Il primo tratto del sentiero Federico-Augusto: Dal Passo Sella al Rifugio Pertini

Oggi torniamo a solcare un sentiero ricco di storia, fatto da personaggi importanti dell’allora Impero Austro-Ungarico. Senza dilungarci troppo sulla sua storia, dato che già abbiamo avuto modo di scoprirla, oggi percorreremo un nuovo tratto del Sentiero Federico Augusto, e cioè quello iniziale che parte dal Passo Sella. Meta del nostro trekking sarà il Rifugio Sandro Pertini, bellissimo e panoramicissimo. Attraverseremo luoghi unici, luoghi che non lasceresti mai e ci lasceremo rapire dalla magia della luce dorata del Sole del tardo pomeriggio che impreziosisce i pascoli verdi. Ancora una volta la Val di Fassa e la sua magia ci cattureranno, cosa aspettato dunque? Seguiteci anche in questo trekking e preparatevi a vivere delle grandi emozioni!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 06

Partenza: Dal Parcheggio a pagamento del Rifugio Valentini (2218 m)

Tappe intermedie: Rifugio Salei (2222 m), Baita Maira (2307 m), Rifugio Fredrich August (2293 m),

Arrivo: Rifugio Sandro Pertini (2300 m)

Distanza totale percorsa: 7,5 km

Dislivello: +230m; -230m

Tempo: 2 ore andata e ritorno escluse le soste

Difficoltà: Facile/Medio (T/E)

Percorribile con bambini: Sì, è possibile percorrere il sentiero Federico Augusto anche con i bambini. Sicuramente non è indicato per i più piccoli il primo tratto che sale a Forcella Rodela (2313 m) per la grande pendenza da affrontare (in questo caso è d’obbligo lo zaino portabambino) da lì in poi, facendo attenzione a qualche tratto un po’ più scosceso di altri, avendo pazienza e insegnando loro le tecniche per affronatre al meglio discese e salite, si può fare. Assolutamente no il passeggino da trekking.

Tipo di fondo: Il primo tratto fino al Rifugio Federico Augusto è su strada carrabile sterrata e nella grande salita verso forcella Rodela anche cementata. Dal Rifugio Federico Augusto al Rifugio Pertini il sentiero ha i connotati alpini e quindi in parte su fondo di terra rossa, poi più sassoso.

Nonostante avessimo già calcato il Sentiero Federico Augusto fino al Rifugio Sasso Piatto con tanto di salita al Col Rodela (qui il trekking), ci mancava ancora da vedere il primo tratto del sentiero che parte dal Passo Sella e quindi abbiamo deciso di spostare verso destra della nostra mappa, la partenza e l’arrivo. Considerando che allora avevamo una sola piccola accompagnatrice e per di più in zaino, ora abbiamo anche dovuto fare i conti con molte altre piccole gambe da non stancare troppo e quindi ecco spiegato il perchè non abbiamo ripetuto la traversata completa.

Partiti di buona mattina e giunti in macchina al Passo Sella da Canazei, il problema di trovare parcheggio si fa più arduo del previsto data l’enorme presenza di mezzi di ogni genere in così poco spazio. Fortunatamente l’intuito ci porta a seguire le indicazioni per il parcheggio del Rifugio Valentini che, dopo aver aver superato la grande G di benvenuto nella Val Gardena, svoltando a sinistra, si raggiunge su una strada abbastanza stretta ma non troppo lunga. Qui un simpatico parcheggiatore saprà trovare un posto dove farvi mettere la macchina in ogni situazione.

Appena scesi dalla macchina il panorma promette già bene

Una volta scesi dalla macchina, il meteo ci costringe ad imbardarci come se dovessimo partire per una spedizione artica, infatti il sole nascosto dietro le nuvole non aiuta a scaldare l’aria gelida che il vento ci butta addosso con violenza.

Lasciamo subito ai nostri piedi il Rifugio Valentini (posto più sotto rispetto al parcheggio) e imbocchiamo il sentiero n. 557 che da subito si presenta largo e pianeggiante e ci permette di ammirare alla nostra destra il gruppo del Sassopiatto e del Sassolungo, in particolare da sinistra a destra troviamo il Sas da Mesdì (3081 m), il Cinque Dita (2998 m) e oltre la Forcella Sassolungo sopra la quale si intravede il Rifugio Toni Demetz (2685 m) c’è lo Spallone del Sassolungo (3081 m).

