Magica Val di Funes – Il giro delle Malghe delle Odle

Il cosiddetto Giro delle Malghe delle Odle è il trekking più famoso della Val di Funes perchè, camminando lungo il bellissimo sentiero Adolf Munkel, ci sembrerà quasi di poter toccare l’immensa parete rocciosa delle Odle che mura a Sud la Val di Funes e inoltre, senza troppa fatica, regala panorami unici che culminano con lo spettacolo del Cinema delle Odle. Questo trekking non può davvero mancare nella bacheca dei veri amanti della montagna in quanto è un tour di elevatissimo interesse naturalistico e rivela tutta la magia di questo luogo, a nostro avviso, unico nel panorama dolomitico. Un giro adatto a tutti e in tutte le stagioni, noi l’abbiamo provato per buona parte sotto la pioggia battente, ma anche questa volta il meteo non ci ha fatto demordere e per questo siamo qui a raccontarvelo passo dopo passo. Come già accaduto, vi raccomando di infilarvi il poncho nello zaino che si parte, questa volta l’acqua sarà davvero tanta! Andiamo!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 30

Partenza: dal parcheggio a pagamento del Rifugio Zannes-Zanser Alm (1680 m)

Tappe intermedie: Glatschalm (1902 m), Malga Casnago (2000 m), Geisleralm-Rifugio delle Odle (1996 m), Dusslerhutte (1782 m)

Arrivo: percorso ad anello, si ritorna al punto di partenza

Distanza totale percorsa: 9,1 km

Dislivello: +350 m, -370 m

Tempo: 6 ore incluse le soste

Difficoltà: media (E)

Percorribile con bambini: Sì, il sentiero è sempre largo, attraverso prati e boschi, verso Malga Casnago alcuni tratti sono più stretti e leggermente esposti, ma niente di pericoloso. Dato il dislivello e la lunghezza sconsiglio l’utilizzo del passeggino. Nessuna contro indicazione, invece, per l’utilizzo dello zaino porta bimbi e per provare a far camminare da soli i più piccoli, magari alternando la passeggiata con tratti in zaino.

Tipo di fondo: Il sentiero, fino a Glatschalm è sempre su carrareccia larga, ben battuta. Da li in poi su sentiero alpino, stretto, a tratti sassoso, a tratti lastricato, a tratti terroso. Una volta fuori dal bosco per Malga Casnago e Geiseralm si procede su prati. Da li in poi, tornando a Malga Zannes, il sentiero è sempre in mezzo al bosco, per lo più stretto, salvo il tratto arioso di Dusslerhutte.

Dopo una notte di lampi, tuoni e pioggia, lasciamo di buon ora la Pensione Raschoetzhof, accompagnati da un bel Sole che promette bene per la giornata che andremo a trascorrere.

Giungiamo a Malga Zannes e senza nessun problema, riusciamo ad entrare nel parcheggio a pagamento a posti limitati. Scesi dall’auto e caricati in spalla gli zaini, imbocchiamo senza troppi problemi il sentiero n. 36, largo e ben battuto, che scorre quasi parallelo al sentiero n. 6 che la mattina precedente avevamo percorso.

Il sentiero 36 a destra, scorre parallelo al n. 6, a sinistra

Questo sentiero si addentra da subito nel bosco dove, da subito, veniamo avvolti da un freschissimo profumo di conifere bagnate e, anche se la gente che cammina assieme a noi non manca, da una voglia di farlo in silenzio, portando rispetto alla natura che ci circonda.

Camminiamo così, bruciando le prime centinaia di metri di dislivello, guardando la Furcheta (3025 m) che sbuca tra i rami degli abeti, sui quali riusciamo a scorgere anche due simpatici scoiattoli che giocano a rincorrersi. Dopo un paio di tornanti, in un’ora e mezza usciamo dal bosco ed entriamo nel territorio di Glatschalm (1902 m).

La Furcheta svetta tra gli abeti
Scoiattolo che gioca tra i rami

Da qui, girandoci verso Sud, lo spettacolo inizia ad essere a dir poco meraviglioso. Siamo ai piedi della bastionata delle Odle che spuntano dal basso verso l’alto, dai verdissimi prati della malga, fino a voler toccare il cielo, come se fossero enormi monoliti messi li a recinzione della Val di Funes.

