A pensarci bene, durante i nostri trekking, non è che si sia preso molto in considerazione la Val di Fiemme se non di passaggio. Oggi cercheremo ad iniziare a colmare questa lacuna partendo da un elemento di sicuro impatto, una cascata, e proseguendo lungo un percorso ad anello che ci porterà attraverso i boschi della valle e ci mostrerà paesaggi che per noi sono del tutto nuovi. Anche questa valle porta con sè enormi tesori e bellezze naturali che aspettano solo di essere ammirate, allora seguiteci che ne varrà la pena!
Cartografia: Mappa Tabacco 1:25000, foglio 014
Partenza: Località Cascata (844 m), poco fuori dal centro di Cavalese
Tappe intermedie: Località Tabià (1045 m), Malga Salanzada (1042 m)
Arrivo: Percorso ad anello, si torna al punto di partenza
Distanza totale percorsa: 8,85 km
Dislivello: +290m; -260m
Tempo: 3 ore e mezza, senza soste.
Difficoltà: Facile/Medio (T/E)
Percorribile con bambini: Sì, il percorso è adatto ai bambini, il fondo non è mai difficoltoso, si viaggia su una forestale larga e ben battuta, alcuni tratti in mezzo al bosco, al ritorno da Malga Salanzada sono più stretti, ma in generale il dislivello è gestibile per bambini abituati a camminare dai 3 anni in su. Altrimenti il percorso fino a Malga Salanzada è perfetto per il passeggino da trekking, purchè si ritorni per la via dell’andata. L’utilizzo dello zaino portabimbi è sempre consigliato.
Tipo di fondo: Il fondo per lo più è sterrato e ben battuto, il ritorno è per lo più attraverso il bosco, quindi attraverseremo un piccolo tratto pratoso per poi camminare attraverso le radici e gli aghetti caduti degli abeti.
Scesi con l’auto dal Passo San Pellegrino, alla rotonda, ci infiliamo subito alla nostra destra nella grande galleria con direzione Predazzo, lasciando Moena alle nostre spalle. Dopo qualche km iniziamo a scorgere alla nostra sinistra il centro di Predazzo e continuiamo a seguire la S.P. 232 in direzione di Cavalese. Lasciamo i centri di Panchià, Tèsero e Cavalese stesso alla nostra destra, costeggiando il torrente Avisio, fino a che non scorgiamo alla nostra sinistra un ponte di ferro con le indicazioni per Cascata e quelle che ci inducono a raggiungere la prossima rotonda per invertire il senso di marcia per potervi entrare.
Attraversato quindi il caratteristico ponte, parcheggiamo nei pressi della segheria e da qui partiamo per il nostro tour, seguendo principalmente la strada asfaltata e il flusso di gente che la percorre.

Dopo pochi minuti si raggiunge subito il punto più attrattivo dell’intero giro ad anello, le cascate dell’Avisio che alte e potenti scendono da un dirupo attraverso il Bosco del Gazolin. Qui fermarsi ad ammirare e fotografare tanta potenza è d’obbligo.


Ci mettiamo quindi seriamente in marcia, seguendo le indicazioni per Malga Salanzada lungo il sentiero n.12 che altro non è che una strada forestale di collegamento abbastanza praticata quindi consiglio di prestare attenzione all’andi e rivieni dei mezzi.


Mezzi a parte, il primo tratto entra subito nel bosco e con dislivello costante ci porta piano piano a conoscenza di questo ambiente che dapprima può apparire un po’ noioso, ma poi, con climax ascendente si rivela in tutta la sua bellezza.


Ecco che dopo quasi un’ora di cammino, dopo aver attraversato anche un tratto costeggiato da un bel prato aperto, il bosco diventa grazioso, quasi fiabesco, con questi abeti e larici dal fusto sottile e slanciato in mezzo a un manto muschioso verdissimo e che da l’impressione di essere molto soffice.

