La magia dell’Agordino: da Frassenè al rifugio Scarpa-Gurekian per malga Luna

Nei primi anni del ‘900, il pittore veneziano Enrico Scarpa e l’Ing. Ohannes Gurekian (a cui viene cointitolato il Rifugio nel 1984) si incontrano, legati dalla passione per la montagna, grazie alla magia che solo il colle Losch sa regalare. Da qui ha inizio la storia del Rifugio Scarpa-Gurekian, che via via ha saputo diventare punto di riferimento, negli anni passati, per il turismo estivo ma soprattutto invernale dell’agordino, quando Frassenè era considerata la Piccola Cortina. Nonostante i mutamenti climatici abbiano trasformato il turismo dell’intero arco alpino, ancora oggi, il Rifugio Scarpa-Gurekian è considerato dal CAI come un luogo dalle enormi potenzialità e, tra gli abitanti dell’agordino e non solo, uno tra i posti più belli, delle Dolomiti Bellunesi. Partiamo quindi alla scoperta di questi tesori veneti nascosti. Seguiteci e aiutateci a non farli dimenticare!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 22

Partenza: Da via Domadore sopra il centro di Frassenè, all’imbocco del sentiero CAI 772 (1195 m)

Tappe intermedie: Malga Luna (1595 m), non operativa, Rifugio Scarpa Gurekian all’Agner (1748 m)

Arrivo: Percorso ad anello, quindi si torna al punto di partenza

Distanza totale percorsa: 8,8 km

Dislivello: +610 m, -520 m

Tempo: 2,30 ore incluse le soste

Difficoltà: Escursionistico (E)

Percorribile con bambini: Sì, nessun problema se portati nello zaino, non praticabile con il passeggino da trekking dato che l’ultimo tratto prima di raggiungere il Rifugio Scarpa è attraverso il bosco su sentiero stretto. Se hanno dai 5 anni in su possono farcela con le loro gambe.

Tipo di fondo: Fino a Malga Luna su strada sterrata dal fondo larog e battuto, poi fino al Rifugio attraverso bosco e prati. Per il ritorno, la prima parte attravreso prati pendenti sulla vecchia pista da sci, poi un tratto della strada forestale e alla fine attraverso sentiero stretto sotto il bosco

/!\ ATTENZIONE /!\ Questa zona due anni fa è stata duramente colpita dalla tempesta Vaia e ancora oggi ne risulta molto provata. L’escursione è stata fatta l’estate che ha preceduto quel tragico fine Ottobre, quindi, le immagini e le vie raccontate in questo articolo potrebbero apparire differenti rispetto a come sono oggi.

Ci rechiamo a Frassenè di buon mattino con l’intento di godere del fresco del bosco appena svegliato e della compagnia della luce dorata del sole che sorge ed ecco che alle 6.30 abbiamo già gli scarponi ai piedi.

I primi raggi di Sole fanno capolino

Lasciamo la macchina sul ciglio largo della parte finale di via Domadore, dove iniziano i sentieri 771 e 772, entrambi che conducono al Rifugio Scarpa-Gurekian e iniziamo la nostra giornata seguendo, alla nostra sinistra, il sentiero CAI 772, con indicazioni per Malga Luna.

Indicazioni nel punto di partenza

Il sentiero si addentra nella Val Domadore, affiancando il Torrente Sarzana, per un primo tratto su fondo asfaltato accompagnati da una piccola Via Crucis, scandita dai piccoli capitelli delle stazioni, poi, dopo aver passato il piccolo caseggiato dei Fienili Domadore, attraversato il torrente, su fondo sterrato.

I capitelli della Val Domadore
Proseguendo lungo la via Domadore

Da qui iniziamo ad addentrarci nel bosco dove, l’aria fresca dell’alba e il profumo di muschio ancora umido di rugiada ci danno la giusta spinta per affrontare la giornata.

Proseguiamo lungo il sentiero, sempre in salita, senza mai mollare, scandendo i nostri passi attravreso delicati zig-zag e tornanti e, approfittando dei cespugli carichi di lamponi che costeggiano la via, cogliamo l’occasione per rifiatare qua e la.

Il sole, timido, inizia a salire sempre più su, alle nostre spalle, e sopra le nostre teste, oltre le altissime punte dei larici e degli abeti, il muro imponente della Croda Granda e dell’Agner inizia a tingersi prima di rosa e poi d’oro.

Piccolo insediamento nel bosco, la croda Granda inizia a tingersi di rosa
La luce dorata attraversa il bosco

Coi polmoni carichi di ossigeno e con il cuore pieno di entusiasmo per essere parte di uno spettacolo magnifico, in poco più di un’ora di cammino, giungiamo a quota 1595 m, dove il bosco inizia a diradarsi e con un bel slargo, inizia a far spazio alla piccola Malga Luna e i suoi prati.

