Dalla Val Gardena all’Alpe di Siusi – da Monte Pana a Saltner Schwaige

Come avrete capito, l’Alpe di Siusi ci è letteralmente rimasta nel cuore. Così tanto che ormai, appena ne abbiamo la possibilità, cerchiamo in tutti i modi di tornarci. Proprio con questo intento è nata la passeggiata odierna, ma soprattutto per cercare di catturare qualche fotogramma di questo meraviglioso altopiano da un’altra angolatura ancora, mai vista nelle nostre sortite passate. Ecco che la possibilità di ridurre la strada da percorrere fermandosi in Val Gardena e la possibilità di salire fino al Monte Pana in auto, si sono rivelate due combinazioni vincenti e perfette per soddisfare i nostri intenti. Eccoci così al cospetto del maestoso Sasso Lungo, pronti per partire per una nuova avventura che non vi lascerà di certo a bocca asciutta. Quindi, si parte

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 05

Partenza: Dal parcheggio a pagamento del Monte Pana (1640 m)

Tappe intermedie: Radauer Schwaige (1700 m); Saltner Schwaige (1728 m)

Arrivo: Tour ad anello, si ritorna al punto di partenza

Distanza totale percorsa: 13,5 km

Dislivello: +400 m; -380 m

Tempo: 5 ore e mezza per il giro completo senza contare le pause

Difficoltà: Medio (E)

Percorribile con bambini: Sì purché abituati a camminare. Il percorso si snoda su una lunghezza abbastanza importante e il dislivello, seppur ben distribuito, alla fine della giornata si fa sentire soprattutto per i più piccoli. Ovviamente se molto piccoli si può optare per lo zaino portabimbi oppure, nonostante qualche salita un po’ impervia, per il passeggino da trekking.

Tipo di fondo: Questo trekking si svolge sempre su strada forestale sterrata e ben battuta, larga, senza mai essere esposta o pericolosa.

Percorrendo la Strada Provinciale 242 che dal Passo Gardena attraversa la Val Gardena in direzione Valle Isarco, prima del centro di Santa Cristina, cerchiamo e seguiamo, alla nostra sinistra, le indicazioni per salire al Monte Pana. Una strada asfaltata, ma un po’ stretta, a tornanti e in alcuni punti abbastanza ripida, ci porta in poco tempo ai parcheggi del Monte Pana, nei pressi dello Sporthotel M. Pana a 1640 m circa.

Parcheggiamo l’auto e facciamo il biglietto per pagare la sosta giornaliera. Non ricordo di preciso la cifra, mi pare attorno ai 7€, ma ricordo lo stupore che abbiamo provato, dato che ci aspettavamo di spendere molto di più considerata la posizione in cui ci trovavamo.

Già dal parcheggio il panorama è d’impatto, infatti ci troviamo alle pendici del Sasso Lungo e del Sasso Piatto, versante Nord-Ovest dove si può distintamente vedere il canalone che dal Rifugio Demetz porta al Rifugio Vicenza. Non da meno però è il colpo d’occhio che si ha guardando verso Nord-Est sulla Val Gardena, sulle Odle, il Puez e il Cir.

Meravigliosa vista sulla Val Gardena dal parcheggio del Monte Pana
Subito uno sguardo verso il Sasso lungo e Sasso piatto

Qui inoltre, in questa incantevole cornice, sorge il parco giochi Pana Raida che un giorno verremmo sicuramente a scoprire!

Il minigolf del parco
Bella opera d’arte

Dopo un caffè veloce al bar dell’hotel, ci mettiamo in cammino seguendo il sentiero 30A, ammirando tutto quanto ci sta attorno. Il sentiero infatti parte subito deciso in salita, quindi aspettando i più piccoli abbiamo il tempo di ammirare ancora una volta, alle nostre spalle, le Odle e il Monte Seceda e più in la il Cir e il Puez che sovrastano la Val Gardena.

In cammino, in salita verso il bosco
Ci voltiamo per ammirare ancora una volta il paesaggio

Dopo uno strappo iniziale raggiungiamo un bosco, bello, curato, adornato da recinti che delimitano i prati circostanti. Da questo punto in poi il sentiero inizia a farsi più dolce e via via anche in discesa, cosa che ci permette di passeggiare in tutta serenità con i nostri bambini. A rendere ancora più dolce la passeggiata è il bosco con le sue innumerevoli piante di lamponi. Ovviamente non abbiamo perso occasione per fare una bella scorta di frutti e questo, a dire il vero “un po’”😰ha rallentato la nostra marcia.

Si entra nel bosco!
Benchè siamo nel bosco, qualche bello scorcio ci viene comunque regalato

Con spensieratezza, tra una curva e un’altra, con leggeri saliscendi prima e un po’ in discesa poi e successiva leggera salita, ci troviamo a circa metà del sentiero che ci porterà in Alpe di Siusi, sempre al fresco del bosco. Fortunatamente, da un po’ incerta, la giornata si rivela soleggiata, per cui possiamo prendercela con comodo e continuare, passo dopo passo, con la nostra raccolta di lamponi😋.

