Un sogno chiamato Alpe di Siusi – Da Compaccio a Rifugio Molignon

Con i suoi 52 chilometri quadrati di area verde ed incontaminata posto a 2000m di altitudine, l’Alpe di Siusi è l’altopiano più elevato d’Europa, ma lasciatemi dire, anche il più bello. Incastonato all’interno di una cornice unica e di rara bellezza, composta dalle Odle-Puez, dal Sella, il Sassolungo e il Sassopiatto, il Catinaccio e lo Sciliar, è, dopo le Tre Cime di Lavaredo, il simbolo delle Dolomiti. Spesso vediamo inquadrature di questo luogo incantato in diversi spot televisivi o anche sulla carta stampata e nelle brochure turistiche. Lo stesso Sciliar (da altra angolatura) accompagna gli gnomi della Loacker nel logo della nota azienda. Tutto questo “bombardamento” visivo non può far altro che spingerci a visitare questo posto, e oggi, proprio qui inizieremo una due giorni di racconto attraverso posti magici. Morite dalla voglia anche voi di scoprirli? Seguiteci!

Cartografia: Tabacco 1:25000, foglio 05

Partenza: Dal parcheggio a pagamento di Compaccio (18€ a macchina per tutto il giorno), raggiungibile con mezzi propri, durante la stagione estiva e invernale, entro le 9 del mattino. Info qui.

Tappe intermedie: Edelweiss Hutte (2032 m), Almenrosenhutte (2004 m)

Arrivo: Rifugio Molignon (2054 m), quindi si torna al punto di partenza per la stessa strada

Distanza totale percorsa: 13,2 km

Dislivello: +380 m, -380 m

Tempo: 5,30 ore escluse le soste

Difficoltà: Media, Escursionistico (E)

Percorribile con bambini: Sì, nessun problema se portati nello zaino, data la larghezza del sentiero è praticabile anche con il passeggino da trekking, i vari saliscendi non sono impossibili da affrontare “a spinta”. Se i bambini hanno dai 4 anni in su possono tranquillamente affrontare il tour con le loro gambe.

Tipo di fondo: Il sentiero è sempre largo, in maggior parte asfaltato e poi su fondo sterrato.

Lasciata la macchina al parcheggio di Compaccio, nei pressi dell’Hotel Zorzi, ci dirigiamo verso l’info point sulla strada principale e da li, iniziamo il nostro tour seguendo il sentiero CAI n.7 in direzione Hotel Santner. Alle nostre spalle, lo Sciliar con il suo imponente corno ci accompagna lungo il nostro percorso, mostrandosi, via via che avanziamo, attraverso scorci e angolazioni sempre diversi, in tutta la sua bellezza.

Vista sullo Sciliar dal parcheggio di Compaccio
Tabella dei sentieri all’info point di Compaccio, si segue il numero 7!
Inizia la nostra passeggiata, in alto, servito dalla seggiovia, l’hotel Panorama

Il sentiero si fa subito in salita, e dopo un breve tratto coperto da conifere, ci troviamo in mezzo ai meravigliosi e immensi prati dell’Alpe di Siusi, avvolti da un panorama unico che ci accompagnerà per tutta la giornata: a Est i massicci del Sassolungo e Sassopiatto si congiungono a sud, attraverso il Catinaccio allo Sciliar a Ovest.

Primi scorci attraverso gli alberi
Lo Sciliar sbuca tra le conifere
Immensi prati si posano sul muro del Sassolungo e Sassopiatto

In poco più di mezz’ora dalla partenza, dopo aver superato l’Hotel Santner, continuiamo la salita fino a raggiungere la sommità su cui possiamo scorgere l’Hotel Panorama, punto di arrivo della omonima seggiovia che parte da Compaccio.

Mucche al pascolo
Lo Sciliar come sfondo di un bel quadretto
Siamo arrivati al bivio dell’Hotel Panorama
Il saentiero che dall’Hotel Panorama scende sulla strada principale

Proseguiamo sempre sul sentiero n.7, in discesa per circa 400 m e poi nuovamente in salita, raggiungiamo, dopo un’altra ora di cammino, la deliziosa baita Edelweiss hutte dove il Sassolungo e il Sassopiatto si specchiano pacifici sulle acque piatte del suo laghetto artificiale e i suoi ospiti si rilassano al sole distesi sul bel pianoro verdeggiante che la circonda.

