A caccia di emozioni in Alpe di Siusi, percorrendo lo Steger Weg

Oggi faremo un giro ad anello un po’ più lungo rispetto a quello precedente e con una altimetria un po’ più variabile. Seguiremo per buona parte il famoso Steger Weg, cercando di catturare le emozioni che i due pionieri dell’alpinismo Hans e Paula Steger, hanno provato, quasi 100 anni fa, attraversando questi luoghi fiabeschi. Andremo a caccia di nuovi panorami, nuovi scorci e nuove malghe e baite da poter ammirare e cercheremo di fare il pieno di emozioni prima di lasciare anche per quest’anno questo posto che ormai ci ha totalmente rapiti. Noi siamo pronti, ma fate attenzione al meteo ballerino, può sempre riservare sorprese, quindi non dimenticatevi l’attrezzatura pioggia sopra il letto! Si va!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 05

Partenza: Hotel Steger Dellai

Tappe intermedie: Tuene Hutte, Laranzer Schwaige, Almrosen Hutte, Edelweiss Hutte, Gostner Schwaige

Arrivo: Percorso ad anello, si ritorna al punto di partenza

Distanza totale percorsa: 10,5 km

Dislivello: +290 m; -280 m

Tempo: 2ore e 30min escluse le soste.

Difficoltà: Medio (E)

Percorribile con bambini: Sì, la parte iniziale e finale è possibile far provare a camminare anche ai bimbi più piccoli, dai 2 anni in su. La parte che raggiunge Laranzer fino a Almrosen è adatta ai più grandicelli, da 4 anni in su, mentre i più piccoli possono tranquillamente restare all’interno dello zaino porta bambino. Il passeggino da trekking non è utilizzabile dato che alcuni tratti sono molto strettie non adatti a questo tipo di mezzo.

Tipo di fondo: La prima parte si alterna su strada sterrata, passando a sentiero alpino per tornare poi su strada sterrata. La seconda parte, fino ad Almrosen è tutta su sentiero alpino e da li in poi, in parte su strada sterrata, poi su strada asfaltata e nuovamente su sentiero attraverso prati

Il nostro nuovo secondo giorno in Alpe di Siusi, inizia nel migliore dei modi, alzandoci di buon mattino e godendo dalla camera dell’ Hotel Steger Dellai di uno spettacolo che vorremmo esserene parte per il resto della nostra vita. Poter ammirare lo Sciliar dipinto di rosa dal sole che sorge è uno spettacolo unico.

Ore 6 del mattino, il termometro segna 4 gradi e dietro la tenda della camera questo spettacolo

Caricate le batterie con l’abbondante colazione dell’Hotel, ci mettiamo subito in marcia sul famoso Steger Weg (la storia la trovate qui) marcato con segnavia 30 che ovviamente passa subito a fianco al nostro hotel.

Dopo il temporale della notte, il meteo non sembra tanto dalla nostra parte quest’oggi ma decidiamo comunque di cercare un raggio di sole più in la che ci possa scaldare la giornata. Teniamo quindi sulla nostra destra il bel laghetto naturale che riflette la facciata dell’Hotel sulle sue acque verdi e ci dirigiamo verso Tuenehutte.

L’hotel Steger Dellai specchiato sul suo laghetto naturale

Il sentiero, sempre largo e sterrato, si insinua attraverso un bel boschetto di conifere e latifoglie e in leggera salita, senza troppi patemi, ci porta prima al bivio con Gostner Schwaige, che lasciamo alla nostra destra e poi, in 20 minuti di semplice passeggiata, a Tuenehutte.

Sul sentiero n. 30
Al bivio per Malga Gostner, noi tiriamo dritto

Questa bella baita, sorge su un verde pendio e gode di una vista pazzesca sul Sassolungo e Sassopiatto. Inoltre i più piccoli rimangono affascinati dalle caprette e dai coniglietti presenti nei recinti all’aperto. A volte si possono anche trovare dei cavalli al pascolo. Non solo, infatti Tuenehutte ha anche una bellissima serie di giochi, proprio per i più piccoli, che si può sempre sfruttare a favore di genitore per dare quella spinta in più alla loro motivazione per continuare nel trekking.

