Quella di oggi è una passeggiata alla scoperta di un altro piccolo tesoro che la Val di Fassa custodisce al suo interno gelosamente. La Valle San Nicolò infatti, da al suo visitatore, l’immediata sensazione di trovarsi in uno di quei mondi che leggi nei libri delle fiabe oppure vedi nei film in cui tutto è perfetto. Qui, come in altri posti che abbiamo conosciuto durante le nostre avventure, l’uomo è entrato in punta di piedi e sempre con la dovuta delicatezza vi si è stanziato, senza disturbare quel giusto equilibrio che solo Madre Natura sa offrire. Attraverseremo prati verdissimi accompagnati dalle acque impetuose del Rio San Nicolò, ammireremo le mucche al pascolo, una intrepida marmotta che si spinge oltre il bosco, un po’ più in giù dei suoi haitat normali e la bellezza delle cascate che alla fine della vallata fanno da cornice a questo luogo di pace e serenità. Non solo, anche l’essere umano, con il duro lavoro e la bellezza delle sue tradizioni riesce ad arrichhire un contesto già splendido di suo e questo è il posto giusto per poter ammirare tutto questo. Allora che ne dite? Partiamo?
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 06
Partenza: dal parcheggio a pagamento in zona Sauch
Tappe intermedie: Malga Mezzaselva (1868 m), Baita Ciampiè (1826 m)
Arrivo: Baita alle Cascate (2035 m)
Distanza totale percorsa: 8,11 km
Dislivello: +270 m; -270 m
Tempo: 2 ore andata, 2 ore ritorno, soste incluse
Difficoltà: Facile (T)
Percorribile con bambini: Certo, è uno degli itinerari più consigliati da fare con i bambini. La leggerezza del dislivello e il percorso che si snoda la prima metà su strada asfaltata e poi su sterrato, lo rendono un itinerario ideale da poter essere percorso col passeggino da trekking. Per i bambini che iniziano ad avvicinarsi alla montagna è un’ottima passeggiata per poter prendere confidenza con l’ambinete montano. Ovviamente lo zaino portabimbi va bene anche in questa situazione.
Tipo di fondo: Sempre su strada larga, fino a Baita Ciampiè, asfaltata, da la in poi su sterrato.
Dal centro di Pozza di Fassa, seguiamo in automobile, lungo la strada principale, le indicazioni, su cartello marrone, per la Valle San Nicolò. Appena usciti dal centro abitato, la strada si stringe leggermente e ci conduce in lieve salita, affiancando il Rio San Nicolò, prima alla Malga al Crocefisso e poi al parcheggio a pagamento in località Sauch.
ATTENZIONE: dopo la tempesta Vaia, per aiutare l’ambiente a riprendersi non sottoponendolo ad ulteriori sforzi portati dalla massiccia presenza umana e di automobili, gli abitanti della valle hanno deciso di limitare l’ingresso in valle soltanto mediante navetta a pagamento, con partenza in zona Camping Vidor, facilmente riconoscibile per il grande spiazzo in cui è possibile lasciare la vettura e la casetta di legno che fa da fermata. L’arrivo è il parcheggio a pagamento, menzionato poc’anzi. Il biglietto è acquistabile direttamente a bordo della navetta ma per essere sicuri di tutto (orari e costi) è sempre meglio informarsi ogni estate direttamente sul sito della APT Val di Fassa, www.fassa.com.
Iniziamo dunque la nostra passeggiata spensierata seguendo l’unica via possibile e cioè la strada asfaltata che si presenta davanti a noi. Questa, sempre in leggera pendenza, attraversa da subito dei bellissimi prati verdi gremiti di mucche al pascolo e già da qui la vista inizia a cogliere, in lontananza, il Col Ombert (2670 m) e la Cima de l’Om (3010 m) che racchiudono in uno stretto catino questa bellissima vallata.


