Quest’oggi faremo una passeggiata un po’ insolita, andremo alla scoperta delle frazioni di Agordo seguendo un tour che non è una vera e propria escursione dato che si snoda su un percorso misto, tra boschi e centri abitati. In realtà il dislivello non è proprio trascurabile e la stagione in cui l’abbiamo praticato chiede di non lasciare niente al caso, quindi può accontentare anche i camminatori più esigenti. Dal nostro punto di vista, questa è la tipica passeggiata di quando uno si alza da tavola a pranzo e non ha voglia di starsene a casa, quella passeggiata che serve ad ossigenare i polmoni e la mente pur stando vicino alla propria abitazione e senza dover prendere con sè troppe cose. Se siete ad Agordo non serve neanche spostare la macchina, tutto è molto comodo. Siete pronti per un paio di orette in compagnia? Si parte!
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 25
Partenza: Villalta, nei pressi dell’Ospedale di Agordo
Tappe intermedie: Rif, Colvignas, Farenzena
Arrivo: Tour ad anello, si ritorna ad Agordo
Distanza totale percorsa: 7,5 km
Dislivello: +400 m, -420 m
Tempo: 1 ora e 30 min soste escluse
Difficoltà: Intermedio (E)
Percorribile con bambini: sicuramente i bambini più grandi possono affrontare questo percorso in primavera/estate. Noi l’abbiamo fatto in inverno, da una certa quota in poi la strada è ghiacciata e bisogna camminare sulla neve. Sconsiglio l’utilizzo del passeggino da trekking per le pendenze.
Tipo di fondo: La prima metà del perscorso, in salita, si svoglie su strada asfaltata. Poi si prosegue in discesa attraverso il bosco su sentiero largo fino a Farenzena. Da qui fino al ritorno, nuovamente su strada asfaltata.
Questo tour è perfetto per passare un pomeriggio in compagnia con un amico/a o con la moglie/marito quando i bambini sono con i nonni e non si ha voglia di restare a casa a fare sempre i soliti lavori.
Infatti, in un bel pomeriggio di fine inverno, soleggiato e fresco, dal caseggiato di Villalta, a circa 684 m di altitudine, posto vicino all’ospedale di Agordo, dall’incrocio tra via Brent, via Villalta e via Fontana, ci dirigiamo, in salita, lungo quest’ultima via, una calle lunga e stretta che ci conduce tra case e casette, ad aggirare l’area nord dell’Ospedale di Agordo. Dopo 5 minuti giungiamo ad un incrocio in cui via Fontana scende verso il centro di Agordo e invece, proseguendo diritti, si sale in direzione Rif.
Proseguiamo dunque scegliendo quest’ultima opzione e percorrendo, in costante salita, un tornate dopo l’altro, ci avviciniamo sempre di più alla piccola frazione di Rif, mentre il centro di Agordo, sotto di noi diventa via via sempre più piccolo.

Dopo altri 10 minuti circa di cammino, ci troviamo di fronte ad un bivio, dove a sinistra si segue la strada principale per giungere in centro a Rif, mentre a destra si fa una via alternativa. Ovviamente imbocchiamo anche questa volta la seconda opzione e ci intrufoliamo in mezzo alle vecchie e fitte case di Rif, tra fontane, vecchi fienili e portoni antichi. Inerpicandoci attraverso questo micro mondo, giungiamo in breve tempo al centro di Rif, zona che può essere dichiarata tale quella in cui è presente il famoso, per la gente della zona e non solo, Ristorante da Carla (provare per credere!).

Da qui continuiamo a seguire la strada principale e, sempre in salita ma in poco tempo, ritroviamo alla nostra destra il cartello di inizio territorio di un’altra piccola frazione di Agordo, Piasent.

Non la attraversiamo ma procediamo, seguendo la strada principale, alla nostra sinistra, seguendo le indicazioni per Malga Framont.

Da qui la strada, pur rimandendo asfaltata, in quanto la malga è raggiungibile anche in macchina (in estate), si fa via via sempre più stretta e sale attraverso un piccolo bosco di conifere e latifoglie. Mano a mano che avanziamo, la piccola strada entra ed esce nel bosco, lasciandoci gustare bellissimi scorci sulle Pale di San Lucano, sull’Agner e dietro ad essi sulle Pale di San Martino e le Cime del Focobon. Così in poco tempo, raggiungiamo un altro piccolo caseggiato, ci troviamo a Colvignàs.


