Attraverso la Val Monzoni fino al Rifugio Taramelli

La Val Monzoni è uno dei piccoli tesori della Val di Fassa. Nascosta, preziosa, incastrata tra le rocce, custodita nel cuore delle montagne con gelosia. Scavata nel corso dei millenni dal Ruf di Munciogn che, scendendo dalla muraglia dei Monzoni finisce la sua corsa tuffandosi nel Rio di San Nicolò, è uno di quei tipici loci amoeni che solo questa zona delle Dolomiti ci sa regalare. Non gode di grossa notorietà, e forse è questo il suo punto di forza: attraversando a piedi questa valle infatti, si respira un’aria di calma e serenità, dove il bosco prima e i grandi prati poi, ci avvolgono con i loro profumi e colori intensi. Il trekking perfetto per una sgambata non troppo impegnativa, per chi ha voglia di relax e contatto con la natura.

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 06

Partenza: in navetta dal parcheggio all’imbocco della Valle San Nicolò fino a Malga Monzoni (1820 m)

Tappe intermedie: Nessuna

Arrivo: Rifugio Taramelli (2040 m), poi ritorno a piedi al parcheggio della navetta

Distanza totale percorsa: 7,7 km

Dislivello: +180 m, -610 m

Tempo: 2 ore soste escluse

Difficoltà: facile/media (E)

Percorribile con bambini: Sì il sentiero è a tratti largo e a tratti più stretto, ma mai esposto. Alcuni tratti per arrivare al Rifugio Taramelli hanno un buon dislivello, quindi, mamme, papà: calma e pazienza. Il fondo sempre sassoso e i tratti stretti stretti, oltre che al dislivello, impediscono l’utilizzo del passeggino. Sempre fattibile con zaino portabimbi e per i più grandicelli (dai 4 ai 5 anni in su) se già abituati a camminare, con le proprie gambe.

Tipo di fondo: Il sentiero è sempre sassoso, per la maggiorparte largo, alcuni tratti più stretti, l’ultimo, prima di raggiungere il rifugio è in mezzo ad un piccolo gruppo di abeti, tra radici e sassi.

Da Moena, in direzione Canazei, lungo la Strada Statale 48 della Val di Fassa, raggiungiamo la rotonda che, alla prima uscita, ci immette nel bellissimo paesino di Pozza di Fassa e seguiamo la strada principale che, attraversando il centro ci conduce verso la Valle San Nicolò. Dopo pochi km ci troviamo obbligati a parcheggiare la macchina (gratuitamente) per proseguire verso la Valle San Nicolò o la Val Monzoni, come nel nostro caso, a piedi o con la navetta.

Qualche anno fa le valli erano raggiungibili più facilmente con mezzi propri, ma dopo la venuta della tempesta Vaia, gli abitanti delle valli hanno deciso di ridurre drasticamente l’impatto dell’uomo sui paesaggi provati dalla furia della natura stessa, bloccando l’accesso delle vetture, regolamentando così la presenza dei visitatori, chiedendo un contributo a sostegno dell’ambiente.

Decidiamo di preservare le piccole gambe dei nostri bambini e saliamo in navetta, la quale ci porta in poco tempo, attraverso i fitti boschi e i tornanti non sempre agevoli, del sentiero CAI 603, alla Malga Monzoni, punto di partenza del nostro trekking.

Arrivati alla Malga Monzoni

Da qui il panorama è subito splendido e di fronte a noi si erge la muraglia de Monzoni con lo Spiz dei Tariciogn (2647 m) e Punta Alochet (2582 m) a svettare di frointe a noi come punti di riferimento.

Il sentiero è facilmente imboccabile, non ci sono altre vie nelle vicinanze e un bel cartello ci indica sia la strada per il Rifugio Taramelli (sentiero 603) che quella per il Rifugio Vallacia (sentiero 624). Iniziamo quindi la nostra passeggiata e il sentiero si fa subito sentire sulle gambe dei più piccoli che faticano ad ingranare e quindi si inizia subito con il repertorio di canzoncine, storie, una caramella, un po’ di acqua con la speranza di distrarli dalla fatica e ottenere qualche passo in più. Complice a tutto questo la giornata meravigliosa, il cielo terso senza una nuvola e il Sole che impietoso batte sulle nostre teste (prontamente protette con cappellini).

Si parte seguendo il sentiero 603
Primo tratto di dislivello macinato

Avanziamo quindi, tranquilli e lasciamo subito alla nostra destra, dopo poche centinaia di metri, il sentiero 624 che ci porta al Rifugio Vallacia. Attraverso un bel bosco non troppo fitto, proseguiamo sulla nostra strada, con il dislivello che rimane sempre costante e, una volta che il fiato è stato rotto, mai troppo impegnativo.

