Sappada e le sue meraviglie: trekking ai Laghi d’Olbe

Chi conosce Sappada non può non conoscere i Laghi d’Olbe. Questi bei laghetti di origine glaciale possono essere raggiunti in svariati modi: soltanto a piedi, con l’aiuto della seggiovia, dal centro del paese o dalla Val Sèsis, proprio per questo, la meta è un must della zona. Dato che non è la prima volta che ci rechiamo in questo luogo incantato, in questo trekking, una volta raggiunti i laghetti, abbiamo deciso di accompagnarvi su e giù per i pendii sappadini per esplorare anche cosa c’è intorno a questi piccoli ma preziosi specchi d’acqua. Forse a fine giornata le ginocchia cigoleranno un po’ e le piante dei piedi friggeranno, ma fidatevi, ne vale la pena. Vi aspetto alla seggiovia di Sappada 2000 col biglietto in mano allora, si parte!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 01

Partenza: dalla seggiovia Sappada 2000

Tappe intermedie: Rifugio Sappada 2000 (2000 m), Laghi d’Olbe (2156 m), Passo del Mulo (2356 m), Postazioni del Monte Avanza (2394 m)

Arrivo: percorso ad anello, si ritorna al punto di partenza

Distanza totale percorsa: 11,7 km

Dislivello: +690 m, -1450 m

Tempo: 5 ore incluse le soste

Difficoltà: media, con buon grado di allenamento (EE)

Percorribile con bambini: Per la salita, data la necessità di utilizzare la seggiovia, non si può con bambini troppo piccoli, il consiglio è di aspettare almeno a 4-5 anni. Inoltre consiglio di informarsi prima se la seggiovia è aperta, perchè alcune estati è capitato di trovarla non funzionante. A parte questo, una volta giunti al Rifugio Sappada 2000, arrivare ai laghi, per i bambini è fattibile a piedi. Ho visto anche gente portarsi su con la seggiovia il passeggino da trekking, in effetti il sentiero è sempre largo e non presenta particolari controindicazioni all’utilizzo di questo mezzo, quindi se avete voglia di spingere, ok! In questo caso il ritorno dovrà avvenire per lo stesso sentiero dell’andata e la discesa a Sappada con la seggiovia. Per raggiungere il Passo del Mulo e il Monte Avanza, da valutare, una volta ai laghi, lo stato di stanchezza dei bambini e il meteo, che in questa zona, al pomeriggio, in estate, raramente regala cieli tersi.

Tipo di fondo: Il sentiero per raggiungere i laghi è sempre largo e sterrato, mai esposto, la salita al Passo del Mulo avviene su sentiero stretto, più roccioso, alcuni tratti finali più ghiaiosi e scivolosi. Verso il Monte Avanza, invece, il sentiero è più largo, ma richiede sempre attenzione. La discesa avviene dapprima su sentiero stretto fino al Rifugio Gosse e da li in poi, su traccia della pista da sci di discesa dagli impianti Sappada 2000.

Accompagnati da una fresca mattina agostana, coperti da un cielo azzurrissimo, ci rechiamo dietro alla chiesa di Sappada, Regina Pacis, tra le borgate Fontana e Kratten, dove c’è la biglietteria e la partenza dell seggiovia Sappada 2000. Questa seggiovia è composta da due tronconi: il primo, da valle (1200 m) ci porta a 1650 m e poi, dopo vare fatto il cambio a piedi, saliamo in poco tempo, passando sopra al versante Sud del Monte della Piana, ai 2000 m del Rifugio 2000, dove scendiamo.

Da qui, subito, la vista, complice la bella giornata, è bellissima: A Sud si possono ammirare, da Est verso Ovest, i massicci del Monte Tuglia (1931 m) e Monte Geu (2109 m) coperti alle loro spalle dal Monte Cimon (2422 m), dalla Creta Forata (2462 m) e dal Monte Siera (2402 m). In là, oltre al Passo Siera (1592 m), incontriamo il Col dei Mughi (1973 m) protetto dal Creton di Culzei (2400 m) e dal Creton di Clap Grande (2442 m).

Vista verso Est dal Rifugio 2000
Vista verso Sud-Ovest dal Rifugio 2000

A Nord, da Ovest verso Est, lo sguardo, a partire dal Monte Ferro (2337 m), si perde lungo la Cresta Righile, fino al Passo del Mulo (2356 m), per poi andare sul Monte Lastroni (2449 m) e scendere, nelle nostre immediate vicinanze, sui fianchi del Monte della Piana (2162 m).

