Il lago Federa ci ha sempre attirato fin dai primi anni di gioventù in cui iniziavamo a masticare di montagna e si studiavano gli itinerari andando a sfogliare i libri nelle biblioteche. Le immagini che venivano riportate erano sempre spaziali, un panorama da urlo, un qualcosa che BISOGNAVA andare a vedere insomma. Purtroppo, le occasioni per avvicinarsi a questa zona non sono mai state molte e da quando ce le abbiamo avute, al nostro seguito c’erano sempre bambini piccoli e per loro questa camminata risultava troppo impegnativa. Ora, finalmente, l’allineamento dei pianeti è avvenuto e tutto è propizio per poter intraprendere questo trekking tutti assieme! Non vi nascondo che un po’ di emozione mista a incredulità l’ho provata fino al momento in cui non mi sono trovato con i piedi sul sentiero, ma ce l’abbiamo fatta! Volete vedere come è andata? Seguiteci!
Cartografia: Mappa Tabacco 1:25000, foglio 015
Partenza: Ponte de Rucurto (1700 m)
Tappe intermedie: Nessuna
Arrivo: Lago Federa e Rifugio Croda da Lago – G. Palmieri (2046 m)
Distanza totale percorsa: 9 km A/R
Dislivello: +490m / -490m
Tempo: 4 ore e 50 tra andata e ritorno, soste escluse
Difficoltà: Medio (E)
Percorribile con bambini: Alcuni tratti presentano pendenze un po’ importanti, per il resto non ci sono zone esposte e/o pericolose, quindi è possibile percorrere il sentiero con i propri bambini. Impossibile percorrerlo con passeggino da trekking per la conformazione del sentiero, ovviamente nessuna controindicazione per lo zaino porta bimbi e per i bambini a piedi consiglio di valutare in base all’esperienza che ha il vostro piccolo in montagna. Quando siamo stati noi, il nostro più piccolo aveva 3 anni e ha sempre camminato per mano di qualcuno. Lo considero fattibile in media, senza problemi, dai 4-5 anni in su.
Tipo di fondo: il sentiero è al 100% un sentiero dalla tipica conformazione alpina, cambiando via via paesaggio e ambiente ma sempre stretto, pendente, tra vegetazione e sassi.
Il punto di partenza per questo trekking è facilmente raggiungibile in macchina sulla SR 638, sia che si arrivi da Cortina, in direzione Passo Giau, oppure che si scenda dal Passo in direzione Cortina. All’imbocco del sentiero si nota subito un grande spiazzo a lato della strada, qualche cartello informativo e sicuramente più di qualche macchina già parcheggiata.
Noi, con partenza di buona mattina, per trovare posto per parcheggiare, scendiamo da Passo Giau e, superata la Muraglia di Giau, percorriamo un’altra decina di tornanti e individuiamo subito sulla nostra destra il cartello, non troppo grande, che indica il ponte de Rucurto.
Parcheggiamo in tranquillità negli spazi preposti e ci prepariamo per la partenza come di consueto. Dall’afflusso di gente arrivato subito dopo di noi, direi che siamo stati molto fortunati.

Si parte e raggiungiamo subito l’imbocco del sentiero 437. Facendoci largo tra la calca (cose mai viste 😱) iniziamo a percorrere la discesa verso il ponticello di legno che attraversa il torrente che scorre, tranquillo, verso valle.

Il sentiero da subito stretto, ma ben battuto e preparato, inizia subito gradualmente a salire, attraversando dolcemente il bosco, facendoci assaggiare subito la freschezza custodita sotto ai fitti rami delle enormi conifere che ci circondano.
Con pazienza, lasciamo sfilare davanti a noi il gruppone che avanza e proseguiamo mantenendo il nostro passo.

Il sentiero, mano a mano che lo si percorre si dimostra intrigante, avvincente, interessante anche per i più piccoli, per la presenza di strettoie, salite rinforzate con tronchi di traverso a mò di scalini, passerelle in legno, corrimano e stretti zig-zag, tutto fattibilissimo sempre senza affanno.




A condire tutto ciò ci pensa il panorama, infatti in alcuni tratti il bosco si apre sulla nostra sinistra e ci regala scorci fantastici sulle Tofane.

