Questo per noi è un posto speciale: fin dalle prime foto viste anni or sono nei libri delle biblioteche, quando ancora i trekking si studiavano su carta, è stato amore a prima vista. Poi gli impegni, i bambini, la vita, hanno ritardato il nostro momento per giungere qui a vedere con i nostri occhi questa meraviglia. Ora, dopo una sortita estiva per altra via, che abbiamo raccontato qui, riusciamo addirittura a tornarci, per vedere come la natura, usando la tavolozza di colori autunnali, riesce ad andare oltre ad uno standard di bellezza che per noi era già al top. Quello di oggi non è un trekking impegnativo, piuttosto la definirei una sgambata rigenerante ottima per spezzare il ritmo delle fatiche del lavoro prima dell’inverno. Se anche voi sentite il bisogno di liberarvi dallo stress quotidiano, allora seguiteci!
Cartografia: Mappa Tabacco 1:25000 foglio 025
Partenza: da Malga Federa (1816 m)
Tappe intermedie: Nessuna
Arrivo: Rifugio Palmieri (2046m)
Distanza totale percorsa: 5,55 km
Dislivello: +250m; -240m
Tempo: 4 ore A/R, sosta per il pranzo esclusa
Difficoltà: Facile (T)
Percorribile con bambini: Sì, bