A caccia di meraviglie venete: il Rifugio Burz di Arabba

Arabba è tra i più bei gioielli delle Dolomiti Venete, meta e punto di riferimento indiscussi per gli appassionati dello sci in inverno, anche d’estate è punto d’incontro tra la Val di Fassa e l’Alta Badia. Caratterizzato dalle costruzioni tradizionali della zona, è incoronato tutt’attorno da paesaggi magici, dove dolci versanti dal verde intenso, inframezzano l’asprezza dei picchi più rocciosi. Questa corona è impreziosita ulteriormente dalle “basi” del Dolomiti Superski, rifugi esclusivi che hanno come punto di forza l’accoglienza, il calore familiare e soprattutto la buona cucina. Oggi andiamo alla scoperta proprio di una di queste gemme, il Rifugio Burz. Stringiamo i denti perchè il chilometraggio sarà breve ma il dislivello si farà sentire, vedrete però che non ne resterete delusi, venite con noi!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 07

Partenza: Parcheggio della seggiovia Monte Burz ad Arabba

Tappe intermedie: Rifugio Burz (1936 m), Rifugio Plan Boè (1820 m, chiuso in estate)

Arrivo: Percorso ad anello, quindi si torna al punto di partenza

Distanza totale percorsa: 5,4 km

Dislivello: +330 m, -310 m

Tempo: 2 ore e mezza escluse le soste e il pranzo

Difficoltà: Turistico (T) / Escursionistico (E)

Percorribile con bambini: Sì, se i bambini camminano e i genitori hanno pazienza di tenere il loro passo. Qui il passeggino da trekking ci passerebbe comodamente, almeno per la via dell’andata, ma le pendenze ne rendono improbabile l’utilizzo. Anche in questo caso consiglio lo zaino portabimbi, soprattutto per percorrere il sentiero panoramico di Arabba al ritorno.

Tipo di fondo: La prima metà, fino al Rifugio Burz è su strada sterrata in mezzo a prati e sulle piste da sci invernali. Al ritorno, il sentiero panoramico è stretto, attraversando boschi e prati, su fondo battuto con un paio di attraversamenti di corsi d’acqua da prestare un po’ di attenzione con i più piccoli.

Il monte Burz è un colle alto 1936 m, sorto immediatamente sotto al massiccio Sud-Est del Sella, come continuazione naturale del versante che da Passo Pordoi scende verso Arabba.

Sulla sua sommità, nel 2013 è stato inaugurato un gioiello di architettura alpina, che ben sposa il calore del legno della tradizione montana di Livinallongo alle linee secche dell’architettura moderna. Il risultato è il Rifugio Burz, magnificamente integrato nell’ambiente in cui si trova, che con le sue ampie vetrate e gli ampi spazi all’aperto, coccola i suoi visitatori con un panorama e una cucina da favola.

Il nostro trekking, breve ma intenso, inizia dal centro di Arabba, dal parcheggio della seggiovia Monte Burz, nei pressi del ristorante Miky’s Grill. Per passare una giornata in totale relax è possibile raggiungere il Rifugio comodamente e in pochi minuti in seggiovia, ma noi siamo camminatori e il pranzo ce lo vogliamo guadagnare.

La stazione di valle della seggiovia Monte Burz

Imbocchiamo quindi il sentiero CAI n.637, ben indicato, che scorre affianco al caseggiato vicino alla seggiovia, su strada asfaltata. In pochi attimi l’asfalto lascia spazio al fondo sterrato e con decisione inizia a salire attraverso bei gruppi di abeti e ampi prati racchiusi da deliziosi steccati di legno.

Si inizia costeggiando un piccolo caseggiato
In salita tra i prati, su strada sterrata

In 20 minuti di cammino su pendenza ineteressante, raggiungiamo località Jorz a 1744 m, dove possiamo rifiatare un attimo sotto l’ombra degli abeti e voltarci ad ammirare i Monti di Ornella, Cima Padon (2512 m) e seguire con lo sguardo la funivia che sale ai 2500 metri di Porta Vescovo.

Il sentiero sale lasciando in breve tempo Arabba alle nostre spalle
Vista su Porta Vescovo
Località Jorz

Siamo arrivati già ad un terzo della salita verso il Burz e il prossimo tratto si presenta meno deciso del precedente, quindi con buona lena ripartiamo, sul largo sentiero, che altro non è che la pista da sci invernale, ammirando il Massiccio del Sella di fronte a noi e il Bec de Roces sotto del quale già vediamo l’omonimo rifugio che collega il sottostante Plan Boè al Passo Campolongo.

Il sentiero si fa meno pendente in questo tratto
In salita a fianco del Savinè (2004 m) e del Souracengle (2097 m), più in fondo.

Passati altri 20 minuti di cammino raggiungiamo un bivio dove a destra il sentiero conduce con un’altra ora di cammino al Rifugio Bec de Roces passando per il Rifugio Plan Boè, mentre a sinistra ci porta al Rifugio Burz.

Il massiccio del Sella
Bivio, a sinistra si va al Burz, a destra al Bec de Roces

Ecco che inizia l’ultimo terzo della salita al rifugio, attraverso i tornanti larghi della pista da sci, aiutiamo i nostri piccoli camminatori a stringere i denti e, un passo alla volta ad affrontare gli ultimi 100 metri di dislivello. La fatica viene via via sopraffatta dal profumo intenso dei vasti prati che ci circondano e dall’imponenza meravigliosa del massiccio del Sella che ci accompagna, benevolo, in ogni nostro passo. Curva dopo curva ecco che dalla cima del colle inizia a sbucare prima la zipline del rifugio, poi lo scivolo, le altalene e la sabbiera, riattivando nei più piccoli la voglia di raggiungere l’obiettivo al più presto.