Arrivati a Edelweiss Hutte
Sassolungo, Sassopiatto e Edelweiss Hutte si specchiano nel laghetto

Determinati a proseguire, non sostiamo qui molto se non per una breve merenda al sacco e subito ripartiamo sul sentiero che, dapprima in falsopiano, e poi leggermente in discesa, ci conduce in un quarto d’ora al Rifugio Almenrosenhutte, molto bello e caratteristico, ma, una volta giunti anche qui, ci lasciamo attirare dalla non troppa difficoltà del sentiero e, senza sostare, continuiamo sui nostri passi verso il Rifugio Molignon, ai confini Sud dell’Alpe di Siusi.

Siamo quasi arrivati ad Alemnrosen Hutte
Si prosegue in direzione Rifugio Molignon

Da qui, ancora una volta, il sentiero ritorna in salita fino a farci toccare quota 2129 m. Come accennato in precedenza, ci stiamo addentrando nella “periferia” dell’Alpe di Siusi, a ridosso del Catinaccio d’Antermoia e subito ce ne accorgiamo dal fatto che il sentiero, sempre senza darci patemi d’animo, ci conduce piano piano attraverso un ambiente fatto di rocce, pini mughi, abeti e rododendri nani, totalmente diverso da quello caratterizzato dagli immensi prati a cui ci eravamo sino a qui abituati. Lo Sciliar, per esempio, non lo vediamo più, nascosto dietro ai pendii che scorrono alla nostra destra e il Sassolungo e Sassopiatto iniziano a mostrarsi in una prospettiva differente e più ravvicinata.

Il paesaggio cambia, i prati sono più rocciosi e pendenti
Ci stiamo avvicinando molto ai due Giganti

Camminiamo per altri 20 minuti circa e percorrendo un breve tratto di discesa, raggiungiamo il Rifugio Molignon, dove finalmente decidiamo di fermarci e ricaricare le energie sedendoci ad un tavolo del Rifugio per pranzare con un gustosissimo piatto di Gulasch con polenta.

In arrivo al Rifugio Molignon, dietro di lui il Catinaccio

Il Rifugio Molignon, posizionato su una bella conca, dove il sentiero n. 7 prosegue in salita verso l’Alpe di Tires, presenta al suo esterno ampi spazi e una bella area gioco dove i più piccoli possono divertirsi e passare un po’ di tempo a rigenerarsi tra altalene e scivoli, sempre senza essere persi di vista da mamma e papà.

Il Rifugio Molignon
Il Rifugio Molignon e la sua area gioco, a sinistra

Ritorniamo sui nostri passi e, col Sole che è passato ad Ovest, rientriamo nel cuore dell’Alpe di Siusi, solcando al contrario il sentiero n. 7, ammirando il paesaggio da una prospettiva diversa e con una luce nuova, per fare ritorno al punto di partenza.

Al ritorno, apprezziamo ancora un paesaggio diverso

Dopo una buona mezz’oretta di cammino, raggiungiamo nuovamente Edelweiss Hutte e questa volta, sapendo che ormai siamo sulla strada del ritorno decidiamo di fermarci per goderci, finalmente, il posto come si deve e una meritata merenda.

Meritata merenda alla Edelweiss Hutte

Rimaniamo qui ancora per un bel po’, in contemplazione del Sassolungo e del Sassopiatto che si erigono come due imponenti roccaforti sullo sfondo di questo meravigliosa distesa verde. Dopo aver fatto un carico di meravigliosità riprendiamo la via per il ritorno e continuiamo la nostra camminata rivolti verso lo Sciliar che con il passare dei minuti si prepara a nascondere dietro di sè il Sole.

Sulla via del ritorno

Raggiungiamo così, in men che non si dica lo scavallamento dell’hotel Panorama e da lì in poi il sentiero, completamente in discesa, ci conduce al parcheggio di Compaccio, ormai semi deserto, dove possiamo gustare ancora qualche attimo di questa meraviglia accarezzata dai raggi delicati del sole che si avvia a chiudere la giornata.

Saliamo in macchina e scendiamo verso Castelrotto lentamente per non perdere nessuna angolazione dello Sciliar e per non smettere di caricare il cuore delle belle emozioni che in questo posto, in questa giornata, abbiamo vissuto.

L’Hotel al Lupo, dove abbiamo trascorso la notte
Il Centro Storico di Castelrotto
Planimetria del trekking, powered by komoot
Altimetria del trekking, powered by komoot

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