Nei boschi di Cima Sappada verso Malga Tuglia

Oggi percorreremo un trekking che è tra i grandi classici durante la nostra permanenza a Sappada. La non eccessiva difficoltà, la modesta rapidità nel percorrerlo, ma soprattutto la possibilità di portare a casa formaggi freschi buonissimi, fanno di Malga Tuglia una tra le nostre mete più gettonate. Questo luogo, nel corso degli anni, ha saputo resistere alla burocrazia e alla crisi che, in questa zona e nell’Alta Carnia, hanno spazzato via una ad una le malghe più belle e importanti che puntinavano i nostri percorsi. Qui, grazie alla forza d’animo delle varie gestioni che via via si sono susseguite, ancora oggi possiamo godere di una malga attiva che lavora secondo le regole della tradizione. Seguiteci quindi, e vedrete perchè torniamo qui così spesso.

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 01

Partenza: Dal parcheggio della seggiovia Monte Siera a Cima Sappada (1278 m)

Tappe intermedie: Nessuna

Arrivo: Malga Tuglia (1599 m)

Distanza totale percorsa: 9,96 km

Dislivello: +390m; -380m;

Tempo: 2 ore e 20 minuti andata e ritorno, soste escluse

Difficoltà: Facile/Medio (E)

Percorribile con bambini: Sì, nello zaino portabambini da tutte le età, se la mamma o il papà che portano lo zaino sono abituati a certi dislivelli, i bambini, camminando con le loro gambe, possono approcciarsi a questo sentiero a partire dai 4/5 anni se già abituati alla montagna e con l’aiuto di un adulto su alcuni tratti scivolosi. Non è possibile utilizzare il passeggino da trekking.

Tipo di fondo: Primo tratto su strada sterrata che va via via a stringersi su sentiero alpino, dapprima attraverso fronde e poi su tratto stretto e ghiaioso costeggiando il torrente. Poi in mezzo al bosco per salita ripida e subito dopo su pietraia attraverso i pini mughi. Si torna nuovamente nel bosco su fondo misto e l’ultimo tratto su strada forestale.

Il nostro trekking inizia di buona mattina dal parcheggio della seggiovia Monte Siera di Cima Sappada, a 1278 m, dove lasciamo la macchina e imbocchiamo subito, in direzione Forni Avoltri, il riconoscibilissimo sentiero CAI n.320. Il sentiero, una via larga e sterrata, per un piccolo tratto scorre parallelo alla Strada Regionale 355 e poi, in crescente ascesa, svolta a destra e si addentra nel Bosco Longrone.

Il parcheggiodella seggiovia Monte Siera a Cima Sappada, il sentiero parte a sinistra, dietro l’ultima catasta di legne
Partenza del sentiero n. 320

Passeggiamo, seguendo questa via, guadagnando quota, per mezz’ora, godendoci il fresco del bosco di prima mattina e seguendo i piccoli tornanti che seguono le insenature scavate sul versante che sta alla nostra destra, da dei piccoli ruscelli, che scendono verso valle, attraversando direttamente il sentiero.

Scorci dal Bosco Longrone sul Monte Vas
Passeggiando nel bosco

Ad un tratto, quasi senza rendercene conto, il sentiero perde i connotati di “strada” e diventa stretto e sassoso e qui inizia a costeggiare, sulla sua sponda sinistra, il Rio Geu che solca le rocce del suo letto con eleganza. Attraversiamo dunque una piccola strettoia in cui fare attenzione soprattutto con i più piccoli perchè in caso di fondo bagnato potrebbe essere scivolosa ma nulla di preoccupante, un paio di passi sicuri e la lasciamo alle nostre spalle in un battibaleno. Da qui, in mezzo a fronde di arbusti che invadono un po’ la via, avanziamo sempre su fondo ghiaioso, attraversando su massi piccoli ruscelli che affluiscono nel Rio Geu.

Il sentiero tutto d’un tratto diventa stretto
Passaggio che affianca il torrente

Dopo qualche passo ancora, le fronde iniziano ad aprirsi e il fondo si fa più erboso e giungiamo al bivio con il sentiero 230 che porta al Passo Geu Basso con sentiero attrezzato. Noi quindi continuiamo sulla nostra strada, svoltando verso sinistra e attraversiamo su un bel ponticello di legno prima il Rio Geu e poi un piccolo affluente che, alla nostra destra scende leggero su massi ricoperti da verdissimo muschio soffice.

