Sappada Panoramica parte 1 – Salita alla Capanna Bellavista

Uno dei punti di forza di Sappada è la capacità di offrire percorsi totalmente personalizzabili in base al proprio grado di allenamento, al meteo e al tempo di percorrenza ma soprattutto con partenza dalla porta di casa. Oggi vi andremo a raccontare uno di questi trekking che, come spunto di partenza, può offrire a tutti ottime idee per poter trascorrere qualche ora immerso nella natura ma comunque a due passi dal centro di Sappada. Vi porteremo in un luogo in cui potrete ammirare l’intera vallata sappadina da una prospettiva tutta nuova, come mai l’avete osservata e come mai immaginavate di poterla ammirare. Questa volta però abbiamo voluto strafare e quindi a tutto questo abbiamo aggiunto la cornice del Sole che sorge. Quindi puntate la sveglia che ci si alza presto e vestitevi che fuori fa freddino! Si parte!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 01

Partenza: Dalla Borgata Fontana di Sappada, presso Pizzeria da Renato

Tappe intermedie: Nessuna

Arrivo: Capanna Bellavista (1538 m)

Distanza totale percorsa: 8,32 km

Dislivello: +270 m; -270m

Tempo: 1 ora e 20 soste escluse

Difficoltà: Facile (T)

Percorribile con bambini: sì, tenendo conto di impiegare più tempo del previsto e del fatto che salendo alla Capanna Bellavista si macina il 90% del dislivello dell’intera passeggiata. In aggiunta, a parte questo, i sentieri non sono mai complicati e/o pericolosi, molti tratti si percorrono su strade o vie asfaltate. Seguendo questo percorso non è possibile utilizzare il passeggino da trekking a causa di qualche passaggio stretto e per la forte pendenza per salire alla Capanna. Con qualche variante si può comunque percorrere un anello molto soddisfacente anche con il passeggino. Sempre ok lo zaino portabimbi.

Tipo di fondo: Molti tratti su strada asfaltata, una parte in mezzo al bosco su sentiero sassoso, poi a Cima Sappada attraverso prati e in salita alla Capanna Bellavista su sentiero largo e sterrato.

Visto che un famoso motto dice che “Il mattino ha l’oro in bocca” questa volta decidiamo di seguirlo e di partire alla scoperta di un’altra classica passeggiata di quando ci si trova a Sappada, con una luce diversa.

Usciamo di casa alle 6 del mattino e il termometro segna 6 gradi, ma il cielo è terso, solo una piccola nuvola sopra le Terze oltre le quali la Luna si avvia al tramonto.

Siamo in Borgata Fontana, precisamente di fronte alla pizzeria da Renato e da qui inziamo a camminare sul marciapiede della strada principale in direzione Cima Sappada. Costeggiamo l’Hotel Corona Ferrea e subito dopo il parccheggio dell’Haus Michaela e il Sole che sorge inizia a tingere il Monte Siera, davanti, e le Terze dietro di noi di un bel rosa salmone carico.

L’alba sulla Terza Grande e la Terza Media

Con l’arietta fresca che ci accarezza la faccia e questo spettacolo che ci spalanca gli occhi, svoltiamo subito a destra, in discesa, in direzione della stazione di valle della seggiovia Pian dei Nidi.

Ancora uno sguardo alle Terze, scendendo verso la stazione di valle della funivia Pian dei Nidi

Da qui, svoltiamo a sinistra sulla pista ciclabile asfaltata e la percorriamo tutta, costeggiando il fiume Piave.

Camminando lungo il Piave, ammirando il Monte Siera

Camminiamo per circa un quarto d’ora e la pista ci porta di fronte alla ex caserma degli alpini “Fasil” e noi, mantenendo al destra, sempre costeggiando il Piave, raggiungiamo il ponte che ci permette di attraversare il fiume e giungere così al sentiero che, svoltando a sinistra ci farebbe scendere all’Adventur Park, ma noi proseguendo dritti, ci addentriamo nel bosco, in salita, dove, dopo circa 5 minuti di camminata, sbuchiamo nei prati di Cima Sappada, proprio sopra a strapiombo sul Camping Park. Da qui, complici giochi che la luce di quest’ora fa con le molteplici guglie e canaloni del Monte Siera (2443 m) lo spettacolo è meraviglioso.

Seguiamo il Sentiero Naturalistico per arrivare a Cima Sappada

Ci soffermiamo per fotografare questa meraviglia e proseguiamo seguendo la traccia e i cartelli lungo il prato fino a che sbuchiamo, a fianco al Museo della civiltà Sappadina, in centro a Cima Sappada, di fronte alla piccola e graziosa chiesa della frazione.

I prati di Cima Sappada, sovrastati dal Monet Siera
Il campanile della Chiesa di Cima Sappada

Attraversiamo la strada e seguiamo le indicazioni per le Sorgenti del Piave. Qui, sempre su strada asfaltata, attraversiamo il bel borgo storico di Cima Sappada, con tutte le sue casette di legno perfettamente adornate con mille fiori di tutti i colori.

