Oggi andremo alla scoperta di un posto carico di fascino e di storia. Attraverseremo con la macchina i passi Falzarego e Valparola per scendere in Alta Badia e salire a piedi il versante Nord-Ovest del Lagazuoi lungo il Valun de Lagaciò. Questo trekking “vertical” ci farà raggiungere in pochi km la nostra meta ma ci offrirà uno strappo in salita, in grado di mettere alla prova le nostre gambe e anche quelle dei più piccoli. Tutto questo, una volta arrivati, sarà ripagato da un luogo meraviglioso: panorami stupendi e giochi a non finire ma soprattutto lì ad aspettarci c’è una una deliziosa baita con una grande cucina. Se non avete un grande allenamento stringete i denti e tenete il passo cadenzato, ne varrà la pena, seguiteci!
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 07
Partenza: Dal parcheggio di Capanna Alpina (1720 m), dopo il Camping Sass Dlacia.
Tappe intermedie: Nessuna
Arrivo: Rifugio Scotoni (1985 m)
Distanza totale percorsa: 4,10 km
Dislivello: +240 m; -240m
Tempo: 2 ore e 30 minuti, andata e ritorno, soste escluse
Difficoltà: Medio (E)
Percorribile con bambini: Sì, il sentiero si snoda sul fondo della pista da sci, quindi è sempre largo e mai esposto. Presenta una bella pendenza per cui, anche se il fondo sterrato e erboso lo permetterebbero, sconsiglio l’utilizzo del passeggino da trekking. Sempre possibile invece, l’utilizzo dello zaino portabimbi e se qualche piccolo è già avvezzo alla montagna, si può, con pazienza, farlo camminare con le proprie gambe anche già dai 3 anni.
Tipo di fondo: Via per lo più sterrata e erbosa.
Ammirando le meraviglie del passo Falzarego, svoltiamo a sinistra verso il Passo Valparola e da qui scendiamo in direzione San Cassiano. Dopo aver percorso i suoi molteplici tornanti, lasciamo alla nostra destra l’Hotel Sarè e quindi il Camping Sass Dlacia e svoltiamo, sempre a destra all’imbocco successivo. Una strada per lo più sterrata ci accompagna in pochi km al parcheggio della Capanna Alpina.
Questo bel rifugio, è situato su una bella spianata verdeggiante e dalla vegetazione rigogliosa, all’imbocco del Plan da l’Ega, che fa da crocevia tra il Plan de Furcia, che conducie all’Utia de Gran Fanes e il Valun de Lagaciò che si inerpica fino ad arrivare al Rifugio Scotoni appunto.
Una volta scesi dall’auto, qui l’impatto è forte, infatti, da quanto sono vicini, ci troviamo subito sovrastati dal magnifico Piz dle Conturines (3064 m), dalla Piza dl Lech (2654 m) dalla Cima Scotoni (2874 m) e dal Sass De Dlacia (2216 m).


Dopo una piccola colazione al Rifugio, partiamo alla volta della nostra meta, seguendo le indicazioni per il sentiero n. 20. Questo sentiero, una strada forestale sterrata che ricalca per la maggior parte la pista da sci che scende dal Lagazuoi e collega Cortina con la Val Badia, scorre per un primo tratto tranquillo. Qui si passeggia per circa un quarto d’ora in falso piano, fino a condurci all’attacco della salita.


Da qui, la pendenza va via via facendosi sempre più impegnativa e con calma e pazienza, ammirando i bei gruppetti di pini mughi e i fiorellini nelle rocce, avanziamo assieme ai nostri piccoli camminatori.


Tornante dopo tornate, sotto il Sole cocente e sotto alla maestosità del Piza dl Lech, avanziamo sempre con grande calma e tranquillità, dosando le forze e le energie sulle gambette dei più piccoli. Così dopo circa un’ora di cammino ecco che il sentiero inizia ad aprirsi e il panorma inizia a farsi sempre più interessante.

Di fronte a noi non vediamo ancora il rifugio, ma riusciamo a vedere la muraglia del Col Bocia (2405 m) che si erige sul Valun de Lagaciò e va, con una V immaginaria a congiungersi con quella della Cima Scotoni, fino alle guglie del Grande Lagazuoi.

Qualche passo ancora ed eccoci sulla spianata che accoglie il Rifugio Scotoni, una bella casetta in pietra costruita su di un prato verde, sul finaco del Piza dl Lech. Da qua si scorge nitidamente il sentiero che prosegue e sale al Lago de Lagaciò, ma i più piccoli non ne hanno più e quindi decidiamo di fermarci qui e lasciarli giocare sui bei giochi in legno posti all’esterno del rifugio.

Mentre loro si ricaricano le batterie, noi ci accomodiamo sui tavoli all’estreno e ne approfittiamo per pranzare con un ottimo hamnburger della casa anche se, dato il profumo che arrivava da dentro, non avrebbe disdegnato neanche ordinare una grigliata, ma il tempo di attesa, data la gran ressa di questo giorno, sarebbe stato troppo grande.


Trascorriamo quindi un po’ del tempo dopo pranzo distesi sull’erba a goderci gli ultimi scampoli di Sole dato che, anche questa volta, le nuvole pare proprio abbiano deciso di rovinarci la giornata.

Dopo mezz’oretta ecco che anche il vento si fa complice e così, come la maggior parte delle persone che si trovano qui su, decidono di raccogliere le proprie cose e rimettersi in viaggio verso valle.
La discesa non risulta difficoltosa, anzi, data la velocità che ci fa prendere, ci avanza anche il tempo di scegliere una deviazione direttissima lungo un pendio erboso che percorriamo con gran foga e decisione, saltellando qua e la come degli stambecchi.
Così con i bambini divertitissimi, in 40 minuti ci ritroviamo alla Capanna Alpina e qui ci sediamo sui tavolini estreni sul suo bel atrio, per dissetraci con una bella skiwasser fresca.
Ironia della sorte, il meteo nuovamente si stravolge e le nuvole ora lasciano posto ad un bel Sole che avvolge la vallata con la calda luce dorata dei più bei pomeriggi dolomitici. Per questo decidiamo d trascorrere un po’ di tempo seduti qui a rilassarci e guardare i piccoli orgogliosi di aver raggiunto una meta così ambita e aver percorso una salita, per loro, così tosta.
Sicuramente torneremo, con i piccoli più grandi, per prima cosa per poter raggiungere il Lago de Lagaciò e per seconda per poter affrontare a più bocche quella meravigliosa grigliata che usciva dalle porte di quel Rifugio.