Il bivio con il sentiero attrezzato verso Malga Geu Alta
Passaggio sopra un bel ponticello

Qui il sentiero ci regala uno scorcio meraviglioso. Infatti, seppur in ripida salita (attenzione in periodo di piogge che risulta scivoloso), risaliamo questo piccolo torrentello costeggiandolo alla sua destra, attraverso radici e massi, ammirando questo paesaggio fiabesco e addentrandoci via via nel bosco.

il sentiero risale questo bel torrente

Sempre in salita, sempre più accentuata, camminiamo per pochi minuti sotto le conifere ai piedi del Monte Geu (2109 m) e dopo un ora abbondante totale di cammino, ci ritroviamo su un piccolo tratto sassoso, contornato da pini mughi, al di la dei quali, la vista su Sappada allieta la nostra camminata.

In salita sotto al Monte Geu
Breve tratto sotto al bosco
Passeggiando in mezzo ai pini mughi, si apre la vista su Sappada

Dopo questo tratto caratterizzato da rocce e piccole scalette naturali che si passano senza troppi problemi, rientriamo nel bosco. Ora avanziamo sempre su sentiero stretto, su fondo morbido, facendo attenzione a terra alle radici e ad altezza fronte ai rami e a qualche tronco abbattuto dal maltempo non ancora rimosso.

Nuovamente in mezzo al bosco, ma qui diventa più semplice

Dopo un breve tratto ancora in salita, ora il sentiero inizia a spianare e con un leggero sali-scendi, prima e poi completamente in discesa poi, dopo mezz’oretta di cammino ci congiungiamo con la strada forestale che giunge dall’anello di Biathlon dei Piani Luzza, con segnavia n.230.

Sulla strada forestale che giunge dai Piani di Luzza
Una bella farfalla

Da qui si torna a passeggiare in tranquillità, sotto al bosco, fiancheggiando il Colle degli Scoiattoli (1643 m). Affrontiamo una piccola discesa e quindi una salita e nuovamente un breve tratto di discesa per poi, in salita, uscire dal bosco e attraversare i bei prati della Malga che accolgono le mucche pascolare serene. Così, ai piedi del Monte Cimon (2422 m) posto alla nostra destra, saliamo sul colle dove è posta la Malga, affrontando gli ultimi due tornanti.

Fuori dal bosco, iniziamo ad attraversare i prati di Malga Tuglia
Ecco le mucche!
Ancora un paio di tornanti

La Malga Tuglia, costruita ai piedi del Monte Tuglia (1931 m), nel comune di Forni Avoltri, è posta su di un piccolo colle erboso e pianeggiante dal quale si gode di un ottima vista su Sappada e sul più vicino Colle dei Mirtilli, sul Monte della Piana (2162 m) e più in là, alla fine della vallate, sul gruppo delle Terze.

Eccoci alla Malga!
La vista su Sappada, in fondo tra la Terza Piccola (a sinistra) e il Monte del Ferro (a destra) le Dolomiti di Sesto

In Malga è possibile pranzare con il Frico (tipico piatto friulano) con la polenta fatta sul paiolo sulla legna ardente, con altri piatti tipici, con panini ripieni di salumi di produzione propria, come abbiamo fatto noi, ma soprattutto è possibile acquistare i formaggi di produzione propria. Noi veniamo spesso qui proprio per questo.

Polenta a volontà per tutti!

Caricati quindi gli zaini di ottimo formaggio fresco, complice anche il tempo incerto, ci avvicendiamo sulla strada del ritorno che, semplicemente, segue la via dell’andata.

Il monte Tuglia
Da sinistra: Monte Pleros (2314 m), Creta della Fuina (2350 m) e Monte Cimon (2422 m)

Raccomando di prestare attenzione nei tratti in discesa più ripidi. Qui la presenza di grossi lastricati rocciosi non sono molto simpatici in caso di pioggia.

Nonostante tutto, il tempo è riuscito a trattenersi e a lasciarci raggiungere l’auto asciutti e così, in un’oretta e mezza di cammino, eccoci nuovamente a Cima Sappada. Con un trekking così, pieno di avventura e mai noioso, le nostre giovani guide si sentono orgogliose di averlo fatto e pronte per una nuova avventura.

Planimetria del trekking, powered by Komoot
Altimetria del trekking, powered by Komoot

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