Curiosando tra le case di Cima Sappada

Dopo circa altri 10 minuti di passeggiata, usciamo dal borgo e, costeggiando il fianco Nord-Ovest del Col dei Mirtilli (1521 m), giungiamo all’imbocco del sentiero che sale proprio su questo colle per portarci alla Capanna Bellavista.

Attacco del sentiero per Capanna Bellavista

Il sentiero potrebbe scoraggiare i meno avvezzi alle passeggiate in montagna, infatti da subito presenta una pendenza importante, ma, come già descritto in altre passeggiate sappadine, il mio consiglio è sempre quello di non mollare e di proseguire secondo il proprio passo.

In ripida ascesa quindi, percorriamo dapprima un paio di tornanti e dopodichè il sentiero, largo e sempre sotto al bosco, prosegue dritto, sul finaco Nord del colle, in direzione Ovest.

La salita è subito importante

Durante la salita dapprima ammiriamo il sole che timidamente fa filtrare i suoi raggi attraverso i rabi degli abeti e dei pini, poi con tristezza osserviamo anche qui il disastro causato dalla Tempesta Vaia e subito dopo apprezziamo la bella e enorme distesa di piantine di mirtilli che ricoprono il sottobosco di questo colle che prende il suo nome proprio da questa caratteristica.

Il Sole fa capolino tra i rami, si può notare la pendenza del sentiero a destra
L’ultimo tratto, meno pendente

Così, in venti minuti di camminata spedita ecco che tra gli alberi, uno scoiattolo attraversa furtivo il nostro sentiero ed ecco apparire la grande statua della Vergine Maria. Al suo fianco sventola il tricolore e alle sue spalle ecco la Capanna Bellavista, ora chiusa, ma in altre occasioni, in passato, l’avevamo trovata aperta.

Il bosco distrutto da Vaia
Eccoci arrivati
La Capanna Bellavista

Una volta giunti qui si capisce subito perchè a questa capanna è stato dato questo nome: la vista sulla valle sappadina da qui sopra è totale, da Est verso Ovest, con il sole alle nostre spalle che illumina i bellissimi prati verdi e le aspre cime che circondano le borgate di Sappada. In fondo, oltre la Terza Piccola ecco le Dolomiti di Sesto.

La statua della Madonna che veglia su Sappada
Panoramica della vallata di Sappada
Genziane Alpine

Tutto è così bello quassù che ci verrebbe voglia di restare qua a contemplare questa meraviglia, ma la giornata è ancora lunga, quindi dopo un ultimo sguardo e ancora qualche altra foto, ci dirigiamo verso il sentiero da cui siamo arrivati e con passo veloce e sicuro bruciamo la discesa in pochissimi minuti.

Un ultimo sguardo alla Capanna prima di scendere

Ora, scesi dalla Capanna Bellavista, svoltiamo a destra e ci troviamo nuovamente sulla strada che da Cima Sappada conduce alle Sorgenti del Piave e proseguiamo su di essa.

Troviamo dapprima le indicazioni per i fienili Staipe di Plotzen, ma noi proseguiamo verso sinistra e poi rimaniamo ammaliati dai prati che andiamo ad attraversare con passo costante, in falso piano.

Al bivio con i Piani di Plotzn, proseguiamo a sinsitra
Meravigliosi prati

Di lì a poco arriviamo ad uno stop e quindi ad un bivio. Svoltiamo bruscamente a sinistra, seguendo quindi il corso del Fiume Piave, che scorre ora alla nostra destra, e in decisa discesa giungiamo in poco tempo ad ammirare il bel mulino ad acqua, soggetto di molte rappresentazioni di Sappada.

In discesa, tornando a Valle
Il mulino ad acqua, non più funzionante, di Cima Sappada

Procediamo quindi seguendola strada che ci conduce sulla strada principale di Sappada. La attraversiamo e procediamo seguendo il marciapiede. Da qui in poi camminiamo tranquilli, osservando le belle case tipiche di Sappada, gli Alberghi, ammirando i monti che ci circondano e apprezzando ancora la bella luce che questa favolosa mattinata ci ha regalato.

Bel ponticello pedonale sul Rio Funer
Cataste di legna

In venti minuti di cammino eccoci nuovamente al punto di partenza pronti per fare una bella colazione, una bella doccia calda e cominciare con slancio questa giornata dalle condizioni meteo davvero fantastiche.

La salita alla Capanna Bellavista può essere presa arrivando da molte parti. A noi piace con questa passeggiata ad anello, ma soprattutto alle più disparate ore del giorno. Una volta in cima lo spettacolo non delude mai. Quindi ora lascio a voi, carta alla mano, lasciarvi ispirare da questo nostro spunto e decidere quale itinerario scegliere per raggiungere questo luogo meraviglioso!

Planimetria del trekking, powered by komoot
Altimeria del trekking, powered by komoot

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