Oggi andiamo alla scoperta di un altro pezzettino delle nostre Dolomiti Venete. Un angolino nascosto, lontano dai grandi panorami ma che comunque sa ben difendersi per bellezza paesaggistica. La Val Zoldana infatti, campione invernale del turismo sciistico, posta sul versante Sud/Est del Monte Civetta, sa offrire meraviglie, tradizione e cultura tutte venete, anche d’estate e la Val Pramper ne è l’esempio. In perfetto equilibrio con la presenza dell’uomo, il Torrente Prampera scorre per millenni lungo questa valle, osservato dal Castello di Moschesin e dalla Cima di Pramper e ci accompagna a scoprire un piccolo gioiello qual è la Malga Pramper. Qui l’amore per la natura e la passione per il proprio lavoro sono alla base dei ragazzi che gestiscono questo ambiente e noi, non da turisti ma da visitatori, ci accingiamo a raggiungere questo luogo di pace e tranquillità.
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 25
Partenza: Località Pian de La Fopa (1245 m)
Tappe intermedie: Nessuna
Arrivo: Malga Pramper (1540 m)
Distanza totale percorsa: 7,8 km
Dislivello: +340m; -340m
Tempo: 2 ore abbondanti sola andata con bambini
Difficoltà: Medio (E)
Percorribile con bambini: Sì, dal parcheggio di Pian de La Fopa, la strada è abbastanza larga e asfaltata per un bel pezzo e poi diventa sterrata fino alla malga, sempre restando larga. Non presenta particolari difficoltà se non alcuni tratti che presentano una buona pendenza, motivo per cui sconsiglio l’uso del passeggino da trekking, anche se il fondo lo consentirebbe. Ovviamente consiglio sempre l’uso dello zaino portabambini e, in presenza di bambini più grandicelli, di sfruttare una bella giornata di sole per farli camminare senza prestare l’occhio all’orologio.
Tipo di fondo: strada forestale in parte asfaltata e in parte sterrata per buona parte sotto al bosco e poi nell’ultimo tratto attraverso una bella vallata pratosa.
Per il nostro primo trekking in Val Zoldana, abbiamo scelto uno dei posti che, nella zona, viene consigliato per la maggiore per i bambini. Stiamo parlando della Val Pramper e dell’omonima Malga.
Giungendo dall’agordino, scendiamo in valle percorrendo la stretta Strada Provinciale 347 che da Agordo, attraversando il Passo Duran, porta a Dont. Da qui, svoltiamo a destra, sulla Strada Regionale 251, in direzione Forno di Zoldo e appena scorgiamo il campanile del piccolo centro abitato, iniziamo a rallentare. Da li a poco, seguendo le indicazioni ben poste per Malga Pramper, svoltiamo a destra su una stradina asfaltata che da li a poco inizia a farsi sterrata e a guadagnare pendenza. Nonostante i tratti stretti e le asperità del terreno, proseguiamo con la macchina per circa 4 km, sempre seguendo i cartelli che portano a Pian de La Fopa.
Qui è presente uno spiazzo ben curato in cui è possibile parcheggiare la macchina e anche salire sulla navetta che, nel periodo estivo, porta direttamente alla Malga, punto strategico per la partenza per altri innumerevoli trekking in questa zona così bella e così selvaggia.

Parcheggiata l’auto quindi, ci mettiamo in marcia lungo il sentiero 523 con passo tranquillo, sotto lo Spiz di Mezzodì (2324 m), alla nostra sinistra, costeggiando il bosco che, alla nostra destra, si fa via via sempre più fitto.

Un primo tratto di sentiero asfaltato affianca il letto larghissimo e di sassi bianchissimi del Torrente Prampera. Lasciamo alla nostra sinistra il Giaron de la Fopa, uno dei più imponenti ghiaioni delle Dolomiti che riversa sul Torrente Pramper una quantità enorme di detriti, frutto della disgregazione delle pareti verticali, facendo un salto di mille metri di dislivello.

Subito dopo incontriamo un bel ponticello di legno che attraversa il Torrente Pramper e ci conduce al Rifugio Sora l’Sass, ma noi proseguiamo sulla nostra strada.

Procediamo sempre in costante salita, addentrandoci via via nel bosco che ci tiene al fresco e così, dopo circa un’ora di cammino, giungiamo in un punto in cui sgorga una piccola sorgente dal fianco destro del bosco, per immettersi nel Torrente Prampera. Qui non è presente nessuna indicazione ma la carta indica che siamo giunti alla località Acqua della Madonna.

