Alla scoperta dell’Alta Badia nascosta, verso Utia Ciampcios

Oggi vi portiamo in un posto un po’ lontano da raggiungere, una zona dell’Alta Badia a noi sconosciuta prima di imbattersi per caso nel suo nome. Questa è probabilmente tra le località meno affollate dell’Alta Badia e questa sua peculiarità la rende veramente unica: una chicca tolta dai soliti posti in cui tutti si accalcano soltanto a caccia di un selfie acchiappa like. Qui tutto è pensato in piccolo, per pochi, come pochi sono gli abitanti del piccolo paese di Longiarù. Qui respirerete aria buona, genuinità e relax. Ne abbiamo tutti bisogno, godiamoci allora questo posto meraviglioso, si parte verso Utia Ciampcios.

Cartografia: Tabacco 1:25000, Foglio 07

Partenza: Dal parcheggio fuori dal centro abitato di Longiarù.

Tappe intermedie: Nessuna

Arrivo: Utia Ciampcios (2000 m)

Distanza totale percorsa: 9,7 km

Dislivello: +500m; -500m

Tempo: 3 ore e 10 minuti, A/R soste escluse

Difficoltà: Facile (T/E per il dislivello)

Percorribile con bambini: Sì purché abituati a camminare. Il percorso non presenta particolari difficoltà se non il dislivello. La salita è costante, quindi con bambini piccoli che camminano ci vuole pazienza e bisogna cercare di trovare il giusto ritmo. Anche l’utilizzo del passeggino da trekking non prevede controindicazioni se non, appunto, la costanza della salita, quindi prima di partire tenete conto della voglia che avete di spingere. Ovviamente con lo zaino portabimbi non c’è nessuna controindicazione.

Tipo di fondo: Strada forestale sterrata, larga e ben battuta. La maggior parte del tragitto è in mezzo al bosco, alla fine si apre su un ampia distesa verde.

Da Corvara, in auto, si segue la strada provinciale 244 che attraversa da Sud a Nord l’Alta Badia. Una volta raggiunta La Villa si raggiungono prima Badia, poi San Leonardo. Dopo qualche chilometro, prima di Piccolino, si prosegue a sinistra verso San Martino in Badia poi, sempre mantenendo la sinistra, si raggiunge il piccolo abitato di Longiarù. Se partite presto da casa e fate conto di fermarvi per fare colazione, qui l’unico punto ristoro è un piccolo bar di un albergo vicino alla chiesa. Proseguendo lungo la strada principale si seguono le indicazioni per il parcheggio per Utia Ciampcios e dopo poco, eccoci arrivati. Il parcheggio, gratuito, non è molto ampio, quindi considerate di non arrivare troppo tardi per non rischiare di dover mettere la macchina altrove, magari rischiando di prendere una multa.

Il parcheggio non molto lontano dall’abitato di Longiarù

Alla fine del parcheggio si intuisce subito che c’è la partenza per il nostro trekking: un bel cartello in legno scolpito ci indica che per Utia Ciampcios dobbiamo seguire il sentiero n. 5.

Da qui si parte per Utia Ciampcios

Ci troviamo nel bel mezzo del Parco Naturale Puez-Odle, circondati da boschi fittissimi e prati verdissimi. Iniziamo quindi a camminare avvolti in questo paesaggio, accompagnati alla nostra sinistra da un bellissimo torrentello che scorre tranquillo in mezzo ad un prato che pare rasato a regola d’arte da mani sapienti e alla nostra destra da uno steccato di legno lunghissimo.

Il primo tratto di sentiero costeggia questo bel torrentello
Il sentiero è anche ben segnato da questo steccato

Dopo circa 20 minuti di cammino, raggiungiamo un bivio dove dobbiamo decidere se seguire il sentiero n.5 che dalle indicazioni della mappa Tabacco dovrebbe essere meno largo, oppure continuare dritti sulla nostra strada che diventa 5A.

Durante il cammino incontriamo anche questa bella catasta di legna

Per non rischiare sorprese, dato che abbiamo bambini piccoli al seguito, decidiamo di restare sulla nostra strada e quindi di proseguire seguendo il segnavia 5A.

Eccoci al bivio, proseguiamo sul sentiero 5A

Attraversiamo il bosco, in costante, ma mai impegnativa ascesa. Certo, alla fine, una volta giunti alla meta, avremo percorso 500 m di dislivello, ma dato che risultano essere ben spalmati sulla lunghezza totale del sentiero, quasi non si fanno sentire.

