Il trekking del cristo pensante

Questo è uno di quei trekking che puntavamo da tempo. Quelli che non aspetti altro che il momento giusto, l’anno ideale in cui i bambini sono cresciuti quel tanto che basta per affrontarlo. Beh, questo momento finalmente è arrivato e siamo carichissimi per metterci in marcia e salire anche noi a toccare la statua di Gesù e ammirare la bellezza del creato. Questo luogo l’avevamo già saggiato l’anno scorso con un bellissimo trekking a Baita Segantini, la sua fama la precede, ma tornare è sempre un piacere, quindi è ora di partire, zaino in spalla e si va!

Cartografia: Mappa Tabacco 1:25000 Foglio 022

Partenza: Dal tornante di Passo Rolle, subito dopo la caserma della Guardia di Finanza

Tappe intermedie: Capanna Cervino (2082 m), Cima Castellazzo, Cristo Pensante (2333 m), Baita Segantini (2170 m)

Arrivo: Giro ad anello, si torna al punto di partenza al Passo Rolle

Distanza totale percorsa: 9,40 km

Dislivello: +490 m; -460 m

Tempo: 5 ore senza contare le soste

Difficoltà: Medio (E)

Percorribile con bambini: Sì, dai 3 anni in su purchè abituati a camminare in montagna. No passeggino da trekking, sì con zaino portabambino purchè il papà sia abituato a questi tipi di trekking con quel tipo di peso sulle spalle.

Tipo di fondo: Misto, su strada sterrata, quindi su sentiero battuto, poi su sentiero prettamente alpino sassoso e leggermente esposto (ma mai pericoloso).

Che si giunga da San Martino di Castrozza o da Predazzo, l’importante è raggiungere con l’auto il Passo Rolle. Qui si possono sfruttare i tanti spiazzi creati ad hoc per parcheggiare le auto, più o meno vicini all’imbocco del sentiero, tutto dipende dal periodo in cui vorrete affrontare questo trekking e in che ora del giorno. Il mio consiglio è quello di presentarsi al Passo di buon mattino o comunque non oltre le 9 e se possibile di evitare il periodo di Ferragosto (esperienza vissuta l’anno scorso per raggiungere Baita Segantini😉)

Vista sulle Pale di San Martino da Passo Rolle

Il primo tratto è proprio lo stesso già descritto per Baita Segantini: dal tornante sul versante di San Martino di Castrozza, si imbocca la strada sterrata per Capanna Cervino, con segnavia R01.

Segnavia alla partenza
Tabella informativa sul trekking che andremo a fare

Già da qui la cartellonistica per il Tour del Cristo Pensante è molto ricca e non è possibile sbagliare. Dopo un primo tornante, con la pendenza che via via aumenta, si raggiunge un crocevia fatto da diverse intersezioni di sentieri: verso sinistra si raggiungono le Malghe Costoncella e Juribello, a destra si prosegue per Capanna Cervino ed è proprio verso questa direzione che proseguiamo.

In salita, guardando verso la partenza
Tabella con i segnavia

Come già fatto in precedenza, preferiamo non seguire l’intera via sterrata, molto trafficata con le navette che portano a Baita Segantini, ma seguiamo la fitta serie di scorciatoie che tagliando per dritto il pendio ci permettono di raggiungere la nostra prima meta (Capanna Cervino) in poco meno di un’ora. Ovviamente il passo non è quello di un gruppo di adulti ma di un gruppo di bambini dai 3 ai 7 anni 😊.

Salendo verso Capanna Cervino
Arrivati a Capanna Cervino

Dopo esserci riposati un attimo e ammirato il Cimon della Pala (3129 m) che si erge altissimo sul cielo azzurrissimo, riprendiamo il nostro cammino, ora sulla strada sterrata. Sempre in salita di affronta un tornante e poi una curva dietro della quale ecco che scorge il cartello che ci indica che alla nostra sinistra c’è il sentiero per la salita al Castellazzo (2333 m).

Guardando vero il Cimon della Pala

Lasciate alle spalle delle dolci colline che hanno fatto da ingresso, ci ritroviamo in una distesa verde, su terra rossa, al cospetto di questa sorta di rocca granitica che ci fa capire il perché del suo nome.

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In 10 minuti circa, si arriva proprio ai piedi del Castellazzo e qui incontriamo una biforcazione del sentiero e proseguiamo verso sinistra.

Qui si prosegue a sinistra
Il sentiero è sempre ben segnato

Iniziamo quindi la salita lungo il versante Ovest del monte. Qui in poi la pendenza si fa via via sempre più impegnativa, il sentiero sempre più stretto e l’ambiente ghiaioso non semplifica le cose.

Si sale inesorabilmente

Con i più piccoli consiglio prudenza, di tenerli per mano a monte ma soprattutto pazienza. In alcuni tratti capiterà di fare qualche passo e avere la sensazione di non avanzare oppure di lasciarsi sopraffare dalla stanchezza delle gambe. Ognuno troverà le strategie migliori per i propri giovani trekkers, noi siamo andati alla grande con delle canzoni di sottofondo riprodotte con una piccola cassa bluetooth. Ovviamente il volume è sempre rimasto moderato per non disturbare gli altri camminatori.

Con mezz’ora di cammino, quindi, dalla biforcazione, riusciamo a guadagnare un bel masso alla fine di questa salita esposta, su cui riposarci e poter ammirare il panorama sulla piana del Passo Rolle e sul Col Bricon.

