Oggi vogliamo scoprire un luogo un po’ abbandonato ma che nel tempo, le storie, i racconti degli abitanti e le ballate importanti che ne narravano la sua bellezza, l’hanno reso, almeno per noi, un posto “mitico”. Così, senza fare troppi chilometri per salire e scendere i grandi passi dolomitici, abbiamo deciso di non muovere per niente l’auto e seguire un itinerario diverso dal solito. Una gita mista tra il centro di Agordo e le meraviglie dei suoi boschi, per far passare una giornata diversa ai più piccoli, ma anche fargli conoscere le cose semplici del nostro territorio. Se non avete mai sentito parlare del Col di Foglia e vi siete incuriositi, venite con noi!
Cartografia: Traccia non segnata su Tabacco 1:25000, Foglio 025. Meglio affidarsi a komoot, cartografie digitali o a mappe dettagliate di Agordo reperibili presso l’Ufficio Turistico
Partenza: Da Villalta (Agordo), comunque nei pressi dell’Ospedale di Agordo
Tappe intermedie: Nessuna
Arrivo: Sommità del Col di Foglia (745 m), comuqnue è un giro ad anello qundi si torna al punto di partenza;
Distanza totale percorsa: 5,34 km
Dislivello: +140 m; -140 m
Tempo: 2 ore e 30 minuti
Difficoltà: Facilissimo (T)
Percorribile con bambini: Certo, è perfetto per far passare una mattinata diversa ai nostri bimbi quando il tempo è un po’ incerto oppure il caldo in centro ad Agordo è troppo asfisiante. Non è percorribile con passeggino. Per tutto il resto: zaino marsupio e voglia di passeggiare in compagnia, si presta bene.
Tipo di fondo: Buona parte della passeggiata è su asfalto in mezzo ai vari caseggiati di Agordo, poi, sul Col di Foglia, su sentieri battuti a tratti sotto al sole con vegetazione bassa e altri in mezzo al fresco del bosco.
Per aprire la stagione sui monti con i nostri bimbi (quest’anno c’è chi è cresciuto, chi da stare seduto comodo nello zaino è passato agli scarponi e chi dalla comodità della pancia della mamma è passato a dover stare seduto nello zaino) durante il ponte del 2 Giugno, dato che il tempo era un po’ incerto ad alta quota, abbiamo deciso di rimanere in casa e andare alla scoperta di un luogo per noi un po’ mitologico, scenario dei giochi nei racconti lontani dei bambini agordini di una volta, ma non solo.
Infatti documentandomi sulla storia di questo piccolo colle che sbuca solitario sulla vallata agordina, parlando con le persone del posto, ho scoperto che Agordo e il Col di Foglia, hanno avuto, nel 1985, il loro momento di gloria. Infatti nell’album “E Tu” di Claudio Baglioni c’è una canzone che si intitola “Ad Agordo è così” che recita: “Ai fianchi annodo stretta la mia maglia e poi vado al Col di Foglia risalendo quel pendio e tiro su I calzoni troppo lunghi per andare a cercar funghi in un posto che so io…” (qui il link per ascoltarla).
Quindi dovevamo assolutamente trovare un momento per andare a visitarlo ed eccoci in cammino. L’attrezzatura ovviamente è diversa rispetto a quando ci approcciamo a quote ben più elevate. Le scarpe da trekking sono sufficienti e nello zaino portiamo una mantellina per la pioggia, acqua a volontà (ci sono le nuvole ma l’afa è tremenda) e qualche merenda per i più piccoli.
Partiamo da Villalta, all’incrocio tra Via Brent, Via Fontana e Via Villalta. Da qui iniziamo la nostra passeggiata lungo Via Villalta dove dopo pochissimi metri iniziamo a costeggiare, seguendo il marciapiede, la recinzione dell’Ospedale di Agordo. Proseguiamo dritti, ora la via Villalta diventa Via 21 Ottobre 1866 e la seguiamo fino a giungere davanti all’ingresso del Pronto Soccorso di Agordo.


Facendo attenzione, attraversiamo la strada, lasciamo alla nostra sinistra Via Fontana che sale verso Colvignas, il Bar Mc118 e imbocchiamo via Dozza.