Si passeggia in tranquillità
Anche un piccolo torrente attraversa sul nostro cammino

Ecco che ad un tratto la strada ci conduce fuori dal bosco e, attraversando il torrente Ruf da Iender su di un ponte, ci ritroviamo immersi nel tipico ambiente dell’Alpe di Siusi: bellissime colline morbide puntinate qua e là da qualche gruppetto di conifere e vasti spazi verdi su cui le mucche si rilassano distese a godere del calore del Sole. Tutto ciò non ci fa rendere conto che il sentiero ha ripreso ad essere in salita e così, con lo sguardo sperso in questo meraviglioso ambiente, giungiamo in un’altra mezz’oretta di cammino, a Saltria a circa 1690 m.

L’Alpe di Siusi inizia a farsi vedere, dobbiamo solo attraversare il ponte
Prati verdissimi e vita rilassata!
Eccoci a Saltria

Qui il panorama non delude: ampi prati verdi e una vista sul Sasso Lungo e Sasso Piatto che ad ogni passo si fa sempre più emozionante. Dal sentiero 18, quindi, seguiamo il tornante in salita e svoltiamo a sinistra imboccando il sentiero 30, in direzione opposta a quella da cui siamo giunti e dopo pochi passi arriviamo a Radauer Schwaige dove prendiamo il nostro consueto timbro.

Voltandoci indietro arriviamo con lo sguardo fino all’altopiano del Puez
Il sentiero svolta verso Radauer Schwaige e regala un bel colpo d’occhio

Seguiamo la salita, che via via si fa sempre più interessante e con un altro piccolo sforzo, seguendo una deliziosa scorciatoia in mezzo al bosco, raggiungiamo Saltner Schwaige.

Siamo quasi arrivati a Saltner e ancora ammiriamo i monti della Val Gardena
Eccoci sotto a Saltner, ormai è fatta!

Ecco la svolta della giornata: qui ad accoglierci non troviamo soltanto un panorama da fiaba a 360° che arriva fino al Puez, ma anche l’accoglienza di casa e l’ottimo pranzo. A completare questo momento di ristoro ci ha pensato una tavolata di simpatiche amiche che con la loro allegria e spensieratezza hanno condiviso con noi e i nostri bambini questo momento di relax. È proprio a loro che vogliamo dedicare questo racconto!

Le dolci e verdissime pendenze dell’Alpe di Siusi
Anche guardando verso il Seceda, il verde fa da padrone

Lasciamo la baita, salutiamo le nuove amiche e ci rimettiamo in cammino sulla via del ritorno, dopo qualche foto al panorama.

Ancora una foto a questa meraviglia prima di ripartire
Un’ultima cartolina

Da qui in poi il sentiero non è mai impegnativo, come d’altronde non lo è mai stato: si presenta sempre largo e alterna per buona parte tratti pianeggianti e tratti in salita. Questo sentiero è davvero incredibile perché in circa mezz’ora di cammino ci fa uscire dal bosco per condurci ai piedi del Sassolungo e del Sassopiatto dove restiamo ammaliati dalla bellezza dei prati affollati di mucche al pascolo.

Di nuovo in viaggio, in salita, in mezzo al bosco
Il paesaggio si apre a sorpresa!

Ma uguale stupore proviamo quando ci giriamo un istante alle nostre spalle: la quota raggiunta, infatti, è tale da poter sovrastare con la vista il bosco e ammirare lo Sciliar che con il suo corno domina imponente il verdissimo altopiano dell’Alpe di Siusi.

Anche alle nostre spalle, ecco lo Sciliar! Ormai eravamo rassegnati a non vederlo per oggi!
Se fate zoom le vedete! Un sacco di mucche al pascolo!

Dopo questo bellissimo colpo d’occhio iniziamo a riaddentrarci nel bosco e dopo aver oltrepassato uno steccato, il sentiero si rimette in discesa, ora fino all’arrivo.

Le cataste di legna regalano sempre fascino alle foto
Si ritorna nel bosco

Sempre in totale serenità, attraversando tratti più o meno aperti del bosco e tratti più o meno circondati dalle enormi cataste di legname fatte con i tronchi abbattuti da Vaia, percorriamo l’ultima ora abbondante fino a che iniziamo a scorgere i cartelli con le indicazioni del Pana Raida. Di li a poco la nostra vista inizia ad aprirsi sui prati verdi del Monte Pana, dove abbiamo lasciato l’auto alla partenza.

Da qui in poi si prosegue in discesa
La passeggiata è lunga, ma mai impegnativa
Eccoci di ritorno al Monte Pana

Ci fermiamo ad una baita per una veloce ma meritata merenda: i km fatti sono stati tanti e i bambini sono stati davvero bravi!

Alla fine della giornata, dopo una camminata del genere, la stanchezza si fa sicuramente sentire. Oltre alla meraviglia del creato però, sono anche gli attimi che viviamo e i rapporti genuini che instauriamo che fanno la differenza. Si vive anche per questo e di questo ed oggi è stata una giornata davvero ricca di tutto ciò.😍

Planimetria del trekking, powered by komoot
Altimetria del trekking, powered by komoot

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