Quattro passi spensierati vicino a Falcade: da rifugio Flora Alpina a Malga ai Lach

Una giornata passata all’insegna della semplicità, attraverso sentieri veri e autentici, senza troppi fronzoli per i turisti. Portare i più piccoli in questi luoghi, spesso, li appaga più di tante altre passeggiate molto più rinomate, perchè li fa sentire appieno parte della montagna e a stretto contatto con la natura. Camminare da soli nel bosco assieme ai loro genitori senza incrociare quasi mai nessuno, attraversare sentieri solcati dalle radici dei pini mughi, salire in cima ad una forcella ghiaiosa e ammirare il panorama sentendosi in cima al Mondo…questa per loro è la vera avventura, questa è la vera Montagna! Pronti allora che si parte, ma mi raccomando, mettete nello zaino il poncho che qui sta per piovere!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 015

Partenza: Dal Rifugio Flora Alpina (1818 m)

Tappe intermedie: Malga ai Lach (1815 m)

Arrivo: Rifugio Flora Alpina (1818 m), percorso ad anello

Distanza totale percorsa: 8,13 km

Dislivello: +300 m, -340 m

Tempo: 2 ore e 15 minuti circa, sosta esclusa

Difficoltà: Medio-Facile, Escursionistico (E)

Percorribile con bambini: Sì, dai 3 anni in su possono percorrere questo sentiero a piedi in autonomia. C’è solo un piccolo tratto con leggera esposizione per raggiungere la forcelletta tra I Marmoi e Col dei Giai, ma comunque il sentiero non è mai pericoloso. Da li in poi si addentra nel bosco ed è tutto in discesa. ASSOLUTAMENTE NO con passeggino per fondo e pendenze non adatte al mezzo. Sempre valido l’utilizzo dello zaino porta bimbi.

Tipo di fondo: Inizialmente largo e sterrato, si trasforma subito in sentiero alpino stretto e sassoso a tratti scoperto e a tratti in mezzo al bosco. La via del ritorno è su comoda forestale larga e sterrata.

Arrivando da Falcade, seguendo la strada provinciale 346 che ci conduce al Passo San Pellegrino, dopo aver superato il Rifugio Fior di Roccia, svoltiamo a destra, qualche chilometro prima del Passo, seguendo, su strada asfaltata ma stretta, le indicazioni per Rifugio Flora Alpina.

Questo Rifugio è posto su una bella terrazza verde che offre uno scorcio meraviglioso sulle cime del Focobon che sovrastano Falcade e la Valle del Biois.

Partenza, in discesa, dal Rifugio Flora Alpina

Dal suo parcheggio iniziamo la nostra avventura, lasciandoci alle spalle il rifugio e seguendo la strada asfaltata che in discesa ci conduce verso l’attacco del sentiero CAI n. 694 che percorreremo mantenendo alla nostra sinistra il Rio di Valfredda. Un’opzione a questo sentiero è imboccare l’alta via dei pastori che parte da prima del Rifugio Flora Alpina e permette di attraversare i famosi Casoni di Valfredda, ma questa volta, sapendo che dovevamo fare un percorso ad anello e che il meteo non era dei migliori, anzi, abbiamo preferito tenere il Flora Alpina come punto di appoggio.

Dopo, dunque, aver perso un po’ di dislivello, la strada asfaltata ci porta di fronte ad una bella casetta di legno e qui, di fronte al bivio, seguiamo le indicazioni per il sentiero 694 verso sinistra.

Il sentiero 694 che costeggia il Rio Valfredda

Questo sentiero, per la prima parte largo, costeggia il Rio Valfredda, facendoci camminare sul versante Ovest de I Marmoi, colle di 2001 m, dal fianco ricoperto di conifere e solcato da vari torrentelli, tra cui il Rif Marmoi, appunto, che si immettono tutti nel più grosso Rio Valfredda.

Il sentiero 694 si fa subito stretto

Il sentiero dopo i primi metri, prende subito i connotati alpini, quindi stretto, roccioso, attraversando a volte piccoli tratti boschivi fino ad aprirsi, in linea d’aria con i Casoni di Valfredda, su un ampio pascolo. Passeggiamo così per circa un’oretta, tenendo sempre di fronte a noi, da sinistra verso destra, il Sas de Valfreida (3009 m), il Formenton (2987 m) e il Monte La Banca (2875 m), sovrastati da nuvole grigie con fare minaccioso.

Ampi prati oltre i quali, sotto alle cime sullo sfondo, troviamo il Rifugio Fuciade

Attraversato il pascolo, dove qualche mucca timidamente bruca un po’ di erba prima della pioggia, il sentiero svolta deciso verso destra e, sempre in salita ci porta all’interno di un bosco, sul sentiero 691.

Ci troviamo sul versante Ovest del Sass de la Palazà (2214 m) e del Col dei Giai (2171 m), e qui il sentiero scorre tranquillo, con traccia stretta attraverso le radici intricate dei pini e degli abeti, tra uno steccato e l’altro, che popolano questo bosco.

Il sentiero 691 che sale verso I Marmoi

Dopo poco meno di un quarto d’ora di cammino, il bosco inizia ad aprirsi per lasciar spazio sotto di noi ad un vasto versante erboso punteggiato qua e la da di pini mughi e altri arbusti bassi. Alzando lo sguardo, più in là verso l’orizzonte, sempre verso Ovest, riusciamo a scorgere nitidamente il Passo San Pellegrino con i suoi parcheggi gremiti di automobili.

