Oggi vi portiamo alla scoperta di un altro tratto della Traversata Carnica e più precisamente del tratto iniziale, quello che separa la valle della Drava, a Nord, che scorre verso Lienz e la Valle Pusteria, via di collegamento tra Alto Adige e Veneto attraverso il Passo Monte Croce Comelico. Un tratto semplice, in salita costante con qualche strappo non troppo impegnativo che ci porta ad assaporare i meravigliosi posti di questa zona fatti di versanti verdeggianti misti a rocce impervie. Alla fine, giunti a destinazione, una sorpresa inaspettata. Allora venite con noi ad assaggiare questo antipasto di Carnia e non dimenticate di portare anche i bambini, ce n’è per tutti!
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 10
Partenza: Stazione di monte della funvia Monte Elmo a Sesto e Ristorante Monte Elmo (2040 m)
Tappe intermedie: Rifugio Gallo Cedrone (2150 m), Cima Monte Elmo (2434 m)
Arrivo: Sillianer Hutte (2447 m) e poi ritorno alla Stazione di monte della funivia Monte Elmo a Sesto (2030 m)
Distanza totale percorsa: 10 km
Dislivello: +430m, -430m
Tempo: 5 ore soste incluse
Difficoltà: media (EE)
Percorribile con bambini: Sì il sentiero è sempre largo e mai esposto. Anche la salita al Monte Elmo non è pericolosa. L’unico problema è il dislivello, quindi in caso di bimbi piccoli, attorno ai 3-4 anni è possibile alternare tratti in cui camminano da soli e tratti in cui si fanno portare a bordo dello zaino portabimbi. Per i più piccoli solo zaino portabimbi, no passeggino per il dislivello inaccessibile e per alcuni tratti rocciosi in salita al Sillianer Hutte.
Tipo di fondo: Il sentiero è sempre misto, sassoso in alcuni tratti e in altri prevalentemente in terra battuta. L’ultimo tratto verso Sillianer Hutte è più roccioso e pendente ma sempre largo.
Ci rechiamo alla cassa della funivia di buon mattino per fare i biglietti e salire a monte con la prima corsa della funivia. Saliti a bordo, voliamo in salita per 730 m, sopra al versante Sud del Monte Elmo fino a raggiungere la stazione di monte e il vicino ristorante omonimo (2041 m).

Appena scesi dala funivia, ci troviamo subito di fronte al Parco Olperl, famosissimo parco giochi per bambini. Non ci soffermiamo, per il momento, riuscendo a barattare col nostro capo l’immediata partenza del trekking con una visitina al ritorno.

Svoltiamo verso Est, sul sentiero 4-20, impossibile sbagliare. Il primo tratto di sentiero, da subito largo, offre una bella veduta panoramica sulla Val Pusteria e subito si inoltra in un tratto boschivo, guadagnando dislivello in salita. Da li a poco gli abeti inziano a diradare, fino a sparire, per lasciare spazio, davanti a noi, alla bella veduta sul versante Sud del Monte Elmo, verdeggiante, attraversato dall’ampio sentiero della Traversata Cranica, che sale fino a raggiungere, più in la, la cresta e proseguire in direzione Lago Obstanser.




Alla nostra destra, ecco che il panorama si apre nuovamente sulla Val Pusteria con gli abitati di Sesto e Moso, costeggiata dalle Dolomiti di Sesto e sulla Val Fiscalina che si insinua tra la Croda Rossa di Sesto (2965 m) e la Punta dei Tre Scarperi (3145 m).
In un’oretta, ammirando il paesaggio, raggiungiamo senza troppa fatica il Rifugio Gallo Cedrone (2150 m) e da qui proseguiamo macinando con decisione dislivello.

Dopo mezz’ora siamo giusti sotto alla cima del Monte Elmo e da qui parte una variante “direttissima” verso la casetta della dogana, l’Helmhaus, che riusciamo a vedere. Dato che ci troviamo su un punto del sentiero la cui sporgenza verso la vallata sottostante è ottima, decidiamo di soffermarci un attimo per ammirare ancora una volta il paesaggio e poi decidiamo di proseguire lungo il sentiero che da qui in poi da 4-20 passa a 3-20.