Vista verso Nord dal Rifugio 2000

Ci mettiamo subito in marcia, lungo il sentiero CAI n. 140 che ci indica come tempo di percorrenza per i Laghi d’Olbe, 45 minuti.

SI parte lungo il sentiero n. 140

Senza particolari strappi di dislivello, ci godiamo il panorama e lo scorrere del sentiero, dato che gode di un elevato interesse naturalistico. Infatti ci troviamo dapprima a costeggiare la parete rocciosa del Monte della Piana, per poi, sui facili passaggi ben sistemati, attraversiamo una bella distesa di pini mughi. Salendo leggermente, sbuchiamo su una bella radura in prossimità del Monte delle Caverne (2073 m) dove dapprima troviamo l’imbocco del sentiero naturalistico n. 4 e poi, lasciandolo alla nostra destra, il sentiero CAI n. 138 che, da Baita Rododendro, sale ai laghi attraverso il Pian delle Bombarde, seguendo il Rio della Miniera.

Dopo un po’ di cammino gustiamo il panomrama…
…e ci avviciniamo al Monte Avanza

Avvicinandoci un po’ alla volta al versante Sud del Monte Lastroni, tra bei ruscelletti e sorenti che affiancoano il sentiero, raggiungiamo la ormai dismessa Casera d’Olbe, utilizzata solamente come ricovero per le mandrie che popolano l’altopiano dei Laghi d’Olbe.

Ancora uno sguardo dai bei pianori erbosi
Arrivati a Casera d’Olbe

Ancora una leggera salita e raggiungiamo la bella chiesetta, eretta in onore dei caduti, al posto di un antico rifugio spazzato via da una valanga. Da qui, sotto ai nostri piedi, si apre uno scenario bellissimo: un altopiano coperto dai due laghi, puntinato da mucche al pascolo che brucano beate l’erba e qualche marmotta che, timida, esce a fischiare per poi tornare svelta nella sua tana.

Eccoci alla chiesetta, da tradizione si suona la campana!
Ecco i laghi d’Olbe, questo è il più grande

Scendiamo quindi sulla sponda del maggiore dei laghi, che la mappa Tabacco indica come 2, ma in realtà in base alla piovosità del periodo sono anche tre, e dirigendoci verso Nord, il sentiero 138 ci porta ad un bivio e qui proseguiamo sul sentiero n. 135 in direzione Passo del Mulo.

Sulla sponda del maggiore dei laghi
La Cresta Righile riflessa sull’acqua

Proseguiamo in costante ascesa, sul prolungamento del versante Sud del monte Righile (2467 m) prima attraverso enormi massi e poi su un bel tratto erboso.

In salita verso il Passo del Mulo

Da qui, voltandoci alle nostre spalle è possibile ammirare la bellezza dei laghi dall’alto. Ma non indugiamo e continuiamo con la nostra salita, costeggiando antiche postazioni ricavate nella roccia durante la Grande Guerra.

Salendo apprezziamo sempre di più il panorama
e vediamo che i laghetti sono tre

L’ultimo tratto accentua il dilslivello e il fondo del sentiero è leggermente friabile, complici le intense piogge dei giorni precedenti. Nonostante questo, eccoci giunti, in un’oretta di cammino, al Passo del Mulo (2356 m).

Arrivati al Passo del Mulo (2356 m)

Una volta giunti qua, vi svelo che il nostro intento era, originariamente, quello di scavallare il passo e, scendendo verso Forcella Franza, raggiungere il Rifugio Sorgenti del Piave. Purtroppo, con amara sorpresa, giunti al Passo, abbiamo constatato che il versante Nord lungo il quale avremmo dovuto scendere era pressochè inagibile, come accenato poc’anzi a causa delle forti piogge, quindi abbiamo dovuto cambiare i nostri piani; intanto però decidiamo di restare un po’ qui “in cima” per godere del panorama.

Subito di fronte a noi, nelle immediate vicinanze, spicca il Monte Franza (2329 m) e alla sua destra inizia la meravigliosa distesa della Val Visdende, che potete scoprire qui.

Guardando verso Ovest e poi verso Est, invece, ci troviamo incastonati perfettamente all’interno della Cresta Righile, bellissima muraglia di guglie affilatissime, che ci porta con lo sguardo verso alla cima del Monte del Ferro (2337 m).