Ultimo terzo del percorso da affrontare
Vista sul Bec de Roces
Ultima salita prima del rifugio, la zipline inizia a sbucare dietro l’erba

Ancora pochi passi ed eccoci in cima al Monte Burz e all’ingresso del Rifugio Burz, dove tutto è meraviglioso: dall’edificio al panorama la curiosità ci attira verso ogni angolo nascosto per scoprire qualcosa di nuovo.

Arrivati al Rifugio Burz
Entrata del Rifugio Burz

Mentre i piccoli ne approfittano per mmonopolizzre le altalene e la sabbiera, noi facciamo un rapido 360: con lo sguardo passiamo da Passo Pordoi (si vede anche l’Ossario) fino ad Arabba giù a valle, per risalire sul Col di Lana e quindi andare in fondo fino al Pelmo e al Civetta. Ci giriamo quindi dietro di noi e oltre al Col di Lana scorgiamo il Nuvolau e, più a Nord, oltre i verdi colli di Passo Campolongo, ecco sbucare le cime dell’Alta Badia (Sass de la Crusc, Piz dle Conturines e Piz de Lavarela).

Vista su Porta Vesco, il Belvedere e La Forfesc
Vista sul Col di Lana e oltre
Vista verso Nord, oltre la collina c’è Passo Campolongo e lì in fondo sbucano i picchi dell’Alta Badia

In meno di un’ora e mezza, con bambini al seguito, la meta è raggiunta e c’è ancora un po’ di tempo prima di pranzo per potersi rilassare al sole mentre i bambini giocano spensierati.

La sabbiera per i più piccoli

Il pranzo al Rifugio Burz rimarrà nei nostri cuori: dagli spatzle alla grigliatona mista è un crescendo di gusto e un tripudio di sapori (come in pochi posti, soprattutto in quota, abbiamo avuto modo di apprezzare) il tutto incorniciato da ottima birra e dolci fatti in casa deliziosi. Ma non è tutto, perchè il Rifugio Burz offre anche un ottimo servizio per le famiglie, infatti oltre all’area gioco all’aperto, è ben attrezzato con un’area cambio dedicata ai più piccoli con un ampio fasciatoio e lavandino.

Le ampie vetrate del rifugio Burz
Particolare all’interno del rifugio

Purtroppo si sa, le cose belle finiscono presto e dopo esserci rilassati ancora un po’ sotto al sole sui prati del rifugio, una nuvola nera minaccia la nostra giornata, fino a qui splendida e quindi decidiamo di rimetterci in marcia verso valle.

Seguendo quindi la via dell’andata, in pochi minuti giungiamo ai piedi dell’ultimo tratto di salita che ci ha condotti al rifugio e, seguendo le indicazioni al bivio, proseguiamo verso il Rifugio Plan Boè, per imboccare il sentiero Panoramico di Arabba.

Il Rifugio Plan Boè, chiuso

Il rifugio Plan Boè è attivo solo in inverno, quindi, non potendo raccogliere un altro timbro, seguiamo subito le indicazioni per Arabba che portano sul retro del rifugio a farci imboccare un piccolo sentiero erboso.

Indicazioni per Arabba
Primo tratto del sentiero Panoramico attraverso prati

Per un breve tratto il sentiero attraversa bei prati e subito ci conduce nel bosco dove con una ripida discesa ci conduce su una valletta solcata da un torrentello che dobbiamo attraversare senza troppi patemi.

Attraversamento del torrentello

Camminiamo su questa tipologia di ambiente per una mezz’oretta, attraversando con facilità un altro torrente fino a che il sentiero esce dal bosco per riversarsi su un ampio prato incolto ma avvolto dai bei versanti che circondano Arabba.

Attraverso prati racchiusi tra i monti di Arabba

Dopo aver attraversato un altro boschetto arioso su sottobosco battuto, usciamo su un bel prato, dominato da un paio di tabià, dove una marmotta, in modo del tutto inusuale per la quota a cui ci troviamo, è li che ci osserva immobile.

Entrando nell’ultimo boschetto
Una marmotta fa capolino dietro al tabià

Ora il sentiero si allarga e si riversa su strada sterrata e continuiamo a scendere. In poco meno di mezz’ora ancora, affiancati dalle fresche acque scroscianti del Ru de Ciaulonch, iniziamo ad addentrarci nel centro di Arabba e tra casette di legno e balconi fioriti da rigogliosi vasi di geranei rossi e rosa, ci dirigiamo al parcheggio da cui siamo partiti.

Il Ru de Ciaulonch scorre impetuoso
Di nuovo su strada asfaltata per rientrare nel centro di Arabba
La chiesa di Arabba

Anche il trekking di oggi è stato di una soddisfazione unica. Ho consciuto il rifugio Burz per caso, sempre pascolando sulle mappe Tabacco, come mi piace fare nel tempo libero, e da li ho iniziato a documentarmi e a studiare un tragitto. Devo dire che le aspettative erano alte, ma il luogo, il contesto e il Rifugio sono andati ben oltre. Un giorno sicuramente torneremo, ma intanto teniamo stretto nel cuore il ricordo di questa bella giornata.

Planimetria del trekking, powered by www.komoot.it
Altimetria del trekking, powered by www.komoot.it

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