Quando qualcuno mi chiede dove vorresti essere per trascorrere del tempo in pace e tranquillità, penso subito alla Val di Funes. Questa piccola e verdeggiante vallata, racchiusa dalla meravigliosa catena delle Odle, è il posto migliore per rilassarsi. Qui tutto scorre lento, secondo i dettami della tradizione ladina: dalla vita nel maso a quella in paese, tutto vi farà sentire distanti anni luce da casa. Trekking meravigliosi e ottima cucina non mancano, ma l’accoglienza e la cordialità sono al primo posto per i suoi circa 2500 abitanti, per questo è fondamentale presentarsi come ospiti, non come turisti. Con tutto il cuore, ho desiderato visitare questa valle, dopo essere rimasto folgorato, anni fa, dalla classica foto della chiesetta di Santa Maddalena con, sullo sfondo, le Odle. Finalmente eccoci, al cospetto di così tanta bellezza! In questo racconto, quindi, vi accompagneremo nel primo trekking di una mini vacanza trascorsa in questo angolo di paradiso, certi che rimarrete tutti ammaliati da questo impareggiabile spettacolo.
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 30
Partenza: dal parcheggio a pagamento del Rifugio Zannes-Zanser Alm (1680 m)
Tappe intermedie: Gampenalm (2062 m), Kaserill Alm (1920 m)
Arrivo: percorso ad anello, si ritorna al punto di partenza
Distanza totale percorsa: 8,6 km
Dislivello: +380 m, -380 m
Tempo: 6 ore incluse le soste
Difficoltà: media (E)
Percorribile con bambini: Sì, il sentiero è sempre largo, attraverso prati e boschi, mai esposto. Dato il dislivello e la lunghezza sconsiglio l’utilizzo del passeggino. Nessuna contro indicazione, invece, per l’utilizzo dello zaino porta bimbi e per provare a far camminare da soli i più piccoli, magari alternando la passeggiata con tratti in zaino.
Tipo di fondo: Il sentiero è sempre su carrareccia larga, ben battuta. Il collegamento tra Gampenalm e Kaserill Alm è attraverso prati su sentiero stretto, ma mai difficile e/o pericoloso.
Dopo una bella levataccia mattutina e un bel po’ di km in automobile, attraversiamo tutta l’Alta Badia in direzione Nord sulla Statale 244 e svoltiamo a sinistra in direzione S. Martino in Badia, prima e poi Antermoia. Da qui saliamo verso il Passo delle Erbe, sotto al Sass de Putia (2875 m) per poi scendere, lungo strade strettissime, nella meravigliosa Val di Funes, in particolare nel paesino di San Pietro, dove ad ospitarci in questa tre giorni, c’è la famiglia Messner nella loro deliziosa Pensione Raschoetzhof.

Sgranchite le gambe, sistemate le valigie in camera e sbrigate le routine del check-in, prendiamo alla spicciolata gli zaini e un po’ di pane e affettati, risaliamo in auto e scendiamo sulla strada principale che, attraversando la valle, passa per Santa Magdalena e ci conduce alla Malga Zannes (1680 m), chiusa, e al suo parcheggio.
Il parcheggio di Malga Zannes è in pratica il punto cardine dei più importanti trekking della Val di Funes, per questo è sempre consigliabile o presentarsi all’ingresso di buona mattina, oppure raggiungerlo con mezzi pubblici. Noi in effetti non abbiamo seguito nessuno di questi consigli, anzi, data l’ora, circa le 10.30, abbiamo tentato un po’ la sorte, consapevoli che forse, avremmo potuto dover cambiare meta all’ultimo momento. Fortunatamente, nonostante un po’ di coda per entrare, in attesa di qualche auto uscente, siamo riusciti ad accaparrarci un posto per la nostra auto e partire così all’avventura di questo posto meraviglioso.

Direttamente come continuazione naturale del parcheggio, imbocchiamo a piedi il sentiero numero 6, che da subito in salita, ci fa attraversare su una bella passerella di legno i prati di Malga Zannes. Dopo questo caratteristico tratto, la passerella ci lascia, su sentiero sassoso, addentrarci in un bel bosco, affiancato da un torrente che scorre placido verso valle. Attraversiamo tratti meravigliosi, di natura rigogliosa, verdeggiante, florida. Tratti di sentiero in alcuni punti più normale e in altri più caratteristici, dove passaggi su scalette naturali o seguendo rigagnoli formati dall’acqua che da monte scende verso il torrente alla nostra destra, fanno da padroni.