Mano a mano che si avanza, il paesaggio si fa sempre più ricco di fiori e di masi e, se capitate nel periodo giusto (ultimi giorni di luglio) non potrete fare a meno di notare un brulicare di persone in fermento intente a decorare le loro capanne e la strada per la bellissima Festa Tà Mont (Festa tra i monti, qui tutte le info).
La nostra passeggiata prosegue spensierata, l’unica cosa a cui dobbiamo prestare attenzione è di tanto in tanto al trenino che fa la spola fino a Baita Ciampiè (1826 m), che raggiungiamo con tutta la dovuta calma gustando il panorama e ammirando le belle composizioni floreali con cui la gente del posto adorna le proprie baite.


Per chi come noi ha bambini piccoli al seguito, la Baita Ciampiè è un perfetto punto di ristoro che fa da inframezzo nella nostra passeggiata e permette ai più piccoli di sedersi un attimo e fare un piccola sosta merenda-pipì.


Da qui in poi lasciamo la strada asfaltata per percorrere il sentiero CAI 608, sempre largo e sterrato, mai impegnativo, ma in cui il dislivello inizia a crescere, senza però darci mai troppi pensieri.
Il nostro percorso prosegue affiancanti ancora per un po’ dal Rio San Nicolò che ad un certo punto diverge dalla nostra traiettoria. Ad un tratto scorgiamo una marmotta che sbuca fischiando dai massi, poco fuori dal bosco (quote inusuali per questi animali) e ammiriamo i panorami che ci circondano rimanendo estasiati. Così, in un’oretta e mezza, dopo averle scorte tra i rami degli abeti, giungiamo al cospetto delle belle cascate che scendono dal Col Ombert e qui troviamo anche la Baita alle cascate, nostri punti di arrivo e di ristoro.


La baita, piccola e graziosa, costruita in legno e pietra, non offre molto spazio al suo interno ma da la possibilità di sedersi a pranzare anche fuori, quindi, qualora foste decisi a pranzare in baita, il consiglio è quello di scegliere una giornata con bel tempo, perchè in caso trovaste molta gente, non vi scombinerebbe il fatto di poter pranzare all’aperto.

Data la fame dei più piccoli e dato che non c’è ancora molta gente, decidiamo di accomodarci subito e ordinare i prelibati piatti tipici che la cucina offre.
Provveduto quindi a placare la fame, la baita è circondata all’esterno da un ampio prato sul quale i bambini possono correre liberi. Inoltre è possibile anche andare a vedere da vicino le cascate che, data la loro leggera pendenza, non paiono burrascose e pericolose.

Trascorriamo qui, quindi, un bel paio di orette in completo relax, fino a che, come ovvio, nelle giornate estive in montagna, il pomeriggio quasi mai lascia scampo, e infatti un bel gruppo di nuvoloni inizia a coprire il sole, spinti da un forte vento.

Senza farci prendere dal panico, iniziamo quindi con calma a raccogliere le nostre cose e a rimetterci in marcia sulla via del ritrorno che è uguale a quella dell’andata.

Passo dopo passo, nonostante il vento, le nuvole decidono di graziarci e il sole si riprende la scena. Così, ad un certo punto, incuriositi dalle insegne, dopo aver superato Baita Ciampiè, svoltiamo a destra, in salita, per raggiungere Malga Mezzaselva.
Qui, nel tardo pomeriggio, è possibile vedere le mucche che rientrano nella stalla ma soprattutto è possibile gustare il latte appena munto e mangiare yogurt e panna di produzione propria davvero speciali.

Dopo quest’ultima pausa, ritorniamo sui nostri passi col sole che, piano piano, inizia ad indebolire la sua forza estiva. Da li a poco raggiungiamo il parcheggio, punto di partenza di questa mattina, dove ad attenderci c’è la nostra vettura, pronta a riportarci giù in paese.

Questo luogo è un’esperienza unica, tornerete a casa con gli occhi e il cuore pieni di stupore e meraviglia. I bambini vi ringrazieranno di averli portati qui e continueranno a chiedervi di andarci: qui non si fa fatica, qui si vive sereni e si ammirano le bellezze della natura mentre le gambe vanno da sole.