Meravigliosa Tuenehutte

Riprendiamo i nostri passi sullo Steger Weg che, mano a mano che avanziamo, con leggeri saliscendi ci conduce dapprima sulla parte alta dei prati di Ritsch Schwaige e poi, stringendosi, nuovamente in mezzo al bosco.

Proseguiamo sullo Steger Weg

Qui, camminiamo leggermente in salita per un primo tratto tra fronde di abeti e radici, poi scendiamo dolcemente ed ecco che il sentiero inizia a mettersi sul fianco del bosco, aprendo un nuovo panorama, che non avevamo ancora potuto ammirare. Da qui infatti la vista va verso Saltria, situata molto più in basso ripetto a noi e più in la ecco ancora il Sassolungo e il Sassopiatto, sotto dei quali riusciamo a distinguere cgiaramente la traccia della seggiovia che conduce al Rifugio Zallinger.

Lo Steger Weg prosegue per un breve tratto sotto al bosco
Appena il bosco si apre il panorama ci cattura

Procediamo ancora per un po’ su questo sentiero, che sovrasta i prati Ciafron e ci porta sulla strada principale che collega Compaccio con Saltria.

Continuiamo quindi a seguire lo Steger Weg che ora svolta verso Sud, alla nostra destra, abbandonando il segnavia n.30 e immettendosi nel sentiero 12A che da Compaggio ha viaggiato parallelo alla strada di asfalto e ora si butta in mezzo ai bellissimi prati, in direzione Laranzer Schwaige.

Al congiungimento con la strada per Saltria

Data la vicinanza a Saltria, qui tutto fa riferimento alla sue leggende e alle sue Streghe e ovviamente i piccoli ne vanno pazzi.

Foto dei nostri piccoli montanari con la strega

Riprendiamo la marcia, dunque, dopo neanche un’ora di cammino e proseguiamo per una buona mezz’ora in discesa. Tralasciamo alla nostra sinistra di scendere a Romer Schwaige per evitare di caricare le gambe dei più piccoli con la risalita e poi ci soffermiamo su una bella casetta di legno con i balconi adornati da bei geranei rossi, a fare delle foto, a noi, alla casetta e anche alle sue mucche al pascolo.

Proseguiamo in direzione Romer Schwaige, sempre sullo Steger Weg
La bella casetta rustica
Panorama con le mucche al pascolo

Attraversiamo il bel torrente grazie ad un ponticello e da qui riparte la salita. Prima di affrontarla completamente però, ci soffermiamo nuovamente per fare un bel carico di fragoline di bosco, sarebbe davvero un peccato non assaggiare queste prelibatezze. Torniamo alla nostra salita procedendo con costanza, dapprima fuori dal bosco, poi per un tratto dentro al bosco e nuovamente fuori, vicini finalmente alla nostra meta.

Si prosegue in un piccolo tratto di bosco per poi ritornarci
Fuori dal bosco, sempre in salita

Giungiamo alla stalla Lanzin e qui salutiamo i vitellini che fanno cappolino dalla porta e, mentre ammiriamo ancora il panorama alla nostra destra, puntiamo verso l’alto e raggiungiamo Laranzer Schwaige. Sono trascorsi 40 minuti da quando abbiamo iniziato la salita.

Vitellini escono dalla stalla Lanzin
In arrivo a Laranzer Schwaige

Laranzer Schwaige è una bellissima malga, restaurata da poco, anch’essa situata in una posizione che offre un panorama stupendo e la vista sul retro, su prati enormi è da cartolina.