Sempre in costante ascesa, camminiamo così per un’ora e un quarto circa, fino a giungere all’incrocio con il sentiero 35, anche noto come Adolf Munkel Weg. Qui il bosco si dirada un po’ e la Furcheta (3025 m) e il Sass Rigais (3025 m) iniziano a farsi vedere in tutta la loro maestosità.


Svoltiamo quindi verso sinistra, in direzione Gampenalm, lungo il sentiero 35. Questa strada forestale, a servizio della Malga, con una serie di tornanti, ci fa piano piano guadagnare ancora dislivello, facendoci attraversare un bosco fitto che solo in alcuni tratti ci lascia intravedere verso nord lo Ringspitz (2625 m).



Dopo altri 40 minuti di cammino, il bosco si dirada completamente per lasciare spazio a immensi prati, sovrastati dalla gigantesca croce del Kendleser Kofel (2422 m) e dalla dolce sella del Passo Poma, sotto del quale si inizia a intravedere il Rifugio Genova (2306 m).
Da qui in avanti, il dislivello si fa leggermente più dolce e ancora una buona mezz’ora, questa volta completamente esposti al sole, ci separa alla Gampenalm.


Finalmente, quindi, il nostro primo obiettivo è stato raggiunto. Malga Gampen, vista da fuori, è una bellissima costruzione caratteristica che ben si sposa con l’ambiente circostante ed è tutta avvolta da vastissimi prati verdi, dove poterci riposare, rilassare e lasciare i più piccoli giocare sugli innumerevoli giochi.

Qui ci sediamo e dopo aver preparato i panini con quello che siamo riusciti a raccattare prima della partenza, pranziamo.

La vista verso valle, da qui è meravigliosa, si vede da dove siamo partiti e anche più in la. Rimarremmo volentieri qui seduti a contemplare il panorama un altro po’, ma purtroppo un gruppo di nuvole dispettose, spinte da un vento poco simpatico, hanno deciso di nascondere il sole. Così raccogliamo i fagotti e ci avviamo alla Malga per ripararci al suo interno e bere un buon tè caldo per riscaldarci.

Fortunatamente, dopo non molto tempo, il sole riprende il sopravvento sulla giornata, così ci rimettiamo subito in cammino alla volta di Kaserill Alm. Il sentiero 31A parte da dietro Gampen Alm, oltre uno steccato, attraversando, su fondo stretto, dei bellissimi prati. Vale la pena, ogni tanto girarci alle nostre spalle per ammirare le Odle in tutta la loro interezza e meraviglia. Incredibili spuntoni di Dolomia che salgono verso il cielo e ben si raccordano, in perfetta armonia, con i delicati pendii verdissimi della Val di Funes.

Passeggiamo quindi, tranquilli, in tratti di falso piano dove dapprima il sentiero 31A diventa 32 e poi, in decisa discesa, si riversa sulla strada forestale numero 31 che, in 40 minuti, ci conduce a Kaserill Alm.

Piccola, di legno, graziosa, attorniata dall’orto e dal bel terrazzino punteggiato dagli ombrelloni che coprono i posti a sedere all’aperto, Kaserill Alm gode di una posizione strategica sulle Odle. Ci fermiamo, dunque, qua per fare merenda con un buonissimo gelato fatto in casa, dato che ormai il sole è pienamente padrone del pomeriggio, e ci godiamo lo spettacolo della natura.

Ritorniamo sui nostri passi e mentre noi scendiamo verso Malga Zannes anche il sole si accinge, attraversando tutta la vallata, ad andare a coricarsi verso ovest.

Il sentiero 32, costeggia a nord il bosco Gampen e, seguendo il corso del torrente Kasserill, su fondo largo, ci porta in un’ora abbondante di dolce discesa, alla nostra auto, dove l’avevamo lasciata al mattino. Prima però, ci fermiamo a Zanserswaighe per fare il timbro di rito.

Qui l’enrosadira sulle Odle inizia il suo spettacolo per lasciarci a bocca aperta. Saliamo in auto e torniamo a San Pietro, dove lo spettacolo continua dal terrazzo della nostra camera, fino a ora di cena.

Nonostante la fatica della levataccia mattutina per arrivare fino a qui, la giornata ci ha ripagato alla grande permettendoci di intraprendere questo trekking e iniziare ad attraversare questi posti meravigliosi. Già pensiamo a domani e non vediamo l’ora di rinfilare gli scarponi e ripartire per una nuova avventura.



Un pensiero riguardo “Val di Funes, il regno della Pace – da malga Zannes verso Gampenalm e Kaserill Alm”