Comodamente, appena sopra al centro abitato di Moena, nascosta in mezzo al bosco che scende dal Passo Costalunga, c’è una via, semplice da percorrere, che collega tra di loro tre malghe, la cui fama va ben oltre la Val di Fassa, per essere riuscite a reinventarsi, diventando tre tra i ristoranti più di spicco del panorama culinario della regione Trentino Alto Adige. Attraverseremo boschi devastati da Vaia ma attraversati da torrenti carichi di acqua fresca, dove la Natura sta cercando piano piano di riprendere il suo corso, e al contempo riusciremo a godere di meravigliosi scorci sulla Val di Fassa e immense distese fiorite. Andiamo allora alla scoperta di questi tesori nascosti di Moena, pronti che si va.
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 06
Partenza: Dal centro di Moena, parcheggio Navalge, a pagamento
Tappe intermedie: Malga Roncac (1315 m), Malga Panna (1341 m), Malga Peniòla (1474 m)
Arrivo: Percorso ad anello, quindi si torna al punto di partenza
Distanza totale percorsa: 11,3 km
Dislivello: +390 m, -390 m
Tempo: 5 ore incluse le soste e il pranzo
Difficoltà: Escursionistico (E)
Percorribile con bambini: Sì, nessun problema se portati nello zaino, non è consigliato l’utilizzo del passeggino da trekking a causa delle pendenze e degli smottamenti causati dai lavori post Vaia. Se hanno dai 5 anni in su possono farcela con le loro gambe.
Tipo di fondo: Il sentiero è per lo più una strada battuta, a parte il primo tratto di centro di Moena e il sentiero stretto in mezzo al bosco che porta a Malga Roncac. Da Malga Panna verso Malga Peniòla su strada asfaltata chiusa al traffico fino alle 17.
Il nostro trekking parte tranquillamente dal centro di Moena, più precisamente dal parcheggio a pagamento Navalge, da dove, ci dirigiamo verso il centro del paese.

Attraversando i negozi e le belle case di Moena, percorriamo, affianco del piccolo affluente del più grosso Torrente Avisio, prima via Carezza e poi via Molign, dove si incontrano le indicazioni per i sentieri che è possibile imboccare proseguendo in questa direzione.

La strada si tasforma subito in sentiero dal fondo largo e attraversa con un bel ponte di legno alcune cascatelle del torrente che dal centro abitato ci ha accompagnato fino a qua.

Incontriamo dei bei spiazi verdi attrezzati con tavolini e panchine e adornati con coloratissimi vasi di fiori ma è già il momento di staccarsi dalla strada principale per proseguire in direzione Malga Roncac su un bel sentiero che sale sul versante della collina su cui si trova la malga, proprio in mezzo ad un piccolo bosco, non molto fitto.


Infatti, dopo une breve salita tra scalinetti di legno e sassetti, iniziamo già a vedere il tetto di Malga Roncac e in 10 minuti la prima tappa è conquistata.



Non ci fermiamo più di tanto, anche perchè siamo appena partiti. Comunque qualche tempo fa avevamo già avuto modo di deliziarci con un gustoso pranzo alla malga. Entriamo quindi per un saluto e per il timbro e ci rimettiamo in marcia seguendo il sentiero CAI n.519. Il sentiero non è mai impegnativo, infatti è sempre largo e con fondo ben battuto e costeggia il versante “Ciajeòle” attraversando il bosco maltrattato dall’uragano Vaia.


In 20 minuti di cammino raggiungiamo il ponte che attraversa, con svolta secca di direzione a U, il Rio Costalunga e proseguiamo, questa volta in direzione Sud, in leggera salita, verso il bivio dove si congiunge il ramo principale del sentiero n. 519 che arriva dal centro di Moena, senza passare per Malga Roncac.

Svoltiamo allora a destra e, causa anche l’effetto di Vaia, riusciamo a godere di un bel panorama sulla Roda di Vael e sulle Torri del Vaiolet, procedendo sempre in salita e su tratti molto soleggiati.


