Arrivando dall’Agordino, il Passo Cereda (1361m) è la porta di accesso alla val Canali e alla valle di Primiero. Meno battuto e ambito rispetto ai più famosi passi del Sella Ronda, rimane pur sempre spettacolare nella sua semplicità. Ed è proprio da qui che oggi, per una serie di fortuiti eventi, ci troviamo a decidere di intraprendere il nostro trekking. Per scoprire questi posti un po’ selvaggi, per incontrare gente genuina e scoprire, perchè no, i sapori autentici della terra di Primiero. Senza fretta, con i bimbi per mano, con la voglia di godersi la giornata. Caricate lo zaino, ma rimanete leggeri, si parte spensierati alla volta di Malga Fossetta.
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 22
Partenza: Imbocco del sentiero CAI 729-801 a Passo Cereda (1361 m)
Tappe intermedie: Nessuna
Arrivo: Malga Fossetta (1556 m)
Distanza totale percorsa: 5,8 km
Dislivello: +180 m, -150 m
Tempo: 1 ora e 20 minuti soste escluse
Difficoltà: Turistico (T) con un po’ di impegno
Percorribile con bambini: Sì, è possibile anzi è consigliato. Il percorso nonostante i 180 m di dislivello è adatto ai bambini piccoli che hanno voglia di camminare e sarà una bella giornata per loro. Carreggiata larga e sempre sotto al bosco non presenta difficoltà se non un po’ di dislivello da affrontare assieme a mamma e papà in tranquillità. Potrebbe essere percorribile anche con passeggino da trekking, poi ognuno valuti la voglia che ha di affrontare i dislivelli spingendo. Lo zaino porta bambini si adatta meglio ad ogni situazione, ovviamente va bene anche in questo caso.
Tipo di fondo: Strada sterrata dall’inizio alla fine, sempre immersa nel bosco, ultimo tratto apre sui pascoli della Malga Fossetta.
Rimasti imbottigliati sulla Strada Regionale 203, durante la settimana di Ferragosto, all’altezza di Taibon, decidiamo di fuggire dal caos per non perdere una giornata di sole chiusi in macchina. Decidiamo quindi di dirigere la macchina dalla parte opposta del traffico e di esplorare le zone adiacenti a Frassenè. Così, con niente di programmato, ci troviamo al Passo Cereda, punto di collegamento tra il Veneto e il Trentino e più nel dettaglio tra l’Agordino e la Valle di Primiero. Qui veniamo incuriositi dal cospicuo numero di automobili parcheggiate lungo il ciglio della strada e così decidiamo di fermarci a curiosare.
Scesi dall’auto veniamo subito avvolti da un bel paesaggio, ricco di prati verdi e boschi rigogliosi, dato che qui la tempesta Vaia ha risparmiato la sua furia distruttrice.

Notiamo nei pressi del Rifugio Cereda, sul lato sinistro della strada, guardando verso Primiero, un’insegna con su scritte le indicazioni per arrivare a Malga Fossetta. La cosa ci ispira subito molto e dunque, senza perdere tempo carichiamo gli zaini in spalla e ci avventuriamo lungo questo nuovo sentiero.
Il sentiero, per la precisione, è quello con segnavia CAI 729-801, che si addentra nel bosco subito in salita, su strada sterrata.
Il primo tratto, grazie agli abeti un po’ radi, offre dei bei scorci sui prati del Passo Cereda e più in là è possibile ammirare la bellezza dei massicci che avvolgono la conca Agordina, come la Moiazza, il Tamer e il San Sebastiano.


Avanziamo con tranquillità gustando il fresco del bosco bagnato dalla pioggia della notte precedente e passo dopo passa giungiamo ad un bivio dove il sentiero lascia proseguire in avanti il sentiero 801 mentre da solo, il sentiero 729 svolta a destra. Affrontiamo con qualche momento di pausa gli 11 tornanti che si presentano di fronte a noi, necessari per bruciare in fretta il dislivello che si separa dall’altopiano su cui padroneggia la malga.
Terminata questa serie di tornanti, il sentiero prosegue diritto per alcune centinaia di metri e dopo un altro paio di tornanti, il bosco inizia a diradare e il fondo a farsi più pianeggiante.
Ora i prati brulicanti di mucche al pascolo padroneggiano sul paesaggio e in lontananza si inizia a vedere la Malga con la sua stalla costruite su un bel pianoro verdeggiante.
Giungiamo quindi in pochi minuti alla Malga Fossetta ed ecco che dietro alla sua stalla il panorama si apre sulla Valle di Primiero, sulla Cima d’Asta e sul più lontano Lagorai, uno spettacolo.

Affianco a noi svetta il Monte Palughet (1950 m), fronte nord del più imponente Piz di Sagron (2486 m) del gruppo del Cimonega, che si collega attraverso la dorsale delle Pale Alte, al Cimon di Fradusta (1867 m), per poi scendere verso Transacqua.



Il profumino che esce dalla cucina è molto invitante ma le auto che avevamo visto al Passo Cereda dovevano essere pur di qualcuno, infatti la Malga era al completo anche all’aperto, per fortuna che avevamo un piccolo pranzo al sacco di emergenza. Nel periodo di ferragosto è meglio non fare mai del tutto affidamento sui rifugi/malghe, si rischia di incappare in attese molto lunghe.
Mangiati, quindi, i nostri panini e dopo esserci un po’ riposati all’aria aperta, ne approfittiamo del calare di va e vieni di gente dalla malga per entrare e gustare uno strepitoso yogurt ai frutti di bosco e per chiudere in bellezza un buon caffè.
Fortunatamente la pioggia ha aspettato che entrassimo in malga per rinfrescare un po’ l’atmosfera e quindi ne approfittiamo per fare due chiacchiere in buona compagnia all’interno di questo luogo che ti avvolge col tepore tipico casalingo che solo una malga sa dare.
Dopo un paio d’ore la pioggia è passata e il sole ha ri iniziato a fare capolino: è ora di rimettersi in marcia per tornare a casa.
Seguiamo quindi il sentiero dell’andata che, in poco più di mezz’ora, sempre in discesa, ci porta dritti al punto di partenza, dove avevamo lasciato l’automobile.
Alla fine della giornata, anche da questo posto, portiamo a casa un bagaglio pieno di panorami stupendi, di genuinità e di calore umano, tutte cose che mi aspetto ogni volta che varco la soglia di una Malga ed il motivo per cui non mi stancherò mai esplorare le nostre montagne.
La passeggiata è consigliata a tutti, ma di sicuro a chi ha voglia di trascorrere una bella giornata in compagnia, senza troppo affaticarsi, e soprattutto ai bambini, perchè sono questi i sentieri che servono a loro per iniziare ad amare la montagna.