Vista sui casoni di Valfredda e più in la il Passo San Pellegrino

Dopo questo colpo d’occhio offerto dall’ambiente, nonostante il brutto tempo che ci insegue senza sosta, torniamo sui nostri passi e saliamo sulla piccola forcella de I Marmoi a 1988 m, attraverso un tratto di sentiero ghiaioso ma mai pericoloso, dove da qui si vede benissimo il fianco Nord, monolitico, del Monte Agner, oltre a tutto il gruppo del Focobon.

Arrivati alla forcella de I Marmoi a 1988 m

Da qui in avanti il sentiero è tutto in discesa, e non manca molto alla Malga. Ritorniamo quindi sui nostri passi in direzione Est attraverso posti lievemente esposti ma subito protetti dal bosco. Facendo attenzione, superiamo anche i tratti un po’ più ghiaiosi e seguiamo il sentiero che, svoltando verso Sud, inizia a farci perdere dislivello in modo sensibile e ci conduce, attraverso un sottobosco coperto di aghi di abeti e pini, sul retro della Malga ai Lach.

In discesa verso la malga, attraverso il bosco
Scorci tra gli abeti sul Monte Civetta

La Malga ai Lach è costruita su un bella zona ariosa e probabilmente molto soleggiata, se la visitate col bel tempo, e nonostante non si trovi sul culmine di un colle, offre bei scorci paesaggistici. Guardando verso Nord-Est, ad esempio, notiamo subito il fianco di roccia rossa scavato dal Rio Marmoladella, sopra del quale c’è il sentiero 631 che conduce alla Malga Bosch Brusà e oltre ad esso vediamo svettare, vicinissime le Cime de l’Auta. Voltandoci verso Sud, come abbiamo già visto da più in alto, in precedenza, riusciamo ancora a scorgere il Monte Agner e, più vicine, le Cime del Focobon che sovrastano la Val del Biois.

La Malga ai Lach
Vista verso Nord-Est sulle cime de L’Auta
Vista verso Sud sul Focobn

Come già raccontato in precedenza, il brutto tempo non sembra voler andare per altri lidi e quindi ci accomodiamo nella piccola ma accogliente veranda della Malga per pranzare. Gustiamo un buon piatto di tagliatelle al ragù e uno di polenta, fagioli e salsiccia, accompagnati da una bella birra bionda, che ci danno la carica per poter ripartire.

Dopo aver ringraziato i gestori per l’ottimo pranzo servitoci, non ci dilunghiamo troppo, e sotto una fitta coltre grigia, ci dirigiamo verso il ritorno, proseguendo verso Sud, sempre lungo il sentiero 691.

Salutiamo la Malga e ci mettiamo sulla via del ritorno, la pioggia incombe

Da qui in poi il sentiero, una strada forestale sempre larga e ben battuta, si addentra da subito nel fitto bosco della Costa delle Formiche, sempre in discesa. Camminiamo per mezz’ora circa quando ad un certo punto accade l’inevitabile, inizia a piovere. Ecco che ormai siamo giunti al bivio, dove, svoltando a destra, ci condurrà sul sentiero 694, in direzione Rifugio Flora Alpina. Sostiamo per prendere dagli zaini ed indossare in fretta e furia i poncho ed immediamtamente ritorniamo sui nostri passi, con la pioggia che, seppur siamo sotto ad una fitta coltre di abeti, si fa sentire sempre più scrosciante e battente.

Purtroppo il tratto di sentiero che percorreremo da questo punto in poi, non è stato possibile documentralo con fotografie date le condizioni avverse del meteo in cui ci siamo trovati. Ci riproveremo col Sole!

Proseguiamo dunque, sempre in discesa, non avendo grandi panorami da ammirare, assaporando il piacere di camminare sotto la pioggia, mantenendo sempre il passo ben spedito per affrettarci ad uscire dal bosco, visto che ormai incalza anche il temporale con lampi e tuoni.

Dopo un’ora di cammino, usciamo dal bosco, in corrispondenza della località Pianaz e qui, improvvisamente, ecco uscire il Sole!

Ormai solo una mezz’oretta scarsa di cammino ci separa dal parcheggio del Rifugio Flora Alpina. Con una leggera salita nell’ultimo tratto, iniziamo ad intravedere la nostra auto e il rifugio. Un po’ provati dalla pioggia, corriamo a toglierci i poncho bangnati e a coprirci con un bel pile caldo.

Visto che siamo qua, decidiamo di riscaldarci per bene, con una bella fetta di strudel e un buon tè caldo, come merenda, al Rifugio Flora Alpina.

Purtroppo il meteo non ci è stato amico questa volta, ma in montagna si sa, bisogna essere pronti a tutto. Ciononostante abbiamo trascorso una bella giornata, attraversando bei prati e bei sentieri rustici, tipici della montagna tradizionale, non troppo turistica. La malga è il vero fiore all’occhiello di questo tour: semplicità, calore ed accoglienza sono i suoi punti forti, senza però tralasciare, come è tipico da queste parti, la qualità del cibo. Proprio per tutti questi fattori, appena ne avremo occasione, torneremo, magari col Sole, magari passeggiando anche in mezzo ai Casoni di Valfredda.

Planimetria del trekking, powered by komoot
Altimetria del trekking, powered by komoot

Un pensiero riguardo “Quattro passi spensierati vicino a Falcade: da rifugio Flora Alpina a Malga ai Lach

Lascia un commento