Da Sappada Vecchia al Rifugio Monte Ferro

Oggi andremo a visitare un luogo, la cui storia deve servire da esempio su come la montagna e le sue costruzioni debbano sempre essere valorizzate e mai abbandonate. Il Rifugio Monte Ferro, negli anni ’80 è sempre stato una struttura fondamentale nell’ecosistema sappadino, soprattutto d’inverno, in quanto punto di arrivo della seggiovia che saliva dal piazzale antistante la chiesa di Santa Margherita, parte integrante del comprensorio sciistico sappadino. Durante gli anni ’90, a causa di una cattiva gestione degli impianti di risalita di Sappada, si è assistito ad un declino di questo impianto, fino alla sua chiusura totale e con esso pure del Rifugio. Non molti anni fa però, un gruppo coraggiosi gestori, ha deciso di dare una seconda chance a questo bell’edificio e così, con un sapiente restauro e facendo dei sapori della cucina tipica sappadina la sua forza, oggi possiamo riammirarlo in tutto il suo splendore. Sarà un bel tour, a tratti rilassante, a tratti faticoso ma sempre appagante. Partiamo quindi, non prendete paura della salita!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 01

Partenza: Sappada – Borgata Fontana

Tappe intermedie: Nessuna

Arrivo: Rifugio Monte Ferro (1563 m)

Distanza totale percorsa: 7,95 km

Dislivello: +310 m, -310 m

Tempo: 2 ore e mezza escluse le soste

Difficoltà: media, con buon grado di allenamento (E)

Percorribile con bambini: Sì, il sentiero presenta tratti con dislivello deciso, quindi è da escludere l’uso del passeggino da trekking, per i più allenati va bene lo zaino porta bimbi, altrimenti, dai 4 anni in su, con un po’ di pazienza, dato che il sentiero non presenta particolari difficoltà quali tratti esposti o passaggi stretti, si può raggiungere con tutta la famiglia.

Tipo di fondo: Sentiero sempre largo, sterrato, alcuni tratti con forte dislivello, soprattutto all’inizio e nell’immediata vicinanza del rifugio. La parte centrale è attraverso il bosco.

Come da tradizione per le nostre escursioni sappadine, anche questa volta partiamo dallo storico alimentari “da Ezio” situato in Borgata Fontana, di fronte all’Hotel Val Gioconda, dove carichiamo gli zaini di gustosi panini per il pranzo al sacco.

Da qui, attraversiamo la strada e, passando davanti alla rinomata Pizzeria da Renato, svoltiamo a destra sulla strada Borgata Fontana che, in rapida salita, ci mette sulla strada alta che attraversa Sappada Vecchia. Qui attraversiamo alcune delle Borgate storiche di Sappada, in ordine: Hoffe, Cottern, e Mulbach, ammirando le bellissime case tipiche in legno, con i balconi e i terrazzi abbondantemente decorati con rigogliosi vasi di geranei di un bel rosso carico e un sacco di altri fiori dai colori vivacissimi. Durante le passeggiate attraverso Sappada Vecchia si incontrano anche le belle cappelline, simbolo della devozione del popolo sappadino verso i Santi e la Vergine Maria.

Una delle tipiche case di Sappada Vecchia
Una delle cappelline che si incontrano passeggiando attraverso Sappada Vecchia

Camminiamo in piano, in relax per 20 minuti, fino ad incontrare un bivio dove, a sinistra la strada ci riporterebbe sulla strada principale, la SP 355. Noi però proseguiamo mantenendo la destra, e in pochi minuti raggiungiamo, sempre sulla nostra destra, le Scuole Elementari di Sappada. Qui il cancello che conduce al parcheggio dell’edificio è sempre aperto, entriamo mantenendo la sinistra e, immediatamente a finco della Scuola, troviamo i cartelli con le indicazioni per i sentieri da seguire. Seguiamo quindi il sentiero CAI 135, in direzione Laghi D’Olbe e Rifugio Monte Ferro. Da qui il sentiero potrebbe scoraggiare i meno allenati e i meno avezzi di Montagna, data la sua immediata pendenza, ma ormai siamo abituati da una vita ai sentieri sappadini e con pazienza iniziamo a risalire su questo tipico strappo iniziale.