Qui attraversiamo un bel gruppetto di case che culmina con un bel casolare rustico con una bella fontana antica e svoltiamo a destra, in Via Campo dei Fiori, dove delle belle casette di costruzione moderna fanno da contorno.


La via, leggermente in discesa, in qualche centinaio di metri, ci conduce ad un bivio, dove seguendo il suo naturale percorso, verso destra, andremmo in centro ad Agordo, ma noi, svoltando a sinistra, ci infiliamo in una deliziosa calle stretta tra casette antiche, casolari, e murette di pietra.

Proseguiamo fino a che questa viuzza non ci fa sbucare sulla più larga Via 5 Maggio 1948 e qui svoltiamo a sinistra. Lungo questo tratto di strada il panorama non è niente male, infatti un bel prato, sempre alla nostra sinistra, regala una bella apertura sulle Pale di San Lucano.

Avanzando ancora un po’, attraversiamo il torrente Rova passando sopra il ponte che troviamo alla nostra destra: da qui, nei giorni con cielo limpido, la vista sul San Sebastiano e il Tamer è fantastica.

Procediamo lungo la strada in Località Grave e lasciamo alla nostra destra il complesso sportivo di Agordo. Dopo un piccolo tratto in salita, ci troviamo a dover attraversare Via Roberto Paganini, che sale, verso sinistra, a La Valle Agordina e quindi al Passo Duran. Dopo aver effettuato l’attraversamento con attenzione, saliamo, sempre su strada asfaltata, in località Veran.


Seguiamo la strada, senza mai svoltare a nessun incrocio o bivio, per circa 600 m, attraversando ancora un bel agglomerato di abitazioni, alcune più nuove, altre più rustiche, ed ecco che ad un tratto la strada sfocia su un’ampia distesa verde e si trasforma in sentiero.

Qui si passeggia in mezzo all’erba, facendo attenzione ai rami degli alberi che invadono la via e dopo poco ci troviamo proprio ai piedi del Col di Foglia e del suo bel bosco.


Svoltiamo quindi a sinistra, seguendo la traccia evidente sul terreno. Non ci sono segnavie o cartelli di alcuna sorta ma qui la via è abbastanza larga e battuta in quanto è una strada di servizio per permettere ai tecnici di poter accedere all’antenna/ripetitore TV posta sulla sommità del colle, quindi non ci preoccupiamo più di tanto e facciamo affidamento sul nostro senso di orientamento.

Seguendo il percorso naturale del sentiero, sempre ai piedi del colle, ci troviamo ad un certo punto ad un bivio, dove proseguiamo verso destra, in moderata ascesa. Questo tratto, totalmente esposto al sole, richiede un po’ di impegno ai nostri camminatori più piccoli e quindi le richieste di acqua iniziano a farsi insistenti passo dopo passo. Fortunatamente, le fragoline che puntinano di rosso il bordo del sentiero danno una mano a tutti per procedere con la salita.

Mano a mano che procediamo con i nostri passi la salita si fa sempre più insistente ma non da crearci grattacapi, fino a condurci in un ampio pezzamento erboso nei pressi di una piccola e deliziosa capanna privata, dove troviamo parcheggiate le auto dei tecnici TV.

Da qui, possiamo capire a vista che l’antenna TV è vicina, infatti scorgiamo due vie per salire sulla sommità del colle: una molto ripida che raggiunge l’obiettivo tagliando ortogonalmente tutte le linee isoquote, l’altra più dolce, seguendo con tornanti abbastanza dolci, il versante est del colle.

Dato il fondo fangoso dovuto alla pioggia del giorno prima e dato che non era il caso di stancare troppo e subito i bambini, optiamo per la seconda via e, tra arbusti bassi e alberi abbattuti da Vaia, raggiungiamo in altri 10 minuti di cammino l’antenna TV alla quale non ci avviciniamo troppo data la presenza dei tecnici al lavoro.

Qui non c’è un vero e proprio terrazzo che permette di avere una vista ampia sul centro di Agordo, però voltandoci, riusciamo a scorgere il campanile di La Valle verso Est e il centro di Gosaldo verso Ovest, oltre ad avere un punto di vista completamente nuovo sull’Agner anche se la giornata, con queste nuvole così basse, non è tra le migliori.


