Oggi la voglia di farci stupire ci porta in un luogo magico, dove tutto scorre lento e il verde dei prati e il bianco della roccia acciecano gli occhi. Oggi entreremo in un regno dove le mucche pascolano beate senza fare troppo caso all’uomo che magari le disturba pretendendo di fare loro delle carezze. Attraverseremo una valle incorniciata all’interno di un contesto da cartolina quale solo le Pale di San Martino sanno offrire e ci lasceremo coccolare dalla bontà dei prodotti tipici della Regione Trentino, preparati con la maestria e la cura che solo i malgari veri sanno offrire. Tutto questo, incredibile, facendo poca fatica, bastano le scarpette da trekking e il minimo indispensabile nello zaino. Allora pronti che si parte!
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 22
Partenza: Dal parcheggio a Piano dei Casoni, subito dopo il Passo Valles (1690 m)
Tappe intermedie: Malga Venegia (1778 m)
Arrivo: Malga Venegiota (1824 m)
Distanza totale percorsa: 7,16 km
Dislivello: +150m; -150m
Tempo: 2 ore e mezza andata e ritorno, soste escluse
Difficoltà: Facile (T)
Percorribile con bambini: Sì, il sentiero è sempre largo con modesta salita, mai difficile e mai impegnativo, percorribile tranquillamente anche con passeggino da trekking. Ottimo percorso per i bambini più grandicelli per iniziare a rodare le gambette.
Tipo di fondo: Sempre strada forestale sterrata e larga
Scendendo con l’auto dal Passo Valles verso la Strada Regionale 50 che conduce al Passo Rolle, dopo un paio di tornanti, incontriamo a sinistra le indicazioni del parcheggio a pagamento per la Val Venegia e qui svoltiamo, attraversando il Rio Vallazza, e lasciamo la macchina. Nel periodo di ferragosto consiglio di arrivare molto presto alla mattina. Il grande afflusso di gente potrebbe tenervi in macchina ad attendere il posto più del previsto.

Partiamo subito, zaini in spalla e percorriamo la strada sterrata, seguendo le indicazioni per Malga Venegia.

Qui, sotto i freschi abeti, il torrente Travignolo, scorre contro il nostro senso di marcia per tuffarsi nel Rio Vallazza, ma ci accompagna con il suo scrosciare, per una mezz’oretta, fino a che davanti a noi si apre un grande spiazzo di un altro parcheggio, la strada diventa sterrata e il bosco inizia ad aprirsi e a rivelarci le Pale di San Martino nella loro bellezza, nonostante qualche nuvola cerchi di guastarci il panorama.


Sopra di noi, alla nostra sinistra, sopra una bella altura verdeggiante, proprio sotto a Cima Valles (2305 m) ecco spuntare la Malga Venegia che raggiungiamo in 5 minuti di cammino.


Qui facciamo colazione con una prelibata fetta di torta, ammirando il panorama e una volta preso il timbro, ci rimettiamo in marcia, tornando sulla via principale, scendendo per il tratto più lungo.
Da qui in poi passo dopo passo la Val Venegia si rivela ai nostri occhi piano piano in tutto il suo splendore. Bellissimi prati puntellati qua e la da bei gruppeti di abeti, il torrente Travignolo che scorre lento alla nostra destra, mucche di ogni razza che pascolano o si riposano beate all’ombra delle conifere.


Alzando lo sguardo quindi, ecco che la cornice a questo quadretto bucolico non è da meno. Infatti da sinistra a destra il Monte Mulaz (2906 m), la Cima del Focobon (3054 m), la Cima di Valgrande (3038 m), la Cima della Vezzana (3192 m) e il Cimon della Pala (3184 m) ci danno il benvenuto in questo luogo a dir poco pittoresco.

Sempre in leggera salita, senza però mai rendercene conto, grazie alle piacevoli distrazioni che ci avvolgono, tra una foto e l’altra e tra un tentativo e un altro di accarezzare una mucca, in poco meno di un’ora di cammino, da quando abbiamo lasciato la Malga Venegia, raggiungiamo la Malga Venegiota.


Qui, ammirando sempre il paesaggio e tutto il contorno delle Pale di San Martino, ci sediamo all’aperto e ordiniamo un bel piatto della casa composto con polenta, funghi salsiccia e la tipica Tosella trentina. Come accompagnamento ovviamente una bella birra weiss e per concludere una ottima fetta di strudel.
La curiosità ci avrebbe spinto anche a proseguire verso Baita Segantini, ma il tempo incerto, una mamma incinta e una bimba ancora alle prime armi ci hanno fatto desistere. Per questo quindi decidiamo di trascorrere qui un po’ di tempo dopo pranzo e rilassarci al cospetto di queste meraviglie.

Dopo un po’, a malincuore, ritorniamo su nostri passi per rimetterci sulla via del ritorno che avviene ovviamente sulla stessa traccia dell’andata, ora completamente in discesa e senza fare tappa a Malga Venegia.

Così in 40 minuti torniamo al parcheggio nonostante l’andatura molto blanda e la imperterrita osservazione delle mucche in riposo.


Questo luogo magico, così facilmente raggiungibile è perfetto per iniziare i più piccoli alla montagna, ma penso anche ai disabili, alle persone in carrozzina. Qui è perfetto per far godere anche loro della meraviglia che la Natura ci ha donato dandoci la possibilità di contemplare le Dolomiti.

Sicuramente qui torneremo, questa volta in programma c’è un trekking più ardito. Quindi non abbandonateci e state con noi!



Un pensiero riguardo “Attraverso la Val Venegia e le sue malghe”