Alla scoperta del magico Mondo del Mondeval: dal Rifugio Città di Fiume alla Casera Prendera

Raggiungere il Rifugio Città di Fiume, come già raccontato, è una delle nostre escursioni “must to do” perché ci permette, anche in caso di poco tempo, di assaporare una magia unica, di fermarci ad assaporare la montagna genuina e ancora un po’ selvaggia come lo è un po’ tutta questa zona adiacente al Mondeval. Raggiungerlo infatti è davvero alla portata di tutti, qui la descrizione completa, nella meravigliosa uscita autunnale. Una volta seduti sul prato o sulle panche di fronte al rifugio, però, in quei pochi istanti in cui la nostra attenzione non è stata catturata dalla maestosità del Monte Pelmo, volgendoci verso Nord, ci siamo sempre chiesti: cosa ci sarà oltre questo pendio verde? dove porterà quel sentiero? che forma avrà? sarà difficile? Bene, oggi è giunto il momento di dare una risposta a tutte le nostre domande e andare oltre al nostro amato Rifugio Città di Fiume.

Cartografia: Tabacco 1:25000, Foglio 015

Partenza: Dal parcheggio al terzo tornante sulla strada che da Pescul porta al Passo Staulanza (1663 m)

Tappe intermedie: Malga Fiorentina (1799 m); Rifugio Città di Fiume (1918 m)

Arrivo: Casera Prendera (2148 m)

Distanza totale percorsa: 12,3 km

Dislivello: +600 m; -590 m;

Tempo: 6 ore A/R senza sosta per il pranzo

Difficoltà: Medio (E)

Percorribile con bambini: Sì, il sentiero non richiede particolari capacità tecniche, dal Rifugio Città di Fiume in poi l’unico “nemico” è il dislivello che con un po’ di allenamento e pazienza si può affrontare senza problemi. Ovviamente tenete conto della variabilità del meteo prima incamminarvi per escursioni lunghe come questa.

Tipo di fondo: Il sentiero è sempre su strada forestale, larga, ben segnata e ben battuta.

Tralasciamo quindi la descrizione della parte del trekking che va dal parcheggio al terzo tornante per Passo Staulanza la Rifugio Città di Fiume (qui la descrizione) e concentriamoci da qua in poi. Sulle nostre gambe avremo poco meno di un’ora di cammino e circa 2,5 km.

Si esce quindi dallo steccato del rifugio e si scende verso il bivio dove incontriamo le indicazioni per il sentiero 467 in direzione Forcella Ambrizzola. Questo sentiero, largo e ben battuto, dopo un paio di tornantini, si alza in fretta e ci porta alti dietro al rifugio alzando di molto il nostro abituale punto di vista.

Da qui in poi, proseguendo verso nord, ci si addentra nel bel bosco, non molto fitto, di conifere, dove passo dopo passo, riusciamo anche a scorgere in lontananza la meta di oggi.

Seguendo il sentiero, in fondo, sotto al Becco de Mesdì si riesce scorgere la stalla della Malga Prandera

Dopo circa un paio d’ore di cammino, siamo passati con costante ascesa dai 1918 m del rifugio a circa 2000 m della Forcella Roan dove qui possiamo ammirare verso Est la meraviglia del Monte Antelao (3264 m), della Cima Scoter (2716 m) e Bel Pra (2917 m) e più in fondo Cime Bastioni (2925 m) e le Marmarole.

Bellissima apertura di veduta da Forcella Roan a 2000 m. A destra l’Antelao.

Di fronte a noi il sentiero ci mostra la salita che dovremo affrontare ma il panorama che ci circonda ci da la forza di proseguire. Siamo in un paesaggio nuovo, quasi incantato, il famigerato mondo del Mondeval. Alla nostra sinistra il Monte Mondeval (2455 m) con il suo carico di storia e davanti a noi, irti e possenti, il Beco de Mezodì (2603 m) e Ra Rocheta de Prendera (2496 m), sotto alle quali si fa sempre più vicina la Malga Prendera che è la nostra meta di oggi.

Stringiamo i denti e proseguiamo in costante salita, sotto al sole, senza alcun albero a ripararci, per un’altra ora di cammino, addentrandoci sempre più in questo mondo a noi finora sconosciuto che passo dopo passo ci regala sempre di più il suo fascino.

Il panorama è passo dopo passo sempre più meraviglioso
Stringiamo i denti, ormai la meta è vicina

Finalmente eccoci alla Malga Prendera (2148 m), una vecchia stalla in pietra, abbandonata, simbolo di attività umane in alta montagna che piano piano vanno scomparendo. Qui ci sediamo sul bellissimo prato verde, carico di stelle alpine e dopo esserci mangiati il nostro pranzo al sacco, ne approfittiamo per distenderci e rilassarci un po’ osservando le nuvole bianche sopra di noi che scorrono veloci.

Ora abbiamo anche tutto il tempo per gustarci da seduti il panorama che ci circonda.

Da qui, iniziando il trekking di buona mattina, è anche possibile raggiungere la Forcella Ambrizzola con un’altra ora di cammino, ma per noi oggi i bambini sono stati bravissimi ad arrivare fino a qua e la meta è stata straguadagnata!

Grazie al bel tempo possiamo approfittarne e goderci a pieno la giornata in quota fino a pomeriggio inoltrato. Il ritorno a casa avviene sullo stesso tracciato dell’andata, in discesa, con tappa merenda al Rifugio Città di Fiume!

Una volta arrivati alla macchina ci siamo sentiti davvero orgogliosi di aver scoperto un altro piccolo tassello di una parte delle nostre amate Dolomiti che tanto sognavamo ma che facevamo fatica a immaginare come potesse essere.

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