Dopo aver ricaricato le pile, siamo pronti per ripartire con la nostra passeggiata. Per scendere ci sono due possibilità: una tornare indietro per il tratto appena percorso e imboccare, a destra il primo sentiero che si incontra, oppure scendere per la via più ripida che sta proprio sotto ai nostri piedi.
A furor di popolo optiamo per la seconda via (i bambini quando respirano azione diventano matti!) e quindi in men che non si dica scendiamo dal colle e ci congiungiamo al sentiero che ci fa continuare con la sua “circumnavigazione”. Attraversiamo quindi il versante Sud, molto colpito da Vaia, in discesa, facendo attenzione ai rovi che a volte si presentano in mezzo alla via e dopo poco seguiamo il sentiero che svolta versa destra e, quando incontriamo dei bivi, rimaniamo sempre sulla traccia più alta.

Da qui in avanti ci addentriamo nel bellissimo bosco di latifoglie e il sentiero si fa a tratti più stretto e scivoloso e ci richiede di proseguire in fila indiana facendo fare attenzione ai più piccoli.
Ora pare di essere in un mondo surreale, coperto da un manto di foglie secche, sotto le quali le lucertole ne approfittano per scaldarsi e pieno di vie e viette che vanno a volte su a volte giù, utilizzate dai boscaioli per raggiungere i tronchi da segare. Le radici che si intrecciano tra di loro e attraversano il sentiero su cui stiamo camminando fanno da cornice per accendere la fantasia dei più piccoli che iniziano confabulare tra di loro su storie di gnomi, volpi e marmotte.


Qui la nostra passeggiata si fa pressochè pianeggiante e siamo ormai sul versante Nord del colle; alla nostra sinistra, infatti, tra le fronde degli alberi, intravediamo il centro di Agordo. Dopo alcuni altri passaggi un po’ stretti, iniziamo a vedere il bosco che si dirada ed ecco che scorgiamo un bel capitello e un cartello con segnavia bianco e rosso indicante la via per l’anello del col di foglia. Questa dovrebbe essere l’ipotetica partenza del giro, anche se noi l’abbiamo trovata alla fine e non abbiamo trovato alcun segnavia su tronchi o rocce. Poco male, il richio di perdersi è veramente minimo.


Procediamo spediti su un bel saliscendi e dopo poco scorgiamo alla nostra sinistra una via che, scendendo tra gli alberi, ci conduce senza troppi patemi fuori dal bosco. Eccoci così ai piedi del colle, sulla strada sterrata che porta in cima al colle, esattamente di fronte al punto in cui ci siamo immessi all’andata.

Ora, svoltando verso sinistra, seguiamo questo sentiero, per non fare la stessa strada dell’andata e passeggiamo tranquillamente attraverso un bel prato con vista sulle Pale di San Lucano e la Marmolada.
Dopo qualche centinaio di metri passiamo attraverso una via aperta lungo uno steccato e ci ritroviamo di nuovo in Località Veran, su strada asfaltata e parallela a quella percorsa all’andata.

Proseguiamo quindi in direzione Agordo, attraverso le belle casette che ci sono qui, fino a ritrovarci nuovamente all’attraversamento di Via Paganini. Procediamo quindi sulla stessa strada dell’andata, attraversando il Torrente Rova e proseguendo lungo Via 5 Maggio 1948, questa volta però, dirigendoci verso il centro di Agordo.
Passato il vecchio Istituto Tecnico Minerario, attraversiamo l’incrocio e proseguiamo in via Carrera tra le strette calli del centro storico di Agordo e giungiamo in poco tempo di Fronte a Villa Monzoni e al Broi.



Da qui proseguiamo verso la Chiesa Arcidiaconale e quindi verso al parcheggio del supermercato Kanguro, sulla destra.
Attraversiamo il parcheggio e puntiamo alla destra dello stabile dove c’è un piccolo passaggio in salita che ci conduce a Vicolo Villalta.
Questo stretto passaggio, largo sì e no un metro, ci riporta, tra siepi fiorite, orti profumanti e ripide scalinate, al punto di partenza, cioè a Villalta.

I bambini sono stanchi, affamati ma soddisfatti della super camminata fatta. Un giro in mezzo al bosco come quello di oggi a volte, per loro, è proprio quello che serve per distoglierli dalla confusione a cui sono sottoposti durante le giornate in città.


