Uniche Pale di San Martino – Da Passo Rolle a Baita Segantini

Il giovane artista e alpinista di Ziano di Fiemme, Alfredo Paluselli, nel 1936, dopo aver girato il mondo, decise di stabilirsi sul Passo Rolle e fu così che, facendosi ispirare da un tabià a Bellamonte, decise di trasportarlo nel luogo in cui oggi possiamo ammirare Baita Segantini. Qui vivrà per 35 anni. Questa baita venne anche adornata con un bel laghetto alpino il quale si rivela, a determinate ore del giorno, con una determinata luce, uno specchio magico che lega come un tutt’uno l’immagine della baita al suo riflesso. Oggi noi andremo a caccia di questo riflesso magico per riempire i nostri occhi della stessa meraviglia che 85 anni fa catturò Paluselli. Allora che aspettate, il Sole splende e il cielo è blu, mettiamoci in marcia che si parte!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 22

Partenza: Passo Rolle (1952 m)

Tappe intermedie: Capanna Cervino (2082 m)

Arrivo: Baita Segantini (2170 m)

Distanza totale percorsa: 6,22 km

Dislivello: +230 m; -210 m

Tempo: 2 ore senza contare le soste

Difficoltà: Facile (E)

Percorribile con bambini: Sì il percorso offre diversi spunti. Mentre i più piccoli potranno seguire tranquillamente la strada percorsa dalla navetta, i più grandicelli potranno divertirsi sulle scorciatoie. Percorrendo la strada sterrata potrebbe anche essere fattibile con il passeggino da trekking ma il dislivello di 230 m potrebbe rilevarsi impegnativo, la stessa cosa vale per la discesa.

Tipo di fondo: strada sterrata o sentiero di tipo alpino attraverso prati.

Scendendo da Passo Valles, nonostante l’ora non proprio tarda, ma in piena settimana di Ferragosto, capiamo subito, vedendo l’imbocco della Val Venegia, che una volta arrivati al Rolle ci sarà da armarsi di pazienza per trovare parcheggio. Percorriamo i vari tornanti che ci fanno salire al Passo senza troppo traffico e una volta arrivati le nostre previsioni vengono confermate. Giriamo per diversi minuti in cerca di un parcheggio fino a che la fortuna ci assiste e ci permette di lasciare la macchina nei pressi dell’Albergo Venezia, dove ne approfittiamo per prendere un caffettino veloce.

Il Cimon della Pala svetta altissimo sopra Passo Rolle

Seguendo la strada statale, in direzione San Martino di Castrozza, scendiamo in 10 minuti verso il primo tornante che incontriamo subito dopo la caserma della Guardia di Finanza e proprio lì c’è l’imbocco del sentiero CAI 710 che porta a Baita Segantini.

Il sentiero, una strada sterrata larga, percorsa normalmente anche dal servizio navetta che parte più volte al giorno proprio da Passo Rolle, sale con un paio di tornanti senza darci troppi problemi e in quarto d’ora, affiancando il verde altopiano di Campo Croce, arriviamo al bivio con la strada che scende da Malga Costoncella e con la strada che porta a Malga Juribello.

Il primo tratto di sentiero offre subito bei scorci
Dall’alto piano di Campo Croce sbucano le mucche

La strada proseguirebbe con leggera svolta a destra subito davanti a noi, sempre con stesso fondo a quello percorso fino a qua, ma per dare un po’ di sprint ai nostri piccoli decidiamo di salire attraverso le innumerevoli scorciatoie, segnate e ben battute, presenti alla nostra destra, che macinano in maniera immediata il dislivello che c’è tra noi (1993 m) e la Capanna Cervino (2082 m).

Arrivati al primo bivio, seguiamo le indicazioni per le vie più avventurose

Percorrendo questo sentiero ci accorgiamo subito come non potevamo fare scelta migliore, infatti i piccoli lo percorrono speditamente e a noi non resta che goderci il panorama e gli scorci che questo angolo di Dolomiti ci offre, grazie anche ai suoi bei cespugli fioriti che fanno contrasto con il cielo azzurrissimo di questa fortunatissima giornata.

Dopo i primi passi, voltandocipossiamo ammirare una molitudine di vie che convergono nel punto in cui abbiamo svoltato a destra
Si prosegue su sentieri stretti, in salita e in mezzo ai prati
Graziosi fiori gialli
Ancora fiori gialli, sullo sfondo il monte Tognazza (2209 m)

Ammirando il Cimon della Pala (3129 m) che piano piano esce da dietro Cima Rolle (2222 m) e si rivela a noi altissimo e slanciato, giungiamo, in meno di un’ora di camminata da quando siamo partiti, alla Capanna Cervino. Questo bel Rifugio, sorto nel 1931, come sede della prima Scuola di Sci delle Dolomiti, fondata da Alfredo Paluselli, prende il suo nome proprio in onore del Cimon della Pala che da tutti è anche conosciuto come “Il Cervino delle Dolomiti” proprio per la sua sommità piramidale che ricorda, più in piccolo, quella del Monte Cervino appunto.