Riprendiamo dunque il nostro cammino per ritornare verso i laghi, e strada facendo, decidiamo, una volta arrivati al pianoro dei laghi d’Olbe, di riprendere il sentiero n. 138 in direzione del Monte Avanza.

Si riparte per scendere
Sul sentiero n. 138 verso il Monte Lastroni

Questo sentiero, in costante ascesa, ma senza troppi strappi, è abbastanza largo e regala scorci unici, sia sulle creste che via via andiamo ad affiancare alla nostra sinistra, sia alla nostra destra, dove incontriamo ancora con lo sguardo il gruppo del Monte Siera.

Bel quadretto alpino
Anche salendo per di qua il colpo d’occhio non è niente male

Dopo un’oretta circa di cammino, a circa metà strada dalla vetta, iniziamo ad incontrare dei resti della Prima Guerra Mondiale. Nonostante il coinvolgimento di questo fronte sia stato minimo, qui i segni sono ancora evidenti, dal filo spinato ai bunker, alle fortificazioni, tutto ci racconta di quello che è stato anche qui la storia del ’15-’18.

Fortificazioni della Prima Guerra Mondiale
Il Monte Peralba visto dalla feritoia

Avanziamo ancora un po’ fuori sentiero, su traccia battuta e scopriamo una bella apertura a strapiombo tra le creste che ci regala uno splendido panorama sul Monte Peralba (2694 m) e sulla cresta che collega il Monte Righile al Monte Lastroni.

Sulla cresta verso il Monte Lastroni
Vista sulla vetta del Monte Lastroni

La vista verso Nord è meravigliosa. Il Monte Peralba (2694 m), il più alto dei monti sappadini, ultimo baluardo dei confini italiani, si erge maestoso. Alla sua destra, oltre il Passo Sèsis, Pic Chiadenis (2490 m), le Crete Cacciatori (2475 m) e il Monte Avanza (2489 m).

Sotto ad essi la Val Sesis, verdissima, scavata dal Fiume Piave che sgorga proprio dalle pareti del Monte Peralba e in forma più turistica, in basso dal Rifugio Sorgenti del Piave, che riusciamo a scorgere oltre il Col di Caneva (1939 m).

Panoramica sul gruppo del Peralba e ai suoi piedi scende il Fiume Piave lungo la Val Sèsis

Qui la fame inizia ad essere tanta e troviamo un posto ideale tra le rocce per mangiare il nostro pranzo al sacco. Consci del fatto che la giornata seguente sarebbe stata molto impegnativa (vedi qui dove siamo andati), considerando anche tutto il dislivello che ci aspettava per tornare a Sappada, decidiamo di non proseguire oltre, complice anche il fatto che le nuvole stavano per prendere il sopravvento.

Terminiamo dunque il pranzo e ci rimettiamo in marcia verso i laghi d’Olbe, una volta raggiunti seguiamo le indicazioni per il sentiero CAI n. 135 che è la via più ripida e rapida per raggiungere il Rifugio Gosse. In mezz’ora di sentiero stretto, attraverso bassa vegetazione, infatti, eccoci giunti al Rifugio.

Da qui è possibile prendere la funivia per salire al Rifugio 2000 e quindi iniziare la discesa verso Sappada, sempre in funivia, oppure è possibile, come abbiamo fatto noi, scendere a piedi, seguendo la continuazione del sentiero n.135 che ricalca la via invernale di discesa a valle dagli impianti di Sappada 2000.

Lo scrossicare dello scorrere impetuoso del Rio del Molino, alla nostra destra, che scava rabbioso la roccia, ci accompagna lungo questa forestale, sempre larga e con pendenza decisa. Tra tornati, curve, tratti che accarezzano le pareti rocciose, iniziamo ad addentrarci nel bosco che ci accompagna al Calvario Cottern (che racconteremo in un altro trekking), da dove scendiamo a fianco delle scuole elementari di Sappada e ritorniamo al parcheggio della funivia, attraverso le belle case fiorite di Sappada Vecchia, mentre la giornata volge a sera.

Per chi ha letto chi sono, capirà che i laghi d’Olbe profumano per me, di casa, il trekking è abbastanza stancante, ma il paesaggio e il contesto appagano sempre. Per questo ogni volta che sono nei paraggi torno, ed ogni volta provo una via diversa per raggiungere la meta o per tornare a Sappada.

Dopo una giornata così è bene riposare, bisogna essere subito pronti per una nuova avventura.

Planimetria del trekking, powered by komoot
Altimetria del trekking, powered by komoot

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