Trascorsi altri 15 minuti di cammino, arriviamo in località Tal Cristo, dove è presente un’area dedicata al riposo, affianco ad un bel crocifisso di legno.


Proseguendo lungo il sentiero 519 è possibile raggiungere il Passo Costalunga, ma noi svoltiamo a sinistra, lungo il sentiero 519A, in direzione Malga Panna. Da qui in poi il bosco non esiste più. Centinaia di tronchi abbattuti e una tristezza infinita ci accompagnano costeggiando Le Paluè prima e Ronch dal Poz poi.

Sempre in sali scendi, rientriamo nel bosco, questa volta fitto, risparmiato da Vaia, e dopo un breve tratto, ci conduce su una meravigliosa radura, fitta di fiori colorati, a monte, e verso valle si apre una vista meravigliosa su tutta la Val di Fassa. Con questa gioia negli occhi, dopo aver attraversato distese di abeti abbattuti, inizia la distesa verso il Ristorante stellato, Malga Panna dove, su un prato nelle sue vicinanze, facciamo una sosta per mangiare il nostro pranzo al sacco.



Ripartiamo con la pancia piena, su strada asfaltata, ma chiusa al traffico, verso Malga Peniola. Anche in questa zona gli effetti di Vaia sono evidentissimi e difficili da ripristinare, infatti è evidente come un tempo qui si sarebbe potuto passeggiare godendo della bella ombra fresca degli abeti e dei larici che oggi vediamo distesi sul versante della montagna.


La strada sempre in salita ma mai troppo impegnativa, ci porta in mezz’ora di camminata alla deliziosa Malga Peniola. Sembra di essere giunti in un mondo parallelo, infatti la malga sorge su un ampio prato verde dove gli asinelli pascolano tramquilli, tutta circondata da latifoglie e accompagnata dalla bianca chiesetta che rende il paesaggio ancora più particolare.

Questo luogo è perfetto per il relax e il riposo, percorrendo la strada che via via si fa pianeggiante atraverso i prati, si respira questo e la voglia di sedersi ad un tavolo per assaporare una buona merenda è tanta.


Come previsto, dopo una bella coppa di gelato ai frutti di bosco freschi, ci rimettiamo in marcia soddisfatti alla volta di Sòrt, frazione di Moena per poter ritornare al punto di partenza.
L’idea iniziale era quella di sfruttare il sentiero 521 che, scendendo lungo il versante, distaccandosi dalla strada di andata, ci avrebbe condotti direttamente nel centro della frazione, ma purtroppo, come dicevo prima, gli effetti di Vaia qui si vedono e si vedranno per molto tempo, tanto che non è possibile imboccare il sentiero anche se dall’alto, tra le fronde, si riesce ascorgere qualche segnavia sulle rocce.

Procediamo dunque sulla stessa via dell’andata e raggiunta Malga Panna, scendiamo verso valle, seguendo, verso destra, la strada asfaltata che ci conduce attraverso un bel caseggiato, di fronte alla chiesa di Sòrt, dove spicca il bel campanile con il tetto rosso.


Camminando tranquillamente attraverso i prati di Moena, sulla strada e poi sulla via pedonale che porta alla chiesa che sovrasta il paese e, con il Sole che inizia a scendere, torniamo al punto di partenza dove ci togliamo gli scarponi e iniziamo ad avviarci verso la fine di questa bellissima giornata.


Nonostante gli effetti di Vaia, questo è un trekking adatto a tutti e, sebbene la prima parte faccia fatica ad aprirsi, piano piano riserva delle belle sorprese per chi lo percorre. Le malghe che si vanno a toccare, che poi malghe non lo sono più ma mantegono la denominazione originaria, sono i fiori all’occhiello della cucina locale di Moena ma anche di tutta la provincia di Trento e per questo sono posti che meritano di essere visitati.


