Oggi andremo a visitare uno tra i più spettacolari altipiani delle Dolomiti, dove immensi prati verdi padroneggiano la scena, incastonati all’interno di un contesto da favola come quello del Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies. Un luogo adatto alle famiglie ma anche ai più piccoli, dove la natura incontaminata saprà coccolarvi per una giornata di relax e fuori dalla frenesia dei giorni di lavoro. Per i più volenterosi, la salita al Monte Specie fa da ciliegina sulla torta, ad un tour che vi farà capire del perchè le Dolomiti sono Patrimonio dell’Umanità.
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 03 oppure 31
Partenza: La macchina si lascia al parcheggio di Ponticello, la camminata inizia dal parcheggio del Rifugio Prato Piazza (2000 m)
Tappe intermedie: Rifugio Vallandro (2040 m), Malga Prato Piazza (2048 m)
Arrivo: Cima Monte Specie (2307 m)
Distanza totale percorsa: 10,6 km
Dislivello: +330 m, -330 m
Tempo: 4 ore escluse le soste e il pranzo
Difficoltà: Escursionistico (E)
Percorribile con bambini: Fino al Rifugio Vallandro è tranquillamente passeggiabile con passeggino, la salita al Monte Specie è da fare esclusivamente con zaino porta bimbi (in caso di bambini piccoli) per le pendenze che si dovranno affrontare, mentre in caso di bambini autonomi possono percorrere il sentiero interamente con le loro gambe. Il consiglio è sempre quello di valutare bene lo stato di salute/allenamento del piccolo e la pazienza di mamma e papà. Va da se’ che tutte queste cose incidono sul tempo di percorrenza del trekking.
Tipo di fondo: Il sentiero è sempre largo, mai esposto, su strada sterrata che attraversa ampi prati. Anche la salita al Monte Specie non richiede particolari attenzioni.
L’altopiano di Prato Piazza, situato sulla sommità della Val di Stolla, si trova all’interno del Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies e per questo è considerato zona protetta, sottoposta, nel periodo estivo, a chiusura totale del traffico automobilistico sulla strada che conduce al Rifugio Prato Piazza, a partire da Ponticello, dalle ore 9 alle ore 15.
Arrivando da Dobbiaco, se segue la strada provinciale che atraversa la Val Pusteria, in direzione Villabassa (Niederdorf) dove, dopo pochi chilometri, incontriamo una rotonda che ci indica di svoltare alla seconda uscita in direzione Lago di Braies / Prato Piazza. Proseguendo in direzione Ferrara, dopo poco, al bivio, svoltiamo a sinistra attraversando Bagni di Braies Vecchia e seguendo le indicazioni per Prato Piazza.
Nonostante l’impegno ad alzarci presto e ad essere a Ponticello alle 8.30, troviamo la strada già chiusa a causa del parcheggio a monte già al completo. Siamo dunque costretti a proseguire (lasciata l’auto al parcheggio a pagamento, antistante all’hotel Brugghele) con il bus di linea che da Ponticello conduce al Rifugio Prato Piazza (I biglietti sono acquistabili direttamente a bordo per la modica cifra di 3 euro a testa e ci sono corse ogni 20 minuti).


Dopo aver provato l’ebrezza di percorrere una strada di montagna con tornanti a bordo di un autobus di linea, scendiamo al capolinea di Prato Piazza. Da qui inizia la nostra escursione e passo dopo passo veniamo accompagnati verso il Rifugio Prato Piazza, dall’imponente muraglia del Picco di Vallandro, che sulla nostra sinistra ci indica la via.

In pochi minuti arriviamo di fronte al Rifugio Prato Piazza ed ecco che l’altopiano di cui esso porta il nome, inizia a sfoggiare tutta la sua bellezza davanti ai nostri occhi.


Prati verdissimi su dolci scollinamenti formano questo altopiano unico nel suo genere, incastonato da Est a Ovest, rispettivamente, tra il Picco di Vallandro e la Croda Rossa di Ampezzo che conducono lo sguardo del visitatore a perdersi sulle guglie della parete Nord del Monte Cristallo.


Frastornati da tutta questa bellezza, ci dirigiamo sul sentiero CAI n. 37, superato l’Hotel Croda Rossa (a 500 m dal Rifugio Prato Piazza), verso il Rifugio Vallandro. La prima meta è facilmente raggiungibile e sempre visibile in lontananza con il suo caratteristico fortino austro-ungarico. Infatti il sentiero, in falso piano, permette al visitatore di godersi il panorama mentre le gambe lo conducono in modo del tutto rilssato, verso il Rifugio.

A circa metà della via verso il Rifugio Vallandro, attraversiamo uno steccato di legno e ci ritroviamo letteralmente catapultati in un pascolo alpino dove 100 e più mucche pascolano placide brucando l’erba accompagnate dal suono dei loro campanacci.


In meno di un’ora ci troviamo proprio sotto al Rifugio Vallandro e una corta rampetta con pendenza decisa, ci fa ricordare che nonostante tutto stiamo pur sempre camminando in montagna.

Il Rifugio Vallandro si trova su una posizione strategica, su un belvedere da cui lo sguardo salta oltre Passo Cimabanche (proprio sotto di noi) e abbraccia per intero tutto il gruppo del Cristallo, accompagnato a braccetto, sulla nostra sinistra, dai Cadini di Misurina. Uno spettacolo unico.