Arrivati a Glatsch Alm
Il meraviglioso panorama da Glatsch Alm, anche se Sole e nuvole sono un connubio non apprezzato dalle fotocamere

Qui le foto di rito sono d’obbligo e non perdiamo occasione di ammirare anche i bei prati brulicanti di mucche al pascolo.

Mucche al pascolo

Procediamo verso Sud, sempre sul sentiero n. 36, che adesso non è più largo ma, più stretto e attraversa un primo tratto di prato per poi riaddestrarsi nel bosco e farci raggiungere, in poco meno di mezz’ora, con leggero dislivello, il sentiero n. 35, Adolf Munkel Weg, che scorre lungo i piedi della dorsale delle Odle.

Sul sentiero 35, sotto alla bastionata delle Odle

Il sentiero 35, anch’esso di conformazione alpina, ci accompagna per un paio di Km, su falso piano, verso Malga Casnago, su tratti a volte coperti da conifere, a volte scoperti per lasciarci ammirare la grande muraglia delle Odle che alla nostra sinistra si mantiene imponente. Giungiamo così ad un tratto di sentiero su fondo, prima lastricato a mo’ di scalini, poi terroso, attraverso arbusti bassi, che con salita decisa ci porta a toccare il punto più alto della nostra escursione (2049 m) su di un colle che ci lascia alle spalle il bosco e ci apre, davanti ai nostri occhi, gli ampi spazi dei meravigliosi e verdissimi prati di Malga Casnago e Geisleralm.

Si prosegue in falso piano su tratti piacevoli
Alcuni tratti sono scalinati
Altri tratti sono pavimentati
In discesa sui prati di Malga Casnago

Tra mucche e vitelli iniziamo a scendere a Malga Casnago, dove siamo attirati dai deliziosi profumi emanati dalla cucina, ma la folla e il fatto di avere il pranzo al sacco negli zaini, ci fa desistere.

Bel quadretto di Malga Casnago

Nonostante il Sole della partenza, giunti qui un fronte di nuvole minacciose sta iniziando a sovrastare le cime delle Odle per scendere sopra le nostre teste. Così per il pranzo, dato che l’aria sta diventando sempre più fresca, complice un venticello non proprio simpatico, scendiamo ulteriormente, da Malga Casnago a Geisleralm, dove il porticato di un fienile, ci da riparo per consumare i nostri panini. Neanche farlo a posta, il tempo di giungere al riparo e la pioggia inizia a scendere inesorabile.

Verso Geisler Alm, le nuvole ci inseguono
Arrivati a Geisler Alm, il Rifugio delle Odle

Appena terminiamo di mangiare i panini, la pioggia cessa, ma dal colore del cielo capiamo che è solo l’inizio, quindi sfruttiamo questa tregua per raccogliere le nostre cose ed entrare nel Rifugio delle Odle per stare un po’ al riparo e approfittarne per scaldarci un po’. Qui una buona fetta di dolce fatto in casa ci restituisce le energie perse durante la mattina, ma nel mentre all’esterno, il temporale ricomincia a scatenarsi, rovindandoci un po’ il panorama.

Entriamo per ripararci dal diluvio
Una buona fetta di strudel alle albicocche e una weizen bier fresca allietano la giornata

Attendiamo una mezz’oretta ed ecco che la pioggia passa nuovamente. Ora il clima si è fatto decisamente freddo, quindi vestiti a dovere, usciamo dal rifugio, per andare, sul retro, al famosissimo Cinema delle Odle. Ad ogni passo che facciamo, su questo dolce pendio verde, basta voltare lo sguardo verso sud per capire il perchè di questo nome. Anche se le nuvole, che poco a poco iniziano a dipanarsi, non ci offrono lo spettacolo al 100% della sua meravigliosità, rimaniamo comunque estasiati e incantati di fronte a questa enorme bellezza. Nonostante il bagnato, è impossibile resistere dal sedersi su una delle enormi sdraio costruite per ammirare le Odle rilassandosi, oppure scendere a una delle pozze più famose delle Dolomiti, per scattare la tipica foto del Rifugio delle Odle riflesso sull’acqua.