La salita si fa via via sempre più decisa e dopo aver svoltato a destra, affrontiamo 3 tornanti abbastanza tosti per i nostri piccoli, ma tutto sommato, siamo riusciti senza faticare troppo, a convincerli a proseguire.
Trascorsi altri 40 minuti circa di camminata, rinfrescati dal bosco, ecco che quest’ultimo inizia ad aprirsi e a lasciare spazio a zone più ampie e verdeggianti. Qui sulla nostra destra, incontriamo l’imbocco del sentiero 536 che giunge da Pian de La Fopa, attraversando la località I Masarei.


Dopo altri pochi minuti di camminata, arriviamo in località Pian di Palui a 1500 m. Giunti qui la salita impegnativa è superata e i bambini possono iniziare a godersi, avanzando in falso piano, i bellissimi prati verdi che ora, via via, andremo ad attraversare, incorniciati dalla ruvida Cima di Pramper (2409 m).



Continuiamo il nostro terkking, finalmente con il naso volto verso l’alto ad ammirare il panorama. Il sentiero scorre leggero, e i larici che qui e la sorgono solitari sulla vallata verde, ci accompagnano e riempiono il nostro sguardo di meraviglia.



Di lì a poco la salita riprende anche se in modo leggero e il sentiero ci riporta ancora per un breve tratto sotto al bosco regalandoci un meraviglioso scorcio su una bella cascatella in cui scende il Torrente Prampera.


Ancora pochi passi, qualche curva e il bosco è nuovamente alle nostre spalle e di fronte ai nostri occhi si apre , come spesso accade quando raggiungiamo una malga, un vero e proprio luogo ameno.

La Malga Pramper sorge sulla sommità pianeggiante di una piccola altura verde, all’imbocco del sentiero che conduce al Rifugio Sommariva al Pramperet. Ai piedi di questo piccolo colle verde, il Torrente Prampera scorre placido, di passaggio dalla Val Balanzola, incastonata tra il Castello di Moschesin (2499 m), la Cima de le Balanzole (2080 m) e la Cima di Pramper (2409 m), per poi tuffarsi nella Val Pramper. Sulle sue verdi sponde le mucche pascolano tranquille e si godono l’aria fresca e i raggi caldi del sole. Noi, ammirando tutto questo, con passo leggero affrontiamo l’ultima piccola salita che ci fa entrare nella corte della Malga.


Il proseguo verso il Rifugio Sommariva al Pramperet prevede un’altra ora di cammino e altri 300 m di dislivello. Per un gruppo di adulti magari con ragazzi al seguito sarebbe più che fattibile, ma noi, con bambini piccoli, riteniamo che siano stati molto bravi ad essere arrivati fino a qua senza protestare e per questo decidiamo di pranzare e riposare alla Malga.
Il menù non è molto ampio, come è consuetudine di una vera Malga, anzi, per la verità è composto soltanto da un tagliere di affettati e da un piatto caldo, quindi non proprio indicato per i più esigienti, e non è il nostro caso. Quest’ultimo infatti, il Piat de Malga Pramper (con polenta, tocà da boja, schiz e pastin), accompagnato da una bella birra fresca e un buon dolce fatto in casa, ci ha saputo veramente deliziare, peccato che queste prelibatezze, dopo una bella camminata come questa, finiscano sempre presto!

Terminato il riposino, dopo qualche gioco sulla fontana della Malga, scendiamo verso il torrente dove le mucche, complice l’orario di pranzo in cui il flusso umano è rallentato, si sono prese i loro spazi e si lasciano avvicinare anche dai più piccoli.


Dopo poco, ci rimettiamo nuovamente in marcia sulla via del ritorno e anche il più piccolo, che giustamente l’andata l’ha fatta per buona parte nello zaino, ha preteso di scendere sui suoi piedini come un vero campione.
Così, ripercorrendo interamente il sentiero dell’andata, in completa discesa e in piena tranquillità, raggiungiamo Pian de La Fopa e quindi la nostra automobile, in un’ora e mezza di cammino.


Di certo chi è abituato agli ampi spazi, ai grandi panorami e alle Malghe Gourmet dell’Alto Adige, probabilmente rimarrà deluso. Questo posto è per gli amanti della montagna selvaggia, di quella montagna che già abbiamo raccontato in altri articoli che è rimasta inalterata negli anni e, vuoi per la posizione geografica, vuoi per il tipo di ambiente, non si è lasciata sfruttare con eccesso dall’uomo. Qui, il turista che passeggia in questi sentieri, lo fa per respirare pace, per cercare la tranquillità interiore e godere dell’equilibrio che l’uomo e la natura hanno saputo trovare senza stravolgersi l’uno con l’altra.