Si sale sempre senza troppa fatica

I bambini infatti passeggiano tranquilli, cantando e guardando i fiorellini a bordo strada. A volte anche cercando qualcosa da scoprire tra i fitti tronchi del bosco che ci troviamo ad attraversare.

Dopo un’altra mezz’oretta di cammino il paesaggio si apre un po’: dagli alberi spunta il Piz Duleda (2909 m) e alla nostra destra, protetto da un bello steccato, c’è un prato verde, anche questo con l’erba cortissima, sul quale spuntano dei bellissimi crochi autunnali (o prato zafferano) colore fucsia che attirano le nostre attenzioni.

Ad un certo punto raggiungiamo questo piccolo tesoro in mezzo al bosco
Su questo prato crescono questi bellissimi crochi autunnali

Ormai siamo arrivato a buon punto: iniziano i tornanti e a breve dovremmo uscire del tutto dal bosco. Così dopo altri 30 minuti di cammino su 4 tornanti, ecco che alla nostra sinistra iniziano a palesarsi i prati del Ciampecios. Ancora pochi passi e dopo aver superato l’ultimo tornante lo spettacolo che ci troviamo davanti ci lascia a bocca aperta.

Ecco i Prati del Ciampecios
Che lo spettacolo abbia inizio

Ci troviamo all’interno di un anfiteatro naturale, verdissimo, creato dal gruppo dell’Antersasc, alla nostra sinistra, e il versante Est delle Odle, sulla nostra diagonale destra, che si distende lentamente sulla Valle Longiarù.

Una vista spaziale!

Passeggiamo quindi guardandoci sempre attorno, i bellissimi prati puntinati qua e là da caratteristici tabià, come sempre, rendono tutto più magico.

Un’ultima salita ancora, con la possibilità di scegliere se prendere la scorciatoia o continuare sulla strada sterrata. I bambini come sempre quando sentono profumo di traguardo tirano fuori energie inaspettate e ovviamente scegliamo la scorciatoia. Così, in poco tempo, bruciamo l’ultimo dislivello e subito di fronte a noi ecco la graziosissima Utia Ciampcios!

Destra o sinistra? Poco importa, ormai ci siamo!
Ecco Utia Ciampcios

Questa non è altro che una piccolissima baita molto accogliente con dei tavoli e panche al suo esterno, dove è possibile, come abbiamo fatto noi, fermarsi a pranzare o a fare merenda. Devo dire che ne vale veramente la pena per la cura con cui i piatti vengono preparati e ovviamente per la loro prelibatezza.

La baita è piccola ma molto accogliente

Prima però ci soffermiamo un attimo a guardarci attorno e il colpo d’occhio, verso Est merita davvero. La vista sul Sass de la Crusc e quindi sul Sasso delle Dieci (3026 m) e su quello delle Nove (2968 m), fino a sconfinare sulle cime del Senes e Fanes è impareggiabile.

Si apre la vista sull’Alta Badia
Che delizia!

Dopo esserci rifocillati a dovere, si potrebbe anche proseguire sul sentiero n.5 verso il rifugio Stevia (2123 m), con altri 100 m di dislivello e quindi più su alla Malga Medalges (2293 m), ma oggi ne approfittiamo della splendida giornata per trascorrere del tempo distesi in relax su questi bellissimi prati, quindi lasciamo i bambini liberi di correre e giocare serenamente.

C’è anche il pollaio
Bellissimi prati immensi

Il bello di questo luogo è il suo essere un po’ disperso rispetto alle mete più classiche. Grazie al flusso turistico moderato e non invasivo, qui si respira infatti molta calma e tranquillità che ci riempiono talmente tanto il cuore di emozioni che rimarremmo qui a contemplare la maestosità di queste creste per ore.

Trascorriamo qualche ora del pomeriggio in spensieratezza, dopo di che ci rimettiamo in marcia sulla stessa via dell’andata, quindi tutta in discesa, per far ritorno al parcheggio dove questa mattina abbiamo lasciato la nostra auto.

Si fa ritorno a casa

Un luogo così speciale non può far altro che lasciare addosso ricordi speciali, immagini, colori, sapori e sensazioni che difficilmente cancelleremo. Per questo motivo, come tutta la montagna, la raccomandazione è sempre la solita: visitare questi posti con educazione e rispetto, ricordandoci sempre che, per prima cosa, siamo ospiti della Natura.

Planimetria del trekking, powered by komoot
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