Oggi vogliamo andare alla scoperta del mondo delle Tre Cime di Lavaredo attraverso una via non così turistica come la solita andata e ritorno sul sentiero 101 (qui il racconto), ma ci spingeremo oltre, in un tour ad anello che girerà letteralmente attorno alle Tre Cime. L’escursione ci farà toccare più da vicino posti che, seguendo il sentiero 101, potremmo vedere e immaginare soltanto da lontano. Così riusciremo ad ammirare panorami inediti e ad assaporare appieno la bellezza di questo luogo incantato. Ovviamente qui le parole si sprecano a dismisura per descrivere la meraviglia del più famoso dei gruppi rocciosi delle Dolomiti, ma bando alle ciance, è ora di partire, avete lo zaino pronto? Seguiteci!
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 10
Partenza: Dal parcheggio del Rifugio Auronzo (2320 m)
Tappe intermedie: Lange Alm (2296 m), Rifugio Locatelli (2405 m)
Arrivo: Percorso ad anello, si torna al punto di partenza
Distanza totale percorsa: 9,4 km
Dislivello: +320 m; -330 m
Tempo: 3 ore e mezza soste escluse
Difficoltà: Medio (E)
Percorribile con bambini: Sì purchè li si aiuti a fare attenzione nel tratto Ovest durante l’andata, dove si attraversa un breve ghiaione su sentiero stretto. Per il resto, l’unica cosa necessaria è la pazienza e il bel tempo e questo percorso saprà regalarvi una giornata indimenticabile. Ovviamente non è possibile percorrerlo con passeggino da trekking, sì con zaino portabimbo. Se sono già abituati a camminare in montagna, lo si può percorrere con bambini dai 4 anni in su.
Tipo di fondo: Sempre sterrato, alcuni tratti stretti, altri più larghi, ma sempre dalle caratteristiche alpine. Sicuramente più battuta la via del ritorno (sentiero 101) dato il maggior afflusso di persone che la percorrono giornalmente.
Dal lago di Misurina, seguiamo le indicazioni per le Tre Cime di Lavaredo e, una volta attraversato il pedaggio Maut, raggiungiamo il Rifugio Auronzo a 2320 m e percheggiamo la nostra auto. Il consiglio è sempre quello di arrivare, specialmente nel periodo ferragostano, di mattina presto. Primo per il posto dell’auto, se il parcheggio è pieno vi toccherà salire dal pedaggio a piedi o con navetta, secondo perchè la passeggiata è completamente esposta al Sole quindi è consigliabile trascorrere al fresco il più possibile della giornata.

Dal retro del Rifugio Auronzo ci sporgiamo ad ammirare, giù dal Valon de Lavaredo, la Val D’ansiei al centro del quale brilla azzurrissimo il lago di Auronzo.

Ci mettiamo dunque subito sui nostri passi, verso Ovest, dalla parte opposto del flusso di persone che si affollano sul sentiero 101. Troviamo subito il cartello con le indicazioni e seguiamo il sentiero con segnavia 105, parte dell’Alta Via n. 4 che da San Candido conduce a Pieve di Cadore.

Per una buona mezz’oretta di cammino, costeggiamo il versante Sud delle Tre Cime, attravresando un bel prato verde, il Pian di Longeres, animato da qualche mucca, omini in pietra e da una vista strepitosa. Da qui infatti, con una giornata bella come questa si rimane già senza fiato: Cadini di Misurina, Sorapis, Faloria, Lago di Misurina e di Antorno, Cristallo e in fondo il Nuvolau, l’Averau e le Tofane. Già questo potrebbe bastare, ma ritornando con lo sguardo in direzione del sentiero ecco che sbuca dalla verde linea di orizzonte la massiccia Croda Rossa d’Ampezzo immediatamente dietro all’altopiano del Monte Piana.



Avanziamo attraverso brevi sali-scendi fino a che il sentiero non inizia a svoltare verso Nord per aggirare da Ovest le Tre Cime e qui, affrontiamo un breve tratto di salita.

Ci troviamo alla Forcella del Col de Mezo a 2324 m, dove uno steccato e un ben evidente cartello, ci indicano che siamo all’ingresso del Parco Naturale delle Tre Cime.

Superiamo quindi lo steccato e affrontiamo un breve tratto che ci fa attraversare con uno stretto ma mai pericoloso sentiero, il ghiaione che dal versante Ovest scende dal Sasso di Landro (2536 m) fino a valle. Qui la vista scende fino alla Valle della Rienza e più in la non faticheremo a scorgere le automobili che attraversano la Valle di Landro. Per chi soffre di vertigini consiglio di mantenere lo sguardo fisso in avanti e procedere con passo sicuro, anche se come si può vedere dalle foto non è niente di che ma è soggettivo.