Laranzer Schwaige
Le mucche al pascolo di Laranzer Schwaige

Nonostante l’orario (11.30) inizi a farsi sentire sui piccoli pancini dei più giovani, dato che non siamo ancora a metà del nostro anello e dato che il sole non accenna a voler uscire, decidiamo di stringere i denti e di tirare dritto verso la nostra nuova meta.

Seguiamo allora ancora il sentiero 12A in direzione Almrosen Hutte e, attraverso i prati di Laranzer Schwaige, con bei zig zag attraverso roccette e qualche attraversamento di torrentelli su piccoli ponti di legno, aggiriamo il versante Sud, erboso, del Monte Punta d’Oro (2249 m) per infilarci nuovamente nel bosco.

Seguendo il sentiero 12A verso Almrosen Hutte
Piccolo attraversamento su ponticello di legno
Ancora fuori sui prati prma di entrare nel bosco

Qui il sentiero diventa un po’ più impegnativo per i più piccoli. Infatti, tenendo sotto di noi, alla nostra sinistra, un bel torrente, il sentiero si fa più stretto, a tratti molto sassoso e misto al fango della notte precedente, anche scivoloso. Affrontiamo con abbastanza disinvoltura il primo attraversamento su pietre di un grosso rigagnolo che si immette nel torrente sotto di noi e poi, giungiamo ad un bel ponte di legno che ci permette di portarci sull’altra sponda del torrente. Il sentiero, quindi, sempre stretto e in mezzo alle conifere, sale deciso fino a farci sbucare, dopo circa 20 minuti da Laranzer, a Casa Mutz.

Passaggio sui sassi scivolosi
Attraversamento per cambiare sponda del torrente su ponte di legno
Eccoci in località Casa Mutz

Da qui a poco abbandoniamo definitivamente lo Steger Weg che procede verso sinistra sempre su segnavia n.12, per svoltare a destra, seguendo l’altro tratto del sentiero n. 12, che conduce in salita, fuori dal bosco e alla Almrosen Hutte.

Ultimo sguardo verso Nord-Ovest prima di lasciare lo Steger Weg

Affrontiamo questo che è il tratto con la percentuale di pendenza più elevata di tutto il trekking con le ultime energie prima del pranzo. Il sentiero è largo ma esposto alle correnti d’aria che soffiano forti e fredde con l’aggravante che il sole proprio non vuole saperne di fare capolino. Nonostante tutto, i nostri piccoli accompagnatori sono riusciti a vincere la fatica e in una ventina di minuti eccoci al completamento di questa salita all’incrocio col sentiero n.7 e di fronte alla Almrosen Hutte.

Ultimo tratto di salita prima di giungere a Almrosen Hutte
Eccoci ad Almrosen Hutte

Qui ci fermiamo per un meritato pranzo. Il piatto della malga è favoloso: salsiccia, polenta formaggio cotto e gialletti. Tripudio di gusti. Anche i canederli e il gulasch non sono da meno!

Il Piatto della Malga, buon appetito

Lasciamo i più piccoli sfogarsi sullo scivolo, sulle altalene e sulla sabbiera della malga (ma non erano stanchi?) e noi recuperiamo le energie seduti tranquillamente sul bel terrazzino della malga.

In un posto così, gli amanti dei trattori vanno a nozze

Se il meteo fosse stato dalla nostra parte avremmo prolungato un po’ di più la nostra permanenza in questo luogo bucolico, ma ci troviamo a metà dell’anello del nostro trekking e poco più in la c’è una salita che si prospetta un po’ tosta per i piccoli, quindi zaino in spalla di nuovo e si riparte.

Come appena accennato, scendiamo loeggermente dal pianoro su cui è costruita Almrosen Hutte e poi percorriamo circa 500 m per salirne circa 50 di dislivello, ammirando ad ogni pausa i giovani volenterosi che lavorano sui prati per raccogliere l’erba dopo lo sfalcio.