Dopo circa 45 minuti di cammino il sentiero, sempre in graduale salita, inizia a costeggiare il canalone scavato dal Ru Formin, che sotto di noi scorre borbottante, e ci porta sopra ad un bel ponte di legno che attraversa una sua deliziosa cascatella.




Lo attraversiamo ammirando lo spettacolo offertoci e dopo poco ci congiungiamo con il sentiero 434 che sale da Peziè de Parù attraversando un bel prato.

Procediamo con la nostra salita che da qui in poi si fa via via sempre più impegnativa, ma gli scorci che il bosco ci regala, tra le sue fronde sono sempre più appaganti. Salendo infatti, alla nostra sinistra ammiriamo ancora le Tofane ma il campo visivo si allarga inglobando anche il Nuvolau (2575 m), l’Averau (2649 m) e le Cinque Torri (2361 m), completando il quadretto. Oltre a questo, alcuni punti ci regalano una bella vista su tutta la Conca Ampezzana racchiusa dal Monte Cristallo (3221 m) e del Sorapis (3205 m).

Dopo circa un’ora e mezza di cammino, ecco che veniamo premiati raggiungendo, finalmente, un bellissimo tratto pianeggiante, che ci condurrà alla nostra meta, scorrendo tranquillo tra prati, abeti e larici, con una vista che via via si fa sempre più stratosferica. Ecco infatti l’Antelao (3264 m), ma anche le Tre Cime (3000 m) non perdono occasione per mostrarsi nella loro bellezza dal versante di Misurina.





Si prosegue dunque così per 45 minuti, fino a che, sotto ai nostri piedi compare il Lago Federa sulle cui acque cristalline si riflette precisa la Croda da Lago (2715 m) e mano a mano che proseguiamo, costeggiandolo, di fronte a noi, ecco sbucare il tetto del Rifugio Palmieri sovrastato dal bellissimo Becco de Mesdì (2603 m), tra le Rocchette (2496 m) e la Forcella Ambrizzola (2277 m).




Da qui la vista è bellissima, come si può vedere dalle foto. Nonostante il grande afflusso di gente incontrata alla partenza, devo dire che tutto sommato, dato gli ampi spazi che si trovano qui su, ognuno riesce a ricavarsi qualche metro quadro per sedersi e mangiare un panino senza disturbarsi a vicenda. Nei giorni di agosto, specie nella settimana si Ferragosto, se non riuscite a giungere alla meta prima di mezzogiorno, non contate di fare pranzo in rifugio: il locale è piccolo, il luogo richiama molte persone e molteplici sono le vie per arrivarci quindi si rischia di dover fare delle lunghissime code, cosa che non vogliamo quando abbiamo dei bambini al seguito. Si può invece, come abbiamo fatto noi, sfruttarlo per assaggiare una buonissima fetta di torta fatta in casa ed un caffè o una grappetta, per chiudere in bellezza il pranzo.


Purtroppo la camminata ha provato un po’ i più piccoli e quindi non siamo riusciti a convincerli a fare il giro del lago (cosa che merita e che vi mostrerò nell’articolo in versione foliage, il prossimo autunno) ma ci accontentiamo comunque della meraviglia che ci offre tutto quello che ci circonda, le Dolomiti Ampezzane sono sempre una garanzia!





Dopo esserci quindi riposati sull’erba nei pressi del rifugio, guardando le nuvole bianche che scorrono veloci nel cielo azzurrissimo sopra le cime della Croda da Lago, è giunta l’ora di fare ritorno a casa.



Ripercorriamo quindi la via intrapresa all’andata facendo però attenzione a non scivolare nei punti un po’ più pendenti. Inoltre ne approfittiamo, prima di iniziare la discesa vera e propria, per raggiungere un belvedere che ci regala una panoramica mozzafiato.

Con questo spettacolo, e con tutto quello fin qui ammirato, nel cuore, ci accingiamo a tornare al punto di partenza, mantenendo un certo livello di attenzione, per evitare di rovinarci la giornata facendoci male.
Dopo circa 2 ore dalla ripartenza eccoci finalmente tornati a Ponte de Rucurto, dove c’è la nostra automobile ad aspettarci.
Questo trekking è stato sicuramente impegnativo per i nostri piccoli ma la felicità che è nei loro cuori per avercela fatta è indescrivibile, inoltre se dopo la fatica c’è anche un bel posto da vedere e da restare a mangiare un panino, allora la giornata diventa proprio top!

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