Scendendo dal Passo San Pellegrino in direzione Moena, ci ha sempre incuriosito l’ovovia che passa sopra la strada e sale inesorabile attraverso il bosco. Non conoscevamo l’Alpe Lusia e dopo qualche esplorazione fatta sulla mappa Tabacco, abbiamo deciso di intraprendere un trekking insolito, tutto in discesa, ma che prometteva di regalare comunque grosse soddisfazioni, sia per i più grandi ma soprattutto per i più piccini. Detto fatto, una volta scesi dall’ovovia, l’Alpe Lusia, angolo remoto e verdeggiante della Val di Fiemme, ci ha imbambolati con i suoi paesaggi rilassanti e i suoi panorami da urlo e non ci resta altro che lasciarci trasportare dalle sue dolci discese alla scoperta di queste Dolomiti così particolari. Venite con noi in questo tour meraviglioso se siete curiosi di conoscere un posto diverso dal solito!
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 06
Partenza: Dalla stazione di valle dell’ovovia Lusia, giù dal Passo San Pellegrino, in direzione Moena
Tappe intermedie: Chalet Valbona (1831 m); Rifugio Le Cune (2200 m); Rifugio Passo di Lusia (2055 m); Rifugio La Rezila (1800 m); Malga de Poza (1868 m)
Arrivo: Percorso ad anello, si torna al punto di partenza;
Distanza totale percorsa: 10,8 km;
Dislivello: +127 m; -960 m
Tempo: 6 ore soste incluse
Difficoltà: Facile/Medio (T/E)
Percorribile con bambini: Sì, è un trekking dove la salita si fa in ovovia e a piedi si va in discesa. I sentieri sono sempre larghi senza essere mai impegnativi. Sebbene in discesa la distanza percorsa non è poca e il carico sulle gambe a fine giornata non è indifferente, dato il dislivello negativo importante, il mio consiglio è, se si decide di percorrerlo con bambini piccoli, di usare lo zaino portabimbi, no passeggino da trekking, mentre se i bambini camminano, di portarli a 5-6 anni.
Tipo di fondo: I sentieri sono sempre strade sterrate, mai strette, solo un piccolo tratto di attraversamento in mezzo al bosco si presenta stretto, ma senza nessuna difficoltà.
Iniziamo la nostra giornata partendo dall’ovovia della Ski Area Alpe Lusia, aperta anche in estate che comodamente e in pochi minuti, ci porta allo Chalet Valbona a 1831 m. Usciti dalla stazione intermedia dell’intera linea dell’ovovia, già lo spettacolo verso Nord sulla Roda di Vael e sulle Torri del Vajolet è da lasciare a bocca aperta. Ma ben altre cose lasciano a bocca aperta i più piccoli, cioè il grande parco giochi dello Chalet e qui li lasciamo liberi di giocareper un bel po’. Qui ce n’è veramente per tutti i gusti: scivoli, altalene, sabbiere e anche una tenda sioux nella quale si può entrare!



Una foto di famiglia sullo splendido ponticello posto sopra ad un piccolo e delizioso laghetto, una colazione veloce allo Chalet e ci apprestiamo a salire sul secondo troncone dell’ovovia per raggiungere il punto più alto del nostro trekking, da cui inizieremo a camminare e cioè il Rifugio Le Cune a 2200 m.

Giunti qui in cima lo spettacolo si fa davvero imponente: la vista a 360 gradi è meravigliosa. A Nord Ovest abbiamo una vista mozzafiato sull’intero Gruppo del Catinaccio che via via spostandosi verso Est ci porta sul Gruppo Monzoni, Rizzoni e Costabella. Quindi ci soffermiamo un attimo sulle verdi spianate del Gronton e delle Lastè di Bocche per poi ammirare verso Sud Est la magnifica muraglia rocciosa delle Pale di San Martino. A Ovest, per concludere in bellezza, il gruppo della Viezzena e del Latemar.





Avvolti da questa immensa meraviglia, iniziamo questo trekking, atipico, al 99% in discesa, seguendo il sentiero 614 in direzione Rifugio Passo Lusia, visibile in basso. Il sentiero, che chiaramente ricalca la pista da sci invernale è sempre largo e per un primo tratto erboso, misto sterrato e leggermente pendente, ci accompagna attraverso i prati dove riposano tranwuille un bel po’ di mucche.


Dopo di questo tratto, il sentiero inizia a prendere, deciso, una pendenza verso il basso, su fondo erboso e carreggiate di cemento per agevolare le salite e le discese dei mezzi che servono i vari rifugi. Qui c’è un po’ da stare attenti a non scivolare e a non farsi male alle ginocchia ma niente di trascendentale. Se siete con bambini per mano, accompagnateli e rassicurateli, anzi, spiegate loro con tranquillità come affrontare queste discese procedendo a zig zag.


In mezz’ora di cammino raggiungiamo il Rifugio Passo Lusia a 2055 m, avvolto da bellissimi prati appena tagliati e qui, ammirando i versanti de Le Mandre (2275 m) e del Lastè di Lusia (2410 m), ci sdraiamo per una sosta ed un panino al sacco dato che tra i giochi e le foto ai panorami si è fatto quasi mezzogiorno.


Ritorniamo quindi sui nostri passi e imbocchiamo, appena dietro al Rifugio, in direzione Nord, il sentiero Naturalistico verso il Rifugio La Rezila.
Questo sentiero è su fondo sterrato, sempre largo, che passa attraverso prati, boschi e deliziosi anfratti che regalano scorci unici come unica è questa fetta di Dolomiti.



Passeggiamo dunque in tranquillità e spensieratezza, ammirando la natura che ci circonda, per un’altra mezz’ora e giungiamo al piccolo e carino Rifugio La Rezila a 1800 m.

Qui, sostiamo per una breve merenda e abbiamo così modo di ammirare questa particolare costruzione anche al suo interno.
Imbocchiamo dunque il sentiero 625 che taglia di traverso il bosco, sempre senza alcuno strappo di salita. Questo sentiero è stretto, attraverso i rami delle conifere e su fondo misto a terra battuta e radici. Con questo piccolo tratto di avventura, anche se comunque in falso piano, ritorniamo in zona Valbona e saliamo alla Malga de Poza a 1868 m, per ammirare i cavalli e le caprette che vivono nei recinti attorno a questo bell’edificio.



Da qui in poi inizia il tratto di discesa verso la stazione di valle dell’ovovia. Seguiamo quindi il sentiero 622 e, dopo aver passato nuovamente lo Chalet Valbona e dato un ultimo sguarmo al panorama, affrontiamo la pista da sci per il ritorno a valle, in mezzo al bosco via via sempre più fitto, tra un tornate e l’altro, perdendo passo dopo passo quota.
Così in 40 minuti di altra discesa eccoci nuovamente al punto di partenza dove c’è la nostra automobile ad aspettarci per fare ritrono a casa.
Sebbene sia stato un trekking di discesa, siamo rimasti molto soddisfatti di questo tour, per prima cosa perchè non conoscevamo l’Alpe Lusia e siamo riusciti ad esplorarne una buona fetta. Seconda cosa il panorama da lì cima è stato davvero inaspettato. Pochi, infatti, sono i luoghi così facilmente raggiungibili che offrano uno spettacolo a 360 gradi incredibile come questo.