Il parco giochi di Geisler Alm
Il Cinema delle Odle
La tipica foto sulla pozza del Geisler Alm

Anche se il fronte nuvoloso, ora appare meno fitto di qualche ora fa, purtroppo iniziamo a sentire alcune goccioline sulle nostre teste e quindi capiamo subito che la nostra permanenza a Geiseralm è terminata. Infiliamo gli zaini e i poncho e la pioggia si fa sempre più insistente. Dobbiamo scendere Dusslerhutte e decidiamo di farlo seguendo la via più breve, cioè il sentiero n. 36 che si insinua nel bosco.

Purtroppo, data l’enorme quantità di pioggia presa, per salvaguardare l’attrezzatura e il materiale fotografico raccolto fino a qui, da qui in avanti ho ritenuto opportuno non esporre a rischi la fotocamera e quindi non ci sono foto fino all’arrivo alla base.

Scendere attraverso un bosco durante una giornata di pioggia, su un sentiero attraverso radici, sassi e fango, non è mai facile e richiede sempre un grado di attenzione superiore rispetto a quando lo si percorre in condizioni standard, anche a causa dell’ingombro dell’attrezzatura contro la pioggia, ma così facendo, gli alberi ci hanno evitato di prendere una buona parte di acqua che, invece, scendendo sulla via forestale, sentiero n. 34, avremmo preso.

In un’ora di cammino sotto la pioggia battente, usciamo dal bosco e arriviamo a Dusslerhutte, dove ci affrettiamo ad entrare per ricevere un po’ di riparo in attesa che la furia del meteo si plachi. Un buon tè caldo sorseggiato nella stanza stube della malga, assieme agli altri escursionisti che si sono trovati nelle nostre condizioni, è quello che ci voleva per scrollarci di dosso il freddo accumulato fino a qui.

Il tempo sembra implacabile, la furia della pioggia aumenta sempre di più, ma noi siamo al riparo e nonostante tutto anche a buon punto rispetto al parcheggio di Malga Zannes per poter ritornare alla nostra base. Qualche trepido coraggioso, spazientito, riparte sotto ad un diluvio memorabile, ma noi, con bambini al seguito, decidiamo di prenderci tutto il tempo necessario e di attendere il sopraggiungere di condizioni, se non ottimali, quanto meno accettabili, per poter proseguire in sicurezza.

Trascorriamo così, in malga, quasi due ore, dopo delle quali, la pioggia non ancora cessata del tutto, si affievolisce abbastanza da darci coraggio ad uscire e rimetterci sui nostri passi per il rientro e le nuvole, che piano piano iniziano ad andare verso altri lidi, scoprono qualche cima imbiancata, che prima non lo era.

Sempre lungo il sentiero n. 36, quindi, riprendiamo il nostro cammino, prima sul prato della Dusslerhutte e poi, di nuovo in mezzo al bosco, costeggiando, nell’ultimo tratto il Rio di Funes che scorre impetuoso, gonfiato dalla pioggia, qualche decina di metri sotto di noi.

Dopo 40 minuti di cammino, finalmente usciamo dal bosco e ci troviamo sul parcheggio di Malga Zannes, incredibilmente vuoto. La nostra macchina è li, da sola, che ci attende.

Ora la pioggia è terminata e non rimane altro che un’aria fredda e un buon profumo di conifere bagnate ad accompagnare l’arrivo della sera.

Rivestiti dei panni asciutti, saliamo in macchina e ritorniamo verso San Pietro, dove, strada facendo, le nuvole lasciano spazio ad un bel sole che avvolge la valle con un bel tramonto d’orato.

Tramonto dorato verso la Valle Isarco, in controluce il campanile della chiesa di San Pietro
Enrosadira sulle Odle bagnate

Complice il meteo avverso, la giornata è sicuramente stata memorabile, ma non sarà certo la pioggia a lavare dalle nostre menti e prendere il sopravvento nei nostri cuori sulla meraviglia di questi posti e sulla bellezza di questo trekking. Sicuramente, questa, sarà la scusa per poter tornare e rimettere gli scarponi su questi luoghi con una bella giornata di Sole.

Planimetria del trekking, powered by komoot
Altimetria del trekking, powered by komoot

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