In arrivo a Capanna Cervino, a sinistra il Castellaz (2333 m)
Giunti in zona Capanna Cervino, il sentiero prosegue dritto, ma noi andiamo alla Capanna e da li imbocchiamo un’altra via

Dopo una breve sosta per il timbro di rito, decidiamo di proseguire il nostro cammino adesso lungo la strada sterrata che è affiancata da bei prati popolati da una moltitudine di mucche al pascolo le quali vengono ammirate dai più piccoli.

Moltitudine di mucche al pascolo su questa enorme distesa verde
Una mucca pascola da sola sul fianco del sentiero

Sempre in modesta ascesa, e sempre ammirando lo spettacolo delle Pale di San Martino che davanti a noi va via via crescendo passo dopo passo, il sentiero ci conduce prima alle pendici del Castellaz (2333 m) sopra al quale è posto il famoso “Cristo Pensante” e poi immediatamente ai piedi della Costazza (2282 m).

Insieme ci diamo forza!

Così, dopo un’altra mezz’ora di cammino, raggiungiamo un piccolo biotopo e dopo pochi metri scavalliamo il Passo Costazza a 2174 m ed ecco che la Baita Segantini, con alle spalle la bellissima muraglia Nord delle Pale di San Martino, riflette tutto il suo fascino sulle acque increspate dal forte vento del laghetto sottostante.

Ancora pochi passi e siamo arrivati
Il biotopo a Passo Costazza
Bel mazzetto di Genziane Alpine

Fortunatamente, il traffico trovato al Passo Rolle alla partenza non si è riversato tutto qua, tutto sommato l’afflusso di gente è elevato ma non soffocante. Ad ogni modo noi ci siamo attrezzati di pranzo al sacco e ci sediamo sull’altura che separa il laghetto dal biotopo, ammirando il bel quadretto che questo paesaggio compone.

Davanti ai nostri occhi, dietro alla baita, si erigono da sinistra verso destra, il Monte Mulaz (2906 m), la Cima del Focobon (3054 m), la Cima di Valgrande (3036 m), la Cima della Vezzana (3192 m) e il Cimon della Pala (3129 m).

Rimaniamo per un pò in contemplazione della maestosità di questi meravigliosi 3mila, gustando i nostri panini e proteggendoci quanto possibile dal vento che a tratti si rivela abbastanza fastidioso.

Panoramica mozzafiato, ecco il famoso riflesso

Entriamo dunque alla baita per mandare giù i panini con una bella birra fresca e per fare il timbro sul passaporto dei bambini, dopodiché, un ultimo sguardo al Cimon e ci rimettiamo in marcia per tornare alla macchina.

Ci avviciniamo alla Baita
Maestoso e imponente il Cimon della Pala

Per il ritorno scegliamo di svoltare a sinistra dopo poche decine di metri, per imboccare la via di discesa diretta alla Capanna Cervino, senza ripercorrere la strada sterrata che abbiamo seguito all’andata.

Sulla via del ritorno, questa volta scegliamo la direttissima

Così facendo in 15 minuti ci troviamo affianco alla Capanna Cervino e da qui proseguiamo sulla via dell’andata, lungo le scorciatoie segnate.

Lasciamo Capanna Cervino alla nostra destra e percorriamo il sentiero dell’andata

Poco prima di arrivare all’imbocco del sentiero, ecco che incontriamo delle belle mucche che libere pascolano sui pendii su cui ci siamo noi in discesa e ne approfittiamo per fare qualche scatto.

Un ultimo sguardo all’insù per salutare il Cimon della Pala e dopo poche centinaia di metri eccoci alla strada regionale 50 che porta a Passo Rolle. Da qui, in scioltezza, dopo una breve salita, ritorniamo davanti alla caserma della Guardia di Finanza e quindi nei pressi dell’albergo Venezia dove avevamo lasciato la macchina alla partenza.

Ancora qualche scatto voltandosi indietro
Una mucca in solitaria
Un’altra mucca ci saluta prima di scendere sulla strada regionale SR50

Finalmente riusciamo a coronare il sogno di vedere dal vivo la Baita Segantini la cui immagine, assieme al suo sfondo da favola viene spesso utilizzata per molti scopi nel web e nel settore turistico. Il trekking è stato piacevole, mai difficile e per questo alla portata di molti. Lo consiglio perché questo posto sa veramente regalare emozioni uniche.

Planimetria del trekking, powered by Komoot
Altimetria del trekking, powered by Komoot

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