Panoramica prima di ripartire per la cima

Bisogna ancora tenere duro e stringere i denti per raggiungere la vetta però.

Riprendiamo quindi il nostro cammino, ora la via non è più esposta e si sale sul versante nord del Castellazzo, attraversando rocce più o meno grandi. Dopo qualche passo si inizia a scorgere la meta, la cima del monte con la croce e la statua bianca di Gesù, gremita di persone.

Ormai vediamo l’arrivo!

Procediamo a zig-zag seguendo il sentiero che non si presenta poi più così tanto ripido e ci permette di guadagnare terreno e quindi di giungere alla tanto ambita vetta!

La vista inizia ad essere meravigliosa

Finalmente ci siamo! Anche noi siamo al cospetto del famosissimo Cristo Pensante (Cima Castellazzo 2333 m). Nonostante l’abbondanza di genere umano presente su così pochi metri quadrati di roccia, riusciamo a ritagliarci un nostro angolino e ad ammirare il panorama a 360 gradi che lascia bocca aperta.

Il Cristo Pensante

A nord passiamo dal primo piano contenente la Cima dell’Uomo (3010 m) e le Cime de l’Auta (2624 m) per passare alla adiacente parete Sud della Marmolada e quindi più in fondo fino a scorgere l’Averau (2649 m).

Vista verso Nord

Verso Est le Pale di San Martino fanno da massiccia cornice, a Sud quindi, lo sguardo passa dal Cavallazza (2324 m) al Colbricon (2302 m) fino al Lagorai per poi girarsi verso Ovest e ammirare, dapprima in basso, il lago di Paneveggio e quindi, incastonate tra il Lagorai, a sinistra appunto, e l’Alpe Lusia, a destra, le Dolomiti di Brenta e i grandi ghiacciai al confine tra Trentino e Lombardia come l’Adamello (3539 m) e il Corno dei Tre Signori del gruppo dell’Ortles (3360 m).

Vista sulle Pale di San Martino
Vista verso Est

Dopo aver fatto la foto di rito accanto alla statua di Gesù e ringraziato per la meraviglia che questo posto ci ha fatto ammirare, ci rimettiamo in marcia, sempre sul sentiero R01, che prosegue, in discesa, dalla parte opposta da cui siamo arrivati.

Questa tratto di sentiero non è molto impegnativo e attraverso alcuni tratti di pavimentazione, ci porta a scoprire alcune gallerie e appostamenti della Grande Guerra, non solo scavati nella roccia ma anche con murature costruite a secco.

Resti della Grande Guerra lungo il sentiero
Una grotta scavata nella roccia

Procediamo con il nostro cammino, facendo attenzione a dove mettiamo i piedi e gestendo il flusso di persone in salita, e aggiriamo il Castellazzo fino a trovarci ai piedi del suo versante Est, completamente accompagnati dal monte Mulaz (2906 m), dal Campanile di Val Granda (2995 m), dalla Cima di Val Grande (3036 m), dalla Cima dei Burelloni (3130 m), dalla Cima della Vezzana (3192 m) e dal Cimon della Pala (3184 m) sotto dei quali scorre, placida, la Val Venegia (qui per il trekking).

In discesa dal Castellazzo
Ora su prati con le Pale al nostro fianco

Ci troviamo ora ad attraversare un paesaggio del tutto diverso da quello roccioso visto sul versante Est. Qui infatti seguendo i saliscendi che si fanno più o meno impegnativi, finiamo l’aggiramento del Castellazzo, per affrontare quello del Monte Costazza (2290 m), sempre su sentiero abbastanza largo, che attraversa ampi prati e dal fondo battuto di terra rossa.

Resti della Grande Guerra aggirando il Monte Costazza
Grandi spazi avvicinandosi sempre di più alle Pale

Dopo circa mezz’ora di cammino, nel quale ci si avvicina sempre di più alle Pale di San Martino, quasi sembra toccarle, ci congiungiamo al sentiero 710A che sale dal Malga Venegiota e in pochi passi ci conduce a Baita Segantini (2170 m).

Vicinissimi alle Pale
Ormai vediamo Baita Segantini

Qui ci eravamo già stati l’anno scorso (qui il trekking), ma lo spettacolo è sempre assicurato e sedersi sulle sponde del laghetto per mangiare i meritatissimi panini, ammirando questo quadro d’autore, non ha prezzo!😍

Pranzo con vista

Sono passate circa 4 ore dalla partenza da Passo Rolle e quindi, visto che il cielo è limpido, il sole è caldo e c’è poco vento, ci prendiamo un bell’attimo di relax.

Dopo esserci riposati, sfamati e riempiti gli occhi di meraviglia, riprendiamo il nostro cammino per tornare a Passo Rolle, in direzione Capanna Cervino, su strada sterrata per un breve tratto per poi finire su scorciatoia più stretta lungo il versante erboso.

Si va verso la scorciatoia
Ci voltiamo ancora per ammirare questa meraviglia

Ovviamente anche questa volta non riusciamo a resistere a non voltarci per continuare ad ammirare alle nostre spalle la maestosità delle Pale di San Martino e passo dopo passo, con la luce del pomeriggio che colora tutto in maniera diversa, più calda e coccola, ritorniamo sulla via dell’andata che ci riporta a Passo Rolle, dove una meritata merenda con yogurt e frutti di bosco ci attende!

Sembra incredibile, stamattina eravamo li sopra
Di ritorno a Passo Rolle
Altimetria del trekking, powered by komoot
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