Il sentiero, una strada forestale larga e dal fondo sterrato, come appena detto, presenta fin da subito una bella pendenza e senza mai curvare per i primi metri, ci conduce immediatamente sotto al Calvario Cottern, punto di arrivo della Via Crucis percorribile dall’imbocco del sentiero per le Cascatelle, nei pressi del ponte di legno pedonale che attraversa il Rio Mulbach, che conduce appunto, a questa sommità. Qui troviamo, affianco ad una bella chiesetta, le Croci lignee, quasi a grandezza naturale, con le tre belle statue scolpite nel legno dalle espressioni molto toccanti di Gesù in mezzo ai due ladroni,. Oltre a questo, da qui, il panorama sulla stretta e lunga vallata di Sappada, ricoperta da verdissimi prati, è meraviglioso.

Il Calvario Kottern -foto di repertorio-

Ma ritorniamo a noi e proseguiamo piano piano con la nostra salita per permettere anche alla nostra piccola, in giornata di grazie per camminare, di raggiungere l’obiettivo con le sue gambe. In 40 minuti circa, raggiungiamo il bivio con il sentiero CAI 140 e il Sentiero Naturalistico 5 e da qui proseguiamo sempre sul sentiero 135.

Costeggiando per altri 10 minuti di salita, il versante Ovest del Monte della Piana, accompagnati alla nostra sinistra, dallo scrosciare impetuoso del Rio Mulbach, arriviamo a dover lasciare il sentiero CAI 135, che prosegue, ancora in ripida salita verso i Laghi D’Olbe, per imboccare, alla nostra sinistra, il sentiero Naturalistico M. Ferro n. 3, dai connotati più alpini.

Qui riposiamo per alcuni minuti all’ombra di un bel Tabià e, una volta rimessi in marcia, scopriamo di aver raggiunto un piccolo tratto pianeggiante.

Relax sotto al Tabià

In questo punto, con l’aiuto di piccoli ponticelli di legno, attraversiamo il corso del Rio Mulbach che, anche lui, sembra prendere fiato per poi rigettarsi con violenza verso valle. Quindi proseguiamo, in totale per una ventina di minuti, attraverso il bosco, fino a raggiungere un nuovo tratto in salita.

Attraversamento del Rio Mulbach

Continuiamo, sempre coperti dagli enormi larici ed abeti rossi del bosco, nel nostro percorso, a tratti seguendo anche delle piccole varianti per tagliare qualche piccolo tornante “ufficiale”, per animare ancora di più il percorso della nostra piccola scalatrice che, paradossalmente, si dimostra sempre più reattiva nei tratti più impegnativi.

Percorrendo il tratto pianeggiante

Dopo un’altra mezz’ora di cammino iniziamo a scorgere la fine del bosco e proprio qui incontriamo una strana coppia di amici, un piccolo cinghiale e un asinello, che paiono volerci indicare l’ultimo tratto per raggiungere il rifugio (ovviamente ho preferito non scattare foto ai due per non disturbare la loro quite).

Inizia l’avvicinamento al Rifugio Monte Ferro

Il sentiero n. 3 si riversa quindi nel sentiero CAI n.141 che, anche lui, sale verso i Laghi D’Olbe e ricalca la traccia della vecchia pista da sci Monte Ferro, che scendeva dal Rifugio verso Borgata Granvilla, dove una volta c’era la stazione di valle della Seggiovia Monte Ferro, di fronte alla Chiesa intitolata a Santa Margherita.

Iniziamo a vederlo!

Proseguiamo con la nostra salita dunque, nuovamente su strada sterrata, iniziando a intravedere il tetto del rifugio che sbuca oltre l’orizzonte.

I sentieri che seguono le piste da sci, si sa, non sono i più appaganti, soprattutto nelle immediate vicinanze dei rifugi da cui partono, proprio per questo, ci ritroviamo a dover affrontare ancora, per altri 10-15 minuti di cammino, una bella e ripida salita.

Il Rifugio è a due passi, ma la pendenza non lascia tregua

Stanchi ma contenti di avercela fatta, soprattutto la nostra piccola scalatrice che ha affrontato per intero il percorso con grande tranquillità e disinvoltura, finalmente siamo giunti al Rifugio Monte Ferro. La struttura si presenta in tutto il suo splendore degli anni ’80, merito di chi ha creduto nuovamente in questo rifugio e dopo tutti questi anni ha avuto il coraggio di affrontare la sfida di farlo tornare in vita, punto di riferimento degli inverni sappadini di 40 anni fa.