Ci fermiamo qui giusto il tempo per rifiatare e dissetarci e proseguiamo subito sul sentiero 34-40A, in direzione Monte Specie. Da ora in avanti il sentiero non ci darà tregua, dal tronde mancano all’appello altri 300 metri di dislivello da percorrere.
Ci troviamo di fronte alla possibilità di scegliere due vie per salire sul Monte Specie, una che è la naturale prosecuzione del sentiero su cui siamo giunti fino a qui e l’altra, un sentiero prettamente di carattere alpino, che si inerpica dietro al rifugio. Scegliamo, quindi, di percorrere la via tradizionale, su strada sterrata, non la “direttissima” per evitare di bloccarci con i nostri piccoli.

Avanziamo dunque verso Nord, in direzione Malga Prato Piazza e percorrendo il bel sentiero che sinuoso e bianco si innesta nei verdi prati, giungiamo in 10 minuti al bivio che ci indica che la vetta del Monte Specie si raggiunge proseguendo verso Sud, su sentiero n. 34.



Passo dopo passo, con pazienza, spronando i nostri piccoli, guardando i fiori e le mucche che affollano i prati attorno a noi, raggiungiamo, dopo un’altra ora di cammino, alla sella di Monte Specie, a 2200 m. Ci troviamo su un bel pianoro, dove il panorama si apre anche Nord verso la Val Pusteria e oltre. Questo luogo è un crocevia dove, da destra giunge il sentiero alternativo a quello che abbiamo scelto noi e da sinistra, dietro i ruderi di un vecchio rifugio, il sentiero 34 che parte dal lago di Landro.



Arrivati qui il morale dei bambini si mantiene alto sia per il bel panorama, sia perchè la croce di vetta è proprio li davanti a noi che ci induce a mettere sul sentiero tutte le energie per raggiungerla.

Ed è così, che dando fondo alle nostre energie, conquistiamo dopo meno di mezz’ora la vetta del Monte Specie dove la grande croce ci attende per mostrarci un panorama unico tra tutte le Dolomiti.

Da questo collinone roccioso, infatti la prima cosa che salta all’occhio è la vista inedita da Nord Ovest sulle Tre Cime di Lavaredo, belle come non mai, che svettano sopra la Val Rinbon.

Più a Est e quindi, girandoci lievemente a sinistra, il campo visivo è occupato dalla Croda dei Baranci (2922 m), dalla Croda dei Rondoi (2800 m) e dal Monte Rudo (2799 m).

Un po’ più verso Sud l’affollatissimo Monte Piana, più in fondo i Cadini di Misurina e ancora più in la le Marmarole.

A Sud la scena è totalmente occupata dal Gruppo del Cristallo (3221 m) e dal Piz Popena (3152 m), mentre più verso Ovest la vista arriva fino alle Tofane (in ordine: di Dentro 3238 m, di Mezzo 3244 m e di Rozes 3225 m) e ancora più in la, sul rampone del monte Nuvolau (2575 m) e sulla Torre del Monte Averau (2649 m).

A Ovest in primo piano abbiamo sempre la Croda Rossa di Ampezzo e sullo sfondo, girando più verso Nord, riusciamo a distinguere anche la Croda del Becco (2810 m).

A Nord la vista sconfina fino ai grandi ghiacciai perenni austriaci, ben oltre il Corno Alto (2523 m) e il Corno di Fana (2663 m) sopra Dobbiaco.

Terminato il giro su noi stessi, abbassando per caso lo sguardo, ci accorgiamo che il suolo che stiamo calpestando è letteralmente invaso dalle Stelle Alpine, che delicate e dolci, escono a piccoli gruppetti di due tra le roccette.

Nonostante tutti questi anni di frequentazione della montagna a diverse altitudini, incredibile ma vero, oggi è stata la prima volta che ho visto dal vero una vera Stella Alpina. L’emozione è stata grande e la gioia per aver condiviso questo momento con la mia famiglia è stata enorme.
Rimaniamo un po’ di tempo qui in cima, a godere delle meraviglie che il creato ha preparato per noi in questa giornata e dopo le ultime foto e la registrazione d’obbligo sul libro di vetta, riprendiamo il cammino sulla via del ritorno.

Il sentiero è lo stesso dell’andata ma decidiamo di non tornare al Rifugio Vallandro ma di svoltare verso Malga Prato Piazza (2048 m) lasciando il sentiero n. 34 per immetterci nel n.40. Attraversando dei bei sali scendi attraverso l’erba verde dei prati che circondano la malga, attraversiamo bell’acquedotto montano seguendo il sentiero prima in ripida discesa e poi subito in salita per riprendere quota e ritrovarsi alle porte della malga, dove un gustosissimo piatto di uova speck e patate è lì ad attenderci per pranzo.



Dopo esserci ricaricati a dovere ci rimettiamo in strada, scendendo sul sentiero n. 37 anche se avremmo potuto proseguire in quota, in mezzo al bosco lungo il sentiero n.40A ma abbiamo preferito andare sul sicuro e lasciare i bambini correre sull’ampio sentiero dell’andata. In poco più di mezz’ora ci ricongiungiamo col Rifugio Prato Piazza e li, aspettiamo l’orario giusto per scendere a prendere l’autobus facendo merenda con una buona fetta di strudel e gelato alla vaniglia.


Saliamo in autobus per far ritorno a Ponticello e dietro di noi chiude le sue porte su una giornata che strepitosa per tutti. Per i più piccoli in primis: riuscire a raggiungere la vetta di un monte, toccare la sua croce e ammirare il panorama dall’alto è sempre motivo di vanto e orgoglio. Per noi adulti tutto ciò è stato molto appagante, vederli stanchi ma felici non ha prezzo: quando è così anche le nostre fatiche vengono meno e capisci che gli stai trasmettendo delle cose positive che li accompagneranno per il resto della loro vita.