Sass de Mesdì, Cinque dita e Sasso Lungo

Alla nostra sinistra il panorama si apre via via sull’intera Val di Fassa, sormontata dal Col Rodela (2484 m) nelle nostre immediate vicinanze e più a Sud/Est lo spettacolare ghiacciaio della Marmolada.

Il panorama diventa sempre più bello ad ogni passo che facciamo

In pochi minuti giungiamo subito all’esclusivo Rifugio Salei che non è altro che un hotel a 4 stelle, bellissimo, costruito su una posizione dai panorami magnifici e con un bel angolino dedicato ai più piccoli con il laghetto con le trote, la gabbia dei conigli, l’orto, le altalene e lo scivolo.

Il Rifugio Salei

Dopo una piccolissima sosta per un caffè al volo, partiamo subito per affrontare l’importante muro in salita che ci si presenta subito di fronte. Qui la strada si fa cementata e, salendo senza darci tregua, ci porta attraverso i bellissimi prati che dal Sassopiatto scendono verso valle e raggiungiamo un’altra tappa intermedia che è Baita Maira.

Inesorabile salita verso Baita Maira, prima e poi Forcella Rodella.
Arrivati a Baita Maira

Anche qui una piccola sosta per il timbro e un saluto veloce alle sue simpatiche caprette e ripartiamo volenterosi di toglierci di dosso questo enorme fardello di questa faticosa salita. Raggiungiamo quindi, a 2313 m, Forcella Rodela, ampio crocevia in cui si congiungono il sentiero 529 che scende dal Rifugio Des Alpes e dalla stazione di monte della funivia Col Rodela, il sentiero 557 che è il proseguimento della nostra via e un altro tratto del sentiero 529 che scende diretto a Campitello di Fassa.

Colpo d’occhio da Forcella Rodela

Proseguiamo dunque, lungo il Sentiero Federico Augusto, su segnavia 557, in direzione dell’omonimo Rifugio, che si trova a pochi passi da qui, in leggera discesa.

Si scende subito verso il Rifugio Friedrich August

Il Rifugio Federico Augusto è famoso per il suo allevamento di yak, ma purtroppo, con dispiacere notiamo che la statua gigante di yak che avevamo fotografato qualche anno fa non c’è più, peccato perchè avremmo voluto mostrarla anche ai bambini.

In processione raggiungiamo il rifugio

Poco male, entriamo nel rifugio soltanto per prendere il timbro e proseguiamo nel nostro cammino, seguendo il sentiero che ci porta sul retro del rifugio e con delle scalette intagliate nel terreno, ci accompagna in discesa, nel mezzo dei prati in cui gli yak pascolano beati.

Proseguiamo lungo il sentiero
Bella Vista sul Col Rodela

Dal Rifugio perdiamo circa 40 metri di dislivello fino a che il sentiero, sotto alle Cinque Dita (2998 m) e al Sasso Levante (3114 m) attraversa con una curva secca una piccola valle scavata da un piccolo torrentello.

Un primo attraversamento

Da questo punto in poi, il sentiero riprende di nuovo quota e, attraversando un primo tratto un po’ scosceso per il fondo poco solido e poi seguendo la via su fondo sassoso, passeggiamo tranquilli, gustandoci alla nostra sinistra il panorama sempre più spettacolare sulla Val di Fassa.

Il sentiero prosegue lungo il fianco del Sasso Piatto
Magnifici paesaggi
Bellissima la vista sulla Val di Fassa

Data la variabilità del tempo in questa giornata, siamo costretti a fermarci più e più volte per toglierci o infilarci uno o più strati di abbigliamento e grazie a queste soste possiamo anche guardarci alle spalle, ammirando il Col Rodela che svetta solitario di fronte alla Marmolada e al Sass Pordoi. Guardando verso Nord, invece, l’immensità delle pareti del Sasso Levante ci fanno sentire piccoli visitatori in un mondo di giganti.

Proseguiamo sotto il Sass de Mesdì
In fondo i Denti di Terra Rossa

Procediamo dunque, sempre in direzione Ovest, seguendo l’andamento del versante Sud del gruppo del Sasso Piatto, quindi attraversando ancora qualche valletta solcata da piccoli torrenti.

Altro passaggio sulle insenature create dai torrenti

In poco di un’ora dal Rifugio Federico Augusto, tocchiamo il punto più alto di questo tratto di sentiero e da qui in poi, nuovamente in discesa, dopo una piccola svolta, tra i pini e i massi, iniziamo a intravedere il Rifugio Pertini che raggiungiamo in un quarto d’ora circa.