Scorci attraverso gli abeti

Il sentiero presenta alcuni tratti interessanti per i bambini, infatti si fa più stretto, affiancato da bei cespugli di mughi o altre conifere basse, più sassoso, insomma, richiama più all’avventura che non alla semplice passeggiata noiosa.

I tratti interessanti per i più piccoli

Ci avvicinaimo sempre di più al versante Nord dei Monzoni, che rinchiudono come un bell’anfiteatro greco i verdeggianti Prè de Sèn Nicolò, alla nostra sinistra. Via via il sentiero inizia curvare, seguendo l’ansa dell’anfiteatro e ci fa ammirare un paesaggio incantevole fatto di versanti aspri, ricoperti di arbusti bassi e solcati qua e là da piccole ma impervie cascatelle.

Proprio sotto alla muraglia dei Monzoni

Un piccolo tratto a scalette intagliate sul terreno, ci fa alzare di livello e ci porta sotto all’ultimo gruppo di abeti che circonda il Rifugio Taramelli. Dopo qualche passaggio sulle radici eccoci ai piedi di quest’ultimo.

In salita verso il Rifugio

Il Rifugio Taramelli, di gestione del SUSAT (Sezione Universitaria della Società degli Alpinisti Tridentini) sorge, costruito tutto in pietra, con i caratteristici scuri bianchi e celesti, come un piccolo fortino, sulla via per il Passo delle Selle a 2528 m, sopra ad un terrazzino posto a strapiombo sulla Val Monzoni. Da qui infatti la vista è meravigliosa: a sinistra, verso Ovest, si vede il Rifugio Valacia sotto alla Punta della Valacia (2637 m) e verso Nord vediamo prima il Col de Valvacin (2372 m) e più in là la vista arriva sino al Catinaccio. A Est la Pala de la Crepela (2057 m) svetta oltre i verdi colli, maestosa.

Il Rifugio Taramelli
Vista verso Ovest, il Rifugio Vallacia
Vista verso Nord, a sinistra il Catinaccio
Vista verso Est, lungo la via per il Passo delle Selle e sulla Pala de la Crepela

Passiamo qui una buona mezz’oretta a riposarci e a gustarci il panorama, dopo di chè ci rimettiamo in marcia e torniamo, lungo il sentiero dell’andata, alla Malga Monzoni, dove un bel pranzetto ci aspetta.

In mezz’ora giungiamo senza problemi alla malga, accompagnati da dei bei vitellini che pascolano e brucano tranquilliall’ombra degli abeti e le mucche adulte si abbeverano alla grande fontana della Malga.

Giovani bovini brucano all’ombra
Altri si rinfrescano sulla fontana

Ci sediamo al tavolo e pranziamo con un ottimo piatto tipico della casa composto da polenta salsiccia funghi e formaggio cotto, il tutto accompagnato da una freschissima birra bionda. Per concludere ordiniamo una gustosissima coppa di yogurt ai frutti di bosco di produzione propria.

Pranzo all’aperto con vista

Dato che da qui alla macchina ci attende solo discesa, decidiamo di farla a piedi, anche per smaltire un po’ il pranzo, e quindi ritorniamo in marcia sulla strada, a tratti asfaltata, della Val Monzoni. Qui dapprima si passeggia tranquillamente attraverso il bosco, poi piano piano, il paesaggio si apre e le conifiere lasciano spazio ad ampi spazi verdi, oltre che ad un bel panorama sul Catinaccio d’Antermoia, proprio di fronte a noi.

In discesa lungo la Val Monzoni, in fondo il Catinaccio D’Antermoia

In un’ora e venti di cammino, raggiungiamo la Malga al Crocefisso, posta sul bivio per la Valle San Nicolò e da qui proseguiamo verso Pozza, su strada asfaltata, per altri 20 minuti di cammino, fino a raggiungere la nostra automobile.

Con le gambe un po’ imballate da 600 m di dislivello in discesa su asfalto, togliamo gli scarponi, felici e soddisfatti della giornata trascorsa, ancora una volta, in mezzo ad uno spettacolo della Natura, come questo luogo. Anche in questo caso non mi resta che consigliare a tutti una scampagnata qui per trascorrere una giornata liberi da ogni pensiero e fare il pieno di serenità.

Planimetria del trekking, powered by komoot
Altimetria del trekking, powered by komoot

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