciamo a scorgere la strada che conduce al Passo Gardena e, alzando lo sguardo, le pareti Nord del Sella, sotto al Pisciadù, che ci osservano imponenti.

La parete Nord del Sella
Segnavia in mezzo ai pini mughi

Tra i fischi delle marmotte che segnalano tra di loro la nostra presenza all’interno del loro territorio e i balzi fugaci di un capriolo che scappa dal prato per ripararsi tra gli alberi, giungiamo in poco tempo (circa 20 minuti) ad un bivio, dove, il sentiero 8A si immette sul sentiero CAI n. 8 che arriva da destra dal Passo Gardena e procedendo verso sinistra ci accompagna alla volta di Colfosco.

Bivio con sentiero CAI n. 8

La nostra passeggiata prosegue sempre senza patemi, attraverso prati verdeggianti, sotto al dolce versante Sud della catena composta dal Sass dl Cier (2592 m), dal Col Toronn (2655 m) e dal Sas Ciampac (2672 m). Il paesaggio è arricchito da qualche bel tabià e il sentiero si fa interessante per i più piccoli, attraversando piccoli corsi d’acqua fresca e cristallina, proseguendo su gradini naturali attraverso le radici degli alberi o infilandosi in zone boschive che all’improvviso si aprono su prati come fossero delle bolle d’aria in mezzo all’acqua.

Bei prati su dolci versanti
Si entra nella zona più a Sud del parco naturale Puez-Odle
Bei tratti del sentiero

Attraversando questi luoghi bucolici, ci accorgiamo che anche l’Alta Badia ha il suo cuore scolpito tra le rocce e, dopo un’ora di cammino, incrociamo l’indicazione per il sentiero CAI n. 8B che ci farebbe scendere a Colfosco, ma noi abbiamo come metà Utia Forceles e quindi proseguiamo dritti per la nostra strada.

Proseguendo attraverso i pini mughi
Bella vista su Corvara e l’altopiano del Pralongià
Un cuore scavato nella roccia

Avanti tutta quindi, sempre per prati e boschi ci troviamo di fronte all’unico strappo del percorso, una coppia di tornanti che ripidi, ci portano immediatamente sopra alla Utia Forceles, dove possiamo ammirare il bel panorama che dall’Alta Badia spazia fino alle Tofane e al Civetta.

Relax con panorama mozzafiato

Scendiamo quindi attraverso il sentiero che coincide con la pista da sci, verso Utia Forcelles e decidiamo di fermarci per il pranzo al sacco sul prato vicino al rifugio.

Arrivati ad Utia Forcelles

Neanche il tempo di farci il timbro sul nostro passaporto che siamo costretti a scappare a causa della pioggia che avanza senza troppi complimenti. Ci infiliamo quindi, poncho, k-way e coprizaini e riprendiamo i nostri passi, sempre in discesa, alla volta della Utia Edelweiss.

Si scende verso Utia Edelweiss, il tempo è cambiato

Il sentiero, da adesso in poi scorre in corrispondenza della pista da sci e per questo è sempre largo, su fondo battuto, attraversando ancora dapprima boschi e poi prati dove, nonostante la pioggia, una marmotta non perde occasione di farsi ammirare, immobile, da vicino.

Camminiamo tenendo di fronte a noi, in alto Utia Col Pradat (2038 m) con il sentiero ben visibile che porta a Utia Puez, incuneandosi verso Nord, in direzione Forcella de Ciampe, tra il Sassongher (2665 m), sempre di fronte a noi,e il Sas Ciampei (2654 m), alla nostra sinistra.

In basso a destra Utia Edelweiss e davanti a noi, sotto il Sassongher, il sentiero che porta al rifugio Puez

Fortunatamente la pioggia dura poco e così completiamo in tranquillità la discesa verso Utia Edelweiss che ormai è lontana da noi solo la lunghezza dell’ultimo muro della pista da sci che conduce poi al parcheggio della funivia Col Pradat.

Punto di snodo per scendere a Utia Edelweiss
Tratto di pista da sci che ci conduce al rifugio

Utia Edelweiss è un bellissimo rifugio, in costruzione tipica del posto, arricchito al suo esterno da un bel castello in legno e molti altri giochi pe i più piccoli che però oggi ahimè non possono essere sfruttati a causa del tempo che, infatti, ci fa rinunciare alla sosta merenda per evitare di prendere ancora acqua.

Utia Edelweiss

Arrivati qui ormai il più è fatto e in in poco tempo raggiungiamo il sopraccitato parcheggio della funivia Col Pradat. Ora il sentiero si immette su strada asfaltata, prendendo il nome di Tru do l’ega (sentiero dell’acqua in ladino) e ci conduce al parcheggio della funivia Plans con un bel giro turistico attraverso le viette e il centro di Colfosco.

Rientro a Colfosco
La chiesetta di Colfosco

Nonostante il tempo un po’ incerto (abbiamo fatto a tempo a scaricare zaini e scarponi e a salire in macchina che ha ripreso a piovere) abbiamo scoperto una bellissima via che ha arricchito la nostra conoscenza di questa zona e potuto ammirare, ancora una volta, paesaggi e panorami stupendi che non ci stancheremo mai di guardare.

Planimetria del trekking, powered by www.komoot.it
Altimetria del trekking, powered by www.komoot.it

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