In arrivo a Malga Luna

Questa Malga non ospita attività casearia e non funge neanche da ricovero per il bestiame, può essere però utilizzata come ricovero di fortuna in caso di necessità, oppure, può essere una bella meta per un pic-nic in compagnia dato che al suo esterno sono presenti dei bei tavoli di legno con panche per sedersi. In questo caso, la raccomandazione d’obbligo è quella di non lasciare mai traccia del nostro passaggio, le immondizie portiamocele a casa.

Arrivati alla piccola Malga Luna

Proseguiamo sulla sinistra della Malga, dove un gruppo di cartelli ci indica che per il Rifugio Scarpa dobbiamo proseguire alla nostra destra sul sentiero CAI 773 (a sinistra invece si raggiunge la sommità del Col di Luna). Da qui in poi il sentiero si fa più stretto, inoltrandosi nel bosco che, sempre più fitto, ci fa attraversare su un bel falso piano, attraverso radici, e aghi caduti, i piedi del versante Est della Cima de la Beta (2723 m) e del Sass de le Snare (2668 m).

Indicazioni per il Rifugio Scarpa nei pressi di Malga Luna
Il sentiero 773 inizia ad addentrarsi nel bosco
Percorrendo attraverso il bosco di latifoglie

Dopo circa 40 minuti di cammino, il sentiero si fa dapprima un po’ roccioso, uscendo dal bosco, poi, attravesrando via via arbusti bassi, si immette sul dolce pendio erboso del colle alla cui sommità è costruito il Rifugio Scarpa, che iniziamo a scorgere in lontananza.

Il sentiero esce dal bosco e si fa più roccioso
Arrivati a colle Losch, dietro al Col di Luna svettano le creste del Cimonega

Ancora pochi passi, per qualche centinaio di metri e, lasciandoci il massiccio dell’Agner alle spalle prima, e Malga Losch alla nostra sinistra poi, raggiungiamo il nostro obiettivo.

In arrivo al Rifugio Scarpa-Gurekian

Da qui la vista, complice la luce della prima mattina, è meravigliosa. Partendo da Nord, alla nostra sinistra, ruotando verso Est, si incontrano prima La Moiazza (2878 m), separata dal Passo Duran dal San Sebastiano (2488 m) e dal Tamer (2547 m). Poi, oltre la Cima di Pramper (2409 m) si va verso Sud-Est, incontrando dapprima il Monte Talvena (2542 m) e poi, più in fondo le creste della Schiara (2565 m). Proseguendo la rotazione verso Sud ecco che incontriamo le creste del Cimonega svettare subito dietro al Col di Luna (1747 m).

Vista sulla Moiazza, San Sebastiano, Tamer, Pramper
Vista sul Momte Talvena e sulla Schiara
L’ingresso del Rifugio Scarpa-Gurekian

Entriamo nel Rifugio e subito siamo accolti dal calore mattutino della nuova gestione e ne approfittiamo per ricaricare le batterie con una buona fetta di torta fatta in casa e un bel bicchiere di succo di sambuco fresco. Usciamo e sostiamo un po’ sul terrazzo del Rifugio per godere ancora un po’ di questo spettacolo e piano piano ci avviamo verso la via del ritorno.

Inizia la discesa e ci lasciamo il rifugio alle spalle, arrivederci!

Il sentiero 771, facilmente riconoscibile e imboccabile, fuori dal Rifugio, è una forestale comoda, che con i suoi tornanti e il fondo largo, attraversa il bosco e conduce tranquillamente al centro di Frassenè in un’oretta di cammino circa. Oltre a questo sentiero, scendendo sulla vecchia pista da sci, sono presenti tutta una serie di varianti e scorciatoie che permettono di accorciare di molto il tragitto. Così, come dei veri trail runner, ci lanciamo giù di corsa attraverso questa serie di “direttissime” e, tagliando un tornante dopo l’altro, in meno di mezz’ora siamo nuovamente alla macchina, pronti per tornare a casa alle faccende e agli impegni quotidiani.

Il sentiero attraverso la pista da sci. Una via “direttissima”!

Come si sarà capito, questo è stato uno dei pochissimi trekking che abbiamo percorso senza bambini, ma volendo trascorrere una bella giornata in famiglia, questo trekking è consigliatissimo e il luogo che si raggiunge offre, oltre ad un panorama magnifico, veramente ampi spazi, sia per trascorrere del tempo distesi a rilassarsi, sia per lasciare i più piccoli a scorrazzare felici.

Planimetria del trekking, powerede by www.komoot.it
Altimetria del trekking, powered by www.komoot.it

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