Dopo la nostra prima escursione immersi nei colori caldi dell’autunno, che vi abbiamo raccontato qui, non riusciamo più a fare a meno di sfruttare un qualsiasi weekend autunnale per fare una bella passeggiata al fresco e godere del meraviglioso spettacolo che il foliage regala anche nelle Dolomiti. Così quest’oggi abbiamo scelto come meta un luogo che siamo abituati a raggiungere con gli sci ai piedi e a vedere nella sua veste invernale per ammirarlo in una cornice che ci carica di aspettative. Il sentiero non l’abbiamo mai provato quindi per noi è tutto nuovo e per questo non vediamo l’ora di partire, allora cosa dite? si va? Andiamo!
Cartografia: Mappa Tabacco 1:25000 foglio 025
Partenza: da Malga Fontanfredda (1768 m)
Tappe intermedie: Nessuna
Arrivo: Ristoro Belvedere (2082m)
Distanza totale percorsa: 6,22 km
Dislivello: +340m; -310m
Tempo: 4 ore e 50 minuti A/R, sosta per il pranzo esclusa
Difficoltà: Facile (E per il dislivello)
Percorribile con bambini: Sì ma sconsiglio vivamente l’uso del passeggino da trekking perchè 340m di salita non sono pochi in cui spingere un passeggino. Si percorre tranquillamente con lo zain portabimbi oppure se sono abituati a camminare è una bella passeggiata da fare per mano a mamma e papà dai 3 anni e mezzo in su
Tipo di fondo: il sentiero è su strada forestale sempre larga e ben battuta.
Dalla Val Fiorentina, percorriamo la strada provinciale 251 che sale al Passo Staulanza e una volta raggiunto, scendiamo verso la Val di Zoldo. Al primo tornante che incontriamo scorgiamo, alla nostra destra, un ampio imbocco su una strada forestale, sterrata, con indicazioni verso Malga Fontanafredda su segnavia 568. La strada, fuori stagione, è percorribile anche in macchina, quindi per ridurre un po’ i chilometri da percorrere, proseguiamo adagio verso la malga dove parcheggiamo negli ampi spiazzi presenti.

Una volta scesi, il luogo si presenta già magico: l’aria frizzantina di fine ottobre condisce la splendida vista sul Col dei Baldi (1922 m), tinto di giallo e verde; più in la, Cima Coldai (2403 m) e il Monte Civetta (3220 m) che svetta altissimo fanno da cornice a questo che sembra un quadro impressionista.

Ci mettiamo in marcia proseguendo lungo il sentiero 568, in direzione Cima Fertazza, Ristoro Belvedere. Il sentiero, sempre largo e senza nessuna difficoltà tecnica, fa sì che la passeggiata sia rilassante e piacevole. Infatti dopo un primo tratto aperto, dove continuiamo ad ammirare a bocca aperta la mescolanza di colori del bosco, con un tornante raggiungiamo il bivio con il sentiero 561, che lasciamo alla nostra destra, e proseguiamo addentrandoci nel bosco.



Questa mescolanza di larici e abeti, mai troppo fitti, ci da la possibilità di continuare a guardare in giro, ammirando, dietro di noi il Monte Pelmo (3168 m) che si mette in posa all’interno di una sceneggiatura che in questa stagione è a dir poco artistica.


Così, in mezz’ora di cammino, raggiungiamo la Crepa delle Salere a circa 1850 m, dove ci colleghiamo con la traccia di quella che in inverno è la pista che ci fa scendere con gli sci da Capanna Belvedere verso Pescul.

L’aumento di pendenza fino a qua è stato molto dolce, quasi impercettibile. Ora inizia gradualmente a farsi sentire, ma uscendo dal bosco, il panorama si fa passo dopo passo sempre più strepitoso, quindi, fino al bivio con la via che porta al Rifugio Fertazza, neanche ci si accorge della fatica.

Si sale con forza la Costa del Conte, un breve tratto con pendenze anche del 30%, alla fine del quale ci fermiamo ad ammirare il panorama.
Da qui il protagonista è ancora una volta il Monte Pelmo, con i sui pendii Ovest e Sud che scendono lungo la Val di Zoldo. Ma da qui, spostando un attimo lo sguardo si può scorgere l’Antelao (3264 m) e più verso sinistra si segue la linea delle Rocchette, fino al Becco de Mesdì (2603 m), la Forcella Ambrizzola e lì, verso Ovest, ci si addentra nel mondo del Mondeval.


Un ultimo sforzo, ancora un po’ di salita e incontriamo il Ristoro La Cesela, chiuso, dopodichè la pendenza torna a farsi dolce e sempre più pianeggiante conducendoci sulla bellissima costa che sovrasta il bosco Fertazza, proprio sopra la Val Fiorentina. Ormai la nostra meta è a pochi passi e quindi non ci resta che proseguire ammirando il resto di panorama che si presenta davanti ai nostri occhi.

Guardando verso Nord e dirigendo lo sguardo verso Ovest si passa dal Monte Pore (2405 m) e il Col di Lana (2452 m) in primo piano, quindi alla Croda Negra che si raccorda verso il Passo Falzarego con il Monte Averau (2649 m), dunque il rinomatissimo gruppo del Sella con i 3152 m del Piz Boè, e ancora più in là ecco svettare addirittura le Odle dalla Val di Funes con i 3025 m del Sass Rigais.

Siamo quindi giunti al Ristoro Belvedere dove lasciamo i bambini liberi di sfogarsi sui giochi (Ma non erano stanchi?!🤣). Con qualche passo più in la, verso il versante Nord del Civetta raggiungiamo il parapetto del terrazzo che dà sullo strapiombo sopra Alleghe. Da qui la vista sul Monte Civetta, sul sottostante lago di Alleghe e quindi, a destra, sulla Marmolada, è grandiosa.



Quando si sta bene, si sa, il tempo vola e si è fatta ora di pranzo, quindi ci sistemiamo su una panchina vicino al Ristoro e ci mangiamo i nostri paninetti portati da casa. Visto che il Ristoro Belvedere è aperto, dopo pranzo ne approfittiamo per assaggiare una buona fetta di torta e goderci ancora per un po’ il morbido tepore del sole pomeridiano d’autunno.

Dopo aver recuperato le energie e aver scattato ancora un’ultima foto per fare il carico di ricordi, ci rimettiamo sulla via di casa e seguendo il sentiero dell’andata, in un’oretta raggiungiamo Malga Fontanafredda dove c’è l’auto ad aspettarci. Il pomeriggio inoltrato in questa stagione, in questo posto, è qualcosa di incredibile: i giochi di luci e ombre che si creano mescolati con i colori caldi della natura che si prepara all’inverno scaldano il cuore come altre poche cose sanno fare.


Così, ritorniamo sulla strada di casa a velocità moderata per poter continuare a godere di questo spettacolo immenso che ci avvolge ad ogni chilometro che percorriamo con la macchina.