Da qui la strada si presenta con fondo ghiacciato, soprattutto ai bordi, e carreggiata abbastanza stretta, quindi è d’obbligo prestare attenzione a dove si mettono i piedi e se si ha un paio di ramponcini elastici (bastano questi) è bene calzarli per evitare di finire gambe all’aria inutilmente.


Tra le fronde ecco farsi sempre più vicino il Mont Alt de Framont (2181 m), con dietro di sè l’appuntito corno del Framont (2186 m). Nel mezzo, dalla congiunzione di questi due gruppi rocciosi, si può notare la Forcella di Sejere (2003 m) dove, da qui non si vede, sale un ripidissimo sentiero direttamente da Malga Framont.

Così in circa un ora di cammino, giungiamo al punto più alto della nostra passeggiata, al bivio con il sentiero CAI 548, in zona Fienili Dòn, dove una gruppento di bambini si divertono con gli slittini e i bob su un bello spiazo innevato.

Da qui seguiamo le indicazioni per Agordo, proseguendo verso sinistra, lungo il sentiero 548. Facendo molta attenzione per la bella pendenza in discesa ghiacciata, ritorniamo nel bosco e passeggiamo sul sentiero innevato prestando attenzione alla via più battuta per non sprofondare troppo.


Rimaniamo sulla via più larga, senza seguire i cartelli che ci indicano la via per Agordo seguendo il sentiero 548 che scende, ripido, la Val di Frela, e col Sole che piano scende dietro la Croda Granda, attraversiamo il bosco tra fienili e spazi ariosi e giungiamo subito dietro alla casa posta più in alto della frazione di Farenzena. Percorriamo un breve tratto di strada paviementata a ciotoli con a fianco delle murette a secco che presto, attraversando alcuni vecchi fienili, si riversa sulla strada asfaltata, dove la neve non c’è più.



Seguendo la strada principale, quindi, sempre in discesa, manteniamo il caseggiato di Farenzena alla nostra sinistra e tra un tornante e l’altro ammiriamo dall’alto la conca agordina, imbiancata e incastonata tra le vette Bellunesi, i Monti del Sole, il gruppo della Cimonega, il gruppo dell’Agner e le Pale di San Lucano.


Via via scendiamo di quota e dopo aver percorso una decina di tornanti entriamo in un’altra tipica frazione di Agordo, Parech. Qui, assieme alle vicine Toccol e Prompicai, è possibile ammirare i bellissimi graffiti che ornano le mura esterne delle case, raccontando scene di vita quotidiana della gente agordina di un tempo. Oltre a questo, a Pasquetta è possibile ammirare i “Popi”, graziosi fantocci di paglia che animano i giardini delle abitazioni di questo luogo. Vi consiglio di spaziare tra le varie stradine e viette che vi capita di incrociare senza paura di perdervi, ormai da qua l’orientamento è facile.
Alla prima deviazione utile, svoltiamo a sinistra, sempre su una viuzza stretta, in mezzo alla belle case di questa frazione e proseguiamo sempre dritti, sempre in discesa, fino a congiungerci con Via 4 Novembre 1918, che è la strada principale che attraversa il centro di Agordo, di fronte al distributori di benzina Europam.
Ora in piano, seguiamo il marciapiede, seguendo la strada che ci conduce verso la Chiesa Arcidiaconale e, dopo poche centinaia di metri, svoltiamo nuovamente a sinistra in via Brent, dove, in salita, tra strettoie e piccole case arroccate, lasciamo il sole scomparire completamente dietro al Monte Agner e ritorniamo a Villalta, sotto un bel cielo dalle mille sfumatura viola e arancione, dove abbiamo iniziato il nostro giro.
Nonostante non sia una vera e propria escursione, dato questo misto di centro urbano e bosco, questa camminata ci ha soddisfatto molto per la pace che si può trovare a due passi dal centro di Agordo e per la bellezza di questi boschi, sentieri e vie, per fortuna poco praticati. Inoltre l’abbiamo trovata molto interessante dal punto i vista culturale dato che ci ha permesso di visitare praticamente tutte le frazioni di Agordo con un unico tour, scoprendo le caratteristiche e le bellezze che ciascuna ha da offrire.