Affrontiamo un’altra salita prima di raggiungere Edelweiss Hutte
Da qui sopra ritorniamo ad avere una bella visone d’insieme

In poco meno di 20 minuti eccoci alla sommità della salita e da qui possiamo nuovamente ammirare la vastità dell’Alpe di Siusi, ma soprattutto, poco più in giù vediamo le bandiere di Edelweiss Hutte, nostra prossima meta per il dolce post pranzo.

Dato che il sole si è fatto un po’ di spazio tra le nuvole, ne approfittiamo e ci sediamo ad un tavolo della baita.

Edelweiss Hutte è una bellissima e piccolissima baita che sorge su un ampio pianoro verde e gode di un panorama a 360 gradi davvero fantastico. Questo luogo è davvero particolare perchè è una baita talmente piccola, che all’interno c’è solo spazio per la cucina per preparare i dolci e le merende che vengono poi servite ai tavoli esterni dove ci si può rilassare con una buonissima fetta di Torta Linzer o di Strudel di mele o di albicocche.

Arrivati ad Edelweiss Hutte
Ottimo posto per il relax

Terminata la mini pausa, ritorniamo sul sentiero che da qui in poi è una strada asfaltata, quindi occhio al passaggio di mezzi motorizzati. Si passeggia tranquillamente in discesa ammirando a destra lo Sciliar, che oggi a volte è coperto dalle nuvole a volte riappare, e a sinistra il Sassolungo e il Sassopiatto.

Anche lo Sciliar reclamava il suo cuore, questo è più “ufficiale”
Proseguiamo verso Gostner Schwaige, allungando il passo, la pioggia incombe

Aumentiamo il passo dato che le nuvole hanno avuto definitivamente la meglio sul sole e anche il vento inizia ad aggravare la situazione, così, dopo aver lasiato in sinistra l’Hotel Panorama, raggiungiamo, in località Jeuf, l’incrocio con il sentiero n. 6 in meno di un’ora e svoltiamo a destra, su strada sterrata, lungo una lieve dorsale, in direzione Gostner Schwaige.

Arrivati al sentiero che porta all’hotel Panorama, tiriamo dritti ancora un po’

Non facciamo a tempo a raggiungere il sentiero 30B che ecco alle spalle veniamo sovrastati da una nuvola violenta di pioggia che ci costringe a fermarci e a coprirci in fretta e furia con i kw e con i poncho. Salvato il salvabile quindi, in 10 minuti, sotto la pioggia battente, raggiungiamo il bivio con il sentiero 30B che, scendendo attraverso un bel prato, ci porta in un quarto’ora, sbucando da un piccolo raggruppamento di abeti, a Gostner Schwaige.

In direzione Gostner Scwaige, sotto la pioggia. Almeno siamo in mezzo ad un prato
Seguiamo il cartello
La pioggia è passata e le nuvole iniziano a rimostrarci lo Sciliar

Arrivati qui la pioggia è terminata e come spesso ci accade, restiamo solo noi in giro per sentieri. Data ormai la vicinanza con l’Hotel, ci soffermiamo soltanto per prendere il timbro e dare uno sguardo alle mucche nella stalla durante la mungitura.

In arrivo a Gostner Schwaige

Scendiamo ancora ammirando il bel colpo d’occhio che l’Hotel Steger Dellai presenta nel retro, con i suoi terrazzini adornati con bei fiori fucsia, e in poco tempo, ritorniamo sul sentiero n. 30 e quindi al parcheggio dell’Hotel stesso.

Nonostante la lunghezza del percorso e la pioggia finale, la giornata è stata davvero meravigliosa, merito dei luoghi che abbiamo attraversato e dei panormai che abbiamo ammirato. Percorrere lo Steger Weg al 90% della sua lunghezza ha aggiunto quello spirito di avventura che ai bambini piace sempre e carica di motivazioni.

Planimetria del trekking, powered by komoot
Altimetria del trekking, powered by komoot

Lascia un commento