Dopo pochi minuti ecco che il sentiero inizia a rifarsi più largo, le Tre Cime sono quasi alle nostre spalle e davanti a noi possiamo ammirare lo stupendo anfiteatro della Grava Longia, il bel altopiano che si distende ai piedi delle Tre Cime.

Questo bel pianoro collinoso è racchiuso da cime favolose. Da Ovest ad Est infatti ammiriamo la Torre degli Scarperi, La Torre di Toblin e il Sasso di Sesto dietro alle quali svetta la Punta dei Tre Scarperi (3145 m). Più in là, oltre la Forcella di Toblin, dove sorge il Rifugio Locatelli, ecco la muraglia del Monte Paterno con l’inconfondibile Salsiccia di Francoforte.

Proseguendo lungo il sentiero, ora in discesa, raggiungiamo in poco tempo la graziosa Langalm dove è possibile fermarsi per pranzare o consumare una merenda.

Noi ci soffermiamo ad ammirare i bei laghetti formati dalle sorgenti della Rienza ma soprattutto le mastodontiche Tre Cime di Lavaredo da un punto di vista, per noi, fin’ora, insolito.

Dopo aver affrontato un breve salita, procediamo in decisa discesa, ammirando tutto quello che circonda, sempre su sentiero largo e ben battuto, verso il Pian da Rin (2192 m): un bel pianoro verde dall’erbetta corta in cui le marmotte giocano felici tra di loro.



Dopo aver rubato ancora qualche scatto a Madre Natura, attraversiamo la piana e sempre su sentiero 105, proseguiamo in decisa salita verso il Rifugio Locatelli che vediamo passo dopo passo sempre più vicino.


Tra vari zig zag e passaggi su scalini di legno, attraverso reperti della Grande Guerra e meraviglie della natura, scattando foto qua e la, dopo circa 40 minuti, sotto un bel sole battente, raggiungiamo il Rifugio Locatelli a 2405 m, sulla Forcella di Toblin, terrazzo perfetto per godere della meraviglia delle Tre Cime di Lavaredo.



Questo luogo però non solo offre questa vista meravigliosa, ma dall’immediato retro del rifugio possiamo ammirare gli azzurrissimi laghi dei Piani, la verdeggiante Alpe Nemes, le Crode Fiscaline, La Croda Dei Toni (3094 m), Cima Una (2698 m) e il vicinissimo Monte Paterno (2747 m), senza dimenticarci che ad Ovest abbiamo ancora un’ampissima veduta sulla Croda Rossa d’Ampezzo.

Nonostante la giornata molto affollata riusciamo ad accapparrarci un posto sul terrazzo esterno del rifugio e a pranzare gustando uno tra i tanti meravigliosi piatti disponibili nel menù. La vista di certo non manca!

Terminato il pranzo trascorriamo un po’ di tempo in relax nei pressi del rifugio ammirando i panorami e cercando la giusta inquadratura per le nostre foto.



Dopo aver ercuperato le forze necessarie ed aver goduto di questo splendido tempo, imbocchiamo il sentiero 101 e con le Tre Cime sempre dritte in fronte a noi, iniziamo con calma a fare ritorno al punto di partenza.

L’arcinoto sentiero 101, scorre sotto al versante Ovest del Monte Paterno e conduce dal Rifugio Locatelli alla Forcella Lavaredo, in poco più di mezz’ora di cammino, alternando un primo tratto pressochè pianeggiante ad un tratto in salita. Percorrendolo è possibile godere di innumerevoli punti di vista diversi sulle Tre Cime e non mancheranno le occasioni per poter scattare più di una foto ricordo.

Giunti dunque alla forcella Lavaredo siamo al punto più alto della nostra escursione, 2454 m, e da qui, dopo un ultimo sguardo a questo ambiente stratosferico, proseguiamo seguendo il sentiero che ci accompagna, in discesa, in una decina di minuti, al piccolo Rifugio Lavaredo (2344 m).

Da qui in poi l’escursione si trasforma in una vera e propria passeggiata, il sentiero diventa bello largo e, attraversando i piani di Lavaredo, costeggia pianeggiante tutto il versante Sud-Est delle Tre Cime, permettendoci di godere della magnifica vista che i Cadini di Misurina hanno da offrirci.

Così, con un’ultima mezz’oretta di cammino eccoci nuovamente al Rifugio Auronzo e quindi alla nostra auto, pronti per scendere verso valle.
Questo tour ad anello è sicuramente più appagante della classica andata e ritorno via sentiero 101. L’esperienza di vivere e vedere le Tre Cime a 360 gradi vi rimarrà nel cuore a vita e saprà imprimervi nella memoria un ricordo indelebile. Così a distanza di molti anni ancora oggi, scrivendo queste righe, sento ancora il profumo di quell’aria e provo le stesse sensazioni provate quel giorno. Auguro a tutti voi che possa essere così!



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