Il Rifugio Pertini è ormai alla nostra portata

Il Rifugio Pertini, a 2300 m di quota, è costruito su una bella piana posta proprio sotto Il Dente del Sassopiatto (3000 m) e sotto al Sas da Mesdì (3081 m) con stile tradizionale, ricoperto da tavole di legno scure, il tetto a spiovente e i tradizionali scuri rossi e bianchi. Da qui, si gode di una vista meravigliosa sulla Val di Fassa e sulla Marmolada e verso Ovest si possono gustare i Denti di Terra Rossa che sovrastano il piccolo e inconfondibile tetto rosso del Rifugio Alpe di Tires, raggiunto dal sentiero che risale tutta la Val Duron.

Il Rifugio Pertini sotto il Dente del Sassopiatto, gremito di gente

Dato che il vento ci da un po’ di tregua e le nuvole stanno via via lasciando un po’ di spazio al Sole, decidiamo di pranzare seduti sull’erba ordinando dei favolosi panini con la salsiccia e una bella birretta fresca, al chioschetto del rifugio, posto subito di fronte all’entrata.

Anche da qui i panormai sono meravigliosi

Mentre i bambini si divertono sulle altalene e sullo scivolo, trascorriamo un paio di ore in tranquillità a contemplare la magnificienza di tutto quello che ci circonda.

Altalenate infinte

Così dopo una serie di foto e ritratti con sfondi da favola, più o meno riuscite, decidiamo di rimetterci in marcia sulla strada del ritorno, sulla stessa via dell’andata.

La bandiera ladina su uno spuntone di roccia
Un ultimo sguardo verso L’Alpe di Tires

Ora la luce è splendida e le ombre che si creano sui prati sotto al Rifugio Friedrich August fanno dei paesaggi da cartolina.

Ripartiamo con questo spettacolo negli occhi

Avanzando ammaliati da questa bellezza, buttando l’occhio ogni tanto sui massi alla nostra sinistra riusciamo anche a scorgere un bel gruppetto di stelle alpine. Da qui, ormai, per arrivare al Rifugio Friedrich August manca poco, consapevoli però, che all’andata abbiamo fatto un bel pezzo in discesa che ora sarà inevitabilmente salita.

Le nuvole impreziosiscono con luci e ombre la distesa verde
Gli Yak pascolano beati

Dal Rifugio Pertini, ritorniamo al Federico Augusto e quindi alla Forcella Rodela in un ora di cammino. Qui, il Sole che inizia a scendere, ci regala un gioco di luci fantastico sulla parete Ovest del Sella e più a Nord sul Cir e sul Passo Gardena. Procedendo in ripida discesa verso il Rifugio Salei, possiamo ammirare anche questo gioco di luci sul ghiacciaio della Marmolada.

Di nuovo a Forcella Rodela
E chi se lo perde questo spettacolo?

In 10 minuti, quindi, con un occhio in alto e un occhio a terra per fare attenzione a non finire con il sedere sui sassi, arriviamo al Rifugio Salei e qui ci fermiamo per fare merenda con una buona fetta di strudel e lasciar giocare un po’ i bambini sulle altalene e sullo scivolo.

La luce del tardo pomeriggio si fa via via sempre più magica e non vorremmo fare altro che rimanere qui ad ammirare tutto questo spettacolo.

La luce calda del Sole che piano piano scende
Ancora una foto alla triade impreziosita da fiorellini
Due Aconito Napello e la Marmolada sullo sfondo

Purtroppo la macchina ci aspetta e la strada da fare per tornare a valle è tanta, quindi riprendiamo la marcia per il breve tratto che manca per raggiungere il parcheggio ed entrare al Rifugio Valentini per mettere anche il suo timbro nei nostri passaporti.

Nonostante la classica coda in discesa dal Passo Sella per raggiungere Canazei abbia prolungato di un bel po’ il nostro viaggio di ritorno, arriviamo a casa soddisfatti e felici di vedere che anche i piccoli erano contenti di aver trascorso una bella giornata e di aver fatto una bella camminata, nonostante fossimo quasi alla fine delle vacanze e i km sulle loro gambe iniziavano a farsi sentire.

Planimetria del trekking, powered by Komoot
Altimetria del trekking, powered by Komoot

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