L’ultimo tratto di salita e ci siamo

Scegliamo un bel pianoro nelle immediate vicinanze del Rifugio e iniziamo a prepararci per il nostro gustoso pranzo al sacco.

Da qui non si ha una veduta su Sappada, ma la vista è comunque appagante, infatti a Nord-Ovest ci troviamo immediatamente al cospetto del Monte Ferro (2337 m) e verso Nord il sentiero 141 sale impervio, lungo la Val D’Oble. Verso Sud ammiriamo da un’altra prospettiva i monti di Sappada: il Monte Siera (2443 m), il Creton di Culzei (2458 m), di Clap Grande (2487 m) e di Clap Piccolo (2439 m). Quindi verso Ovest la Cresta di Enghe (2359m), la Terza Grande (2586 m), la Terza Media (2455 m) e la Terza Piccola (2334 m).

Terminato il momento del pranzo, raccogliamo le nostre cose in fretta e saliamo al Rifugio, dove, seduti sulla sua bella terrazza, passiamo al dessert con una bella fetta di gustoso strudel fatto in casa accompagnato da un bel bicchiere di succo di sambuco.

Ancora qualche minuto di relax e ci mettiamo sul sentiero per tornare a valle. Seguiamo la stessa via dell’andata, per una mezz’oretta abbondante di cammino, fino a raggiungere il bivio col sentiero 140. Giunti qui, decidiamo di fare ritorno al punto di partenza con un piccolo anello quindi svoltiamo a sinistra lungo il sentiero 140 e subito, proseguendo dritti, ci addentriamo nel bosco, seguendo il Sentiero Naturalistico Miravalle 5 che altro non è una strada forestale.

Scorci sul Sentiero Naturalistico

Questa via scorre tranquilla, parallela e su un piano superiore rispetto a quella della sottostante Sappada Vecchia, con lievi sali-scendi, attraverso la fitta vegetazione di conifere e latifoglie. L’unico pericolo in cui potrete incombere sarà quello di fermarvi ogni 2 metri per raccogliere lamponi e fragoline di bosco!

Percorriamo la via in una quarantina di minuti, fino a quando, con discesa decisa, iniziamo ad uscire dal bosco e ad attraversare, sempre seguendo il sentiero, mi raccomando, i bellissimi prati che fanno da cornice a Sappada Vecchia.

In discesa, uscendo dal bosco

La strada forestale ci riporta direttamente sulla bella strada pavimentata a sanpietrini di Sappada Vecchia, per la precisione, ora, ci troviamo in Borgata Ecche.

I prati di Sappada, sopra Borgata Ecche

Attraversiamo quindi la Borgata Soravia, e subito dopo entriamo in Borgata Kratten, passando tra il retro della bella chiesa di Regina Pacis e della stazione di valle della funivia Sappada 2000.

Ammiriamo alla nostra sinistra un bel murales dedicato alla tipica maschera sappadina, il Rollate, e in pochi minuti giungiamo alla chiesetta, a destra, intitolata alla Vergine Maria. Da qui, tra due belle case di legno, svoltando a sinistra, ci infiliamo in una stretta via, che in discesa ci conduce a fianco dell’Hotel Val Gioconda e quindi sulla strada principale, nuovamente di fronte all’alimentari “Da Ezio”.

Questo itinerario raccoglie in un giro solo molti dei posti più tipici di Sappada. Per questo motivo, alla fine, giunti a casa, ci sentiamo appagati, e lo consigliamo come bella sgambata da fare, durante una vacanza di una o più settimane, per rodare un po’ le gambe prima di avventurarsi su itinerari più impegnativi.

Planimetria del trekking, powered by komoot
Altimetria del trekking, powered by komoot

2 pensieri riguardo “Da Sappada Vecchia al Rifugio Monte Ferro

  1. Splendida Sappada. Ricordi bellissimi delle vacanze trascorse nel mese di agosto degli anni ’60 in Borgata Fontana presso la cara famiglia Piller Hoffer.

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