Con dislivello in aumento sempre costante, senza mai darci strappi, raggiungiamo in breve tempo il bivio con il sentiero 4-20 che ci condurrà alla cima del monte Elmo. Iniziamo la salita sempre su sentiero largo e mai impegnativo e in poco meno di 20 minuti giungiamo anche noi alla croce e alla famosa Helmhaus.


Da qui in cima lo spettacolo è meraviglioso e la panoramica a 360 gradi spazia a Ovest su tutta la Val Pusteria, a Nord sulle Alpi Austriache dai ghiacciai perenni e più in basso la valle dove scorre la Drava che da San Candido porta fino a Lienz, a Est sulle creste delle Alpi Carniche e sul nostro punto di arrivo, il Sillianer Hutte e a Sud sulle Dolomiti di Sesto.




Dopo esserci riposati un po’ e aver assaporato questo spettacolo della natura, iniziamo la discesa che in 20 minuti circa ci riporta al bivio da cui abbiamo iniziato la salita e ora proseguiamo in ascesa, sul sentiero 4, verso Sillianer Hutte.


Il seniero scorre sempre senza difficoltà quasi in cresta, con carreggiata larga, e permette di assaporare il panorama sia dal lato austriaco (a sinistra o a Nord) che dal lato italiano (a destra o a Sud).

Dopo un buon tratto pressochè pianeggiante, gli ultimi metri che ci separano al rifugio sono belli tosti e presentano un dislivello importante, ma niente ci ferma, quindi gambe in spalla e testa bassa e in mezz’oretta giungiamo alla porta del Sillianer Hutte.



Questo rifugio, di tipica costruzione sudtirolese in legno, con i caratteristici scuri bianchi e rossi, sorge a 2447 m, su una bella terrazza panoramica, proprio sotto al Tovo Alto (2537 m) dalla quale, puntando verso Sud, è possibile scorgere in lontananza, in fondo alla ben visibile Val Fiscalina, anche le Tre Cime di Lavaredo. Al suo esterno non manca certo lo spazio per gli escursionisti intenzionati a pranzare al sacco rilassandosi su un bel pendio verdeggiante, come non mancano gli intrattenimenti per i più piccoli.


Nonostante la folla di gente, dato il periodo ferragostano in cui ci siamo avventurati da queste parti, riusciamo, con un po’ di pazienza a conquistare un tavolo per pranzare gustando le specialità sudtirolesi della casa come canederli, crauti e wurstel e gulash. Tutto squisito e a completamento una ottima fetta di strudel di mele accompagnata da una cucchiata di crema alla vaniglia.
Tutto questo ha di certo ripagato la fatica dell’ultimo tratto per raggiungere il rifugio e adesso, dopo aver avanzato con la mente e con il cuore verso Est, immaginandoci sulla Traversata Carnica di giungere alle spalle del Monte Peralba (progetto ben più ambizioso, ma mai dire mai..) ammiriamo ancora una volta tutto quello che circonda e ci rimettiamo in cammino alla volta della funivia, anche perchè ricordate, abbiamo una promessa da mantenere in sospeso!
Il ritorno, escludendo di risalire ancora in cima al Monte Elmo, è tutto in discesa per lo stesso sentiero dell’andata e quindi in un paio d’ore, dopo aver passato nuovamente il Rifugio Gallo Cedrone, ci ritroviamo al Ristorante Monte Elmo e quindi al parco Olperl. Non facciamo neanche a tempo a toglierci lo zaino dalle spalle che già ci troviamo a correre per andare a vedere le caprette nei recinti, i mulini e le casette di legno presenti nel parco, il tutto concluso con innumerevoli giri su un bellissimo scivolo a vite.



In attesa dell’ultima corsa della funivia per ritornare a valle ne approfittiamo di una piccola merenda la Ristorante Monte Elmo, una buona coppa di gelato spezza la fame e ci permette di tenere duro fino a ora di cena.
Ecco quindi che arriva la funivia per riportarci al parcheggio, con un po’ di malinconia salutiamo i giochi e il Parco Olperl e mano a mano che la funivia si avvicina a terra racchiudiamo stretti nel nostro cuore, anche questa volta, le innumerevoli emozioni che questo trekking ci ha fatto vivere.