Più in bassso, alla nostra sinistra, si inizia a percepire bene il fragore del torrente che si riversa nelle cascate che abbiamo gia visto.

Dopo circa un’ora e mezza di cammino, attraversiamo su un bel ponte il torrente, che qui sopra è decisamente più calmo e subito eccoci giunti in località Tabià, dove sono presenti i caratteristici Baiti di Tabià.


Ci troviamo ora fuori dal bosco e, guardando attorno a noi, notiamo la diversità di vegetazione che ci circonda tipica dei 1000 m. Qui infatti siamo circondati non solo da conifere come abeti e larici, ma anche da latifoglie, come ad esempio, in maggior numero si trovano i faggi.

Proseguiamo quindi lungo il sentiero fino ad un tornate sul quale c’è un bivio, ma noi proseguiamo lungo il tornante stesso, verso sinistra, sempre in direzione Salanzada. Il punto di alto del nostro trekking è stato raggiunto, da qui in avanti inzia una piacevole camminata dapprima racchiusi all’interno del bosco e dopo poco, con una meravigliosa vista sulla Val di Fiemme, proprio alla nostra sinistra.

Avanziamo quindi in falso piano, ma in realtà sempre in discesa, per circa 40 minuti con lo sguardo rivolto a sinistra ad ammirare questo paesaggio così diverso rispetto alle altre valli da noi già visitate ed eccoci giunti alla Malga Salanzada.


Questo agritur, raggiungibile anche in auto da una comoda strada asfaltata prepara ottimi piatti tipici ed ha molti posti a sedere per poter pranzare e anche cenare, ma noi ci sediamo all’aperto vicino ai giochi, a mangiare il nostro pranzo al sacco e a lasciare i nostri bambini sfogarsi tra altalene, scivoli e sabbiere.

Ovviamente prima di partire non può mancare la classica degustazione dei dolci che anche qui sono stati davvero ottimi!😋
Ci troviamo a quote non elevatissime, intorno ai 1000 m, e il caldo si fa sentire, in fatti nel recinto della Malga le pecorelle cercano riparo all’ombra dei loro capanni, così come pure gli asinelli si affacciano sul recinto in cerca di un po’ di ristoro.

Noi dopo un breve saluto agli animali, ci rimettiamo in marcia per completare il nostro giro ad anello.
Seguendo la strada asfaltata sottostante la Malga, costeggiamo il prato tenendolo alla nostra sinistra e dopo un po’, troviamo un imbocco da cui un sentiero ci fa rientrare nel bosco, camminando anche un po’ su questo bel prato ampio.


Ora seguiamo le indicazioni per il Pezo de Gazolin, il maestoso albero monumentale che raggiungeremo prima di uscire di uscire dal bosco.
Dopo 20 minuti di cammino raggiungiamo una bella casetta in mezzo al prato e seguiamo il sentiero che via via si addentra sempre di più in mezzo al bosco mantenendosi sempre in costante discesa.

Così, assaporando il profumo e la tranquillità del bosco, attraversando ancora una volta il torrente che in questo tratto risulta essere più borbottante, dato che siamo in vicinanza delle cascate, raggiungiamo il maestoso abete secolare chiamato “El Pezo del Gazolin”, al quale i bambini non possono fare a meno di abbracciare il suo enorme tronco di 4 metri e mezzo di circonferenza. La sua altezza di 30 m ci fa sentire proprio piccoli e questo ci fa capire l’importanza di rispettare e preservare l’ambiente che ci circonda, come cerchiamo di insegnare ogni giorno ai nostri bambini.



Proseguiamo quindi lungo il nostro sentiero e dopo poco, dopo alcune svolte, ci ricongiungiamo al primo tratto del sentiero che avevamo percorso all’andata. Da qui, si prosegue e si arriva in un quarto d’ora nuovamente alla cascata, dove ci si può sedere su un masso, di nuovo ad ammirarla e questa volta a raccogliere le emozioni vissute durante questa bellissima giornata, prima di tornare all’automobile.
