L’autunno, anche se piano piano ci conduce verso l’inverno, è una stagione bellissima, ricca di colori, frutti, emozioni e sensazioni. Cosa c’è di meglio che vivere tutto ciò immersi nella natura e soprattutto immersi nei colori caldi dei boschi delle Dolomiti? Per fare ciò abbiamo scelto un posto e un itinerario a noi caro, cioè il sentiero 467, che ci conduce al Rifugio Città di Fiume. Questo sentiero l’abbiamo percorso in ogni stagione, sotto il caldo dell’estate e perfino calpestando la neve invernale trainando i nostri piccoli sul bob, ma l’autunno è stata la stagione che qui ci ha emozionato di più, e per questo, come avrete notato, raccontiamo solo adesso di questo trekking, nella sua veste più elegante. Vestitevi bene perchè le temperature qui sono ben altre rispetto a quelle a cui ci ha abituato l’estate, avete la macchina fotografica carica? Si parte!
Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 25
Partenza: Dal parcheggio al terzo tornante sulla strada che da Pescul porta al Passo Staulanza (1663 m)
Tappe intermedie: Malga Fiorentina (1799 m)
Arrivo: Rifugio Città di Fiume (1918 m)
Distanza totale percorsa: 4,75 km
Dislivello: +240 m; -220 m;
Tempo: 1 ora e mezza A/R, soste escluse
Difficoltà: Facile (T/E)
Percorribile con bambini: Certo che sì, il dislivello non è proibitivo, il fondo è largo e sterrato. Anche in inverno, il fondo innevato è ben battuto dai gestori del rifugio per cui lo si può raggiungere in qualunque situazione. E’ possibile percorrere il sentiero con passeggino da trekking e sulla neve, prestando un po’ di attenzione, scendendo con lo slittino o con il bob (Noi li abbiamo anche trainati a pieno carico in salita 😰). Ovviamente è un ottimo banco di prova per i più piccoli per testare quanto vi potranno seguire negli altri trekking.
Tipo di fondo: Sentiero largo e sterrato per lo più in mezzo al bosco con bei slarghi che offrono meravigliosi scorci sulle Dolomiti.
In una meravigliosa giornata dal cielo terso, di fine ottobre, attraversiamo l’agordino dirigendoci verso il Cadore e risalendo con la macchina il corso del torrente Fiorentina, percorriamo l’omonima valle rimanendo a bocca aperta per lo spettacolo di colori che paese dopo paese, troviamo davanti ai nostri occhi. Da subito, arrivati a Selva di Cadore, lo scorcio su Colle Santa Lucia, con la sua bella chiesetta, è da cartolina. Poi ci fermiamo a Santa Fosca a giocare con i bambini in mezzo ad un mare di foglie dalle mille tonalità del rosso, dell’arancione e del giallo.


Quindi è la volta di Pescul e da qui iniziamo a salire lungo la strada che conduce al Passo di Staulanza e, seguendo le ben visibili indicazioni, giunti al terzo tornante, svoltiamo a sinistra e parcheggiamo l’auto sull’ampio (ma non ampissimo) spiazzo da cui parte il nostro sentiero.
Appena scendiamo dalla macchina per infilare gli scarponi, l’aria frizzantina ci avvolge la faccia e guardandoci attorno rimaniamo subito ammaliati dalla maestosità del Monte Pelmo (3168 m) alla nostra destra e dalla varietà di colori con cui questi boschi si tingono quando noi, a fine Agosto, facciamo ritorno alle nostre scrivanie.

Il sentiero CAI 467 è proprio davanti a noi, verso nord, ben indicato e chiuso da una sbarra che ne impedisce l’accesso ai mezzi motorizzati e da qui iniziamo la nostra passeggiata.
Il percorso inizialmente passa sotto un bel bosco di larici gialli e arancioni e abeti, non molto fitto, ai piedi del versante Nord-Ovest del Monte Pelmo. Questo permette di osservare tutto l’ambiente al di la della fitta coltre di alberi e di continuare ad essere baciati dai raggi di Sole che decisi filtrano tra i rami.

La pendenza è da subito decisa e costante, ma la larghezza del sentiero e la bellezza del paesaggio fanno sì che il nostro passeggiare scorra in maniera dolce e spensierata, senza fare troppo caso alla fatica.




Attratti dall’eleganza di questo manto autunnale, ci siamo fatti prendere un po’ la mano con le foto, e tra questo e qualche tratto in cui i nostri piccoli accompagnatori chiedevano di rifiatare, seguendo il sentiero che svolta verso Ovest, arriviamo in circa un’ora (ma normalmente, a passo spedito, in mezz’ora ci si arriva), a Malga Fiorentina (1799 m), da dove si può godere di una bellissima vista sulla Marmolada (3343 m) e sul Gruppo del Sella (3152 m).


Qui un tornante ci mette adesso in direzione Est dove, dopo aver passato un ultimo bel tratto di bosco, il paesaggio si apre e di fronte a noi, nuovamente, il Monte Pelmo in tutto il suo splendore.



Proseguiamo con la nostra passeggiata, sempre con la stessa pendenza, guardandoci tutt’attorno ed ecco che in poco tempo iniziamo a scorgere, in alto ma non troppo, alla nostra sinistra, il rifugio Città di Fiume.

Seguiamo quindi il sentiero e dopo aver percorso un altro tornante verso sinistra, eccoci sulla via verso l’ingresso del rifugio.
Il Rifugio Città di Fiume, è una caratteristica casetta a tre piani, costruita a 1918 m, con i caratteristici scuri bianchi e rossi, su di un bel pianoro verdeggiante proprio di fronte al versante Nord del Monte Pelmo e proprio sotto al Col de la Puìna (2254 m). Il piano terra funge da bivacco d’emergenza invernale, mentre sui due piani sopra di esso c’è il Rifugio vero e proprio, con la cucina, la sala da pranzo e le camerate.

Da qui, il sentiero 467 prosegue verso forcella Ambrizzola (2277 m) e il Mondeval (2455 m) ma noi rimaniamo qui, seduti su una panchina all’aperto (la giornata ce lo concede) col nostro pranzo al sacco a godere della meravigliosa vista che questo luogo ci offre.

Dopo un bel panino e qualche giretto qua e la nei dintorni del rifugio, in cerca di qualche scorcio particolare da fotografare, ci rimettiamo in marcia verso la macchina lungo lo stesso percorso dell’andata.



Le ore sono quelle centrali della giornata, il sole è alto e col suo calore si contrappone bene all’arietta fresca, regalandoci un certo tepore.



La discesa scorre veloce, senza problemi, continuando ad ammirare tutto quello che ci circonda: gli alberi, le montagne, i colori e così, con questa spensieratezza, arriviamo in meno di un’ora al parcheggio dove la nostra auto è li che ci aspetta.



Che meraviglia… Mi fai sognare…
Adoro questi luoghi, scoperti per la prima volta questa estate, mi ero ripromessa di rivederli proprio in autunno, ma putroppo il Covid mi ha costretta in casa…
Grazie! Grazie perché per un po’ mi hai fatto sentire il profumo dei funghi, delle castagne, delle foglie umide che si scaldano al sole dell’autunno… Grazie! Attendo di viaggiare ancora con te.
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Grazie mille per le belle parole! Lo scopo di tutto cio è proprio questo, portare l’aria delle Dolomiti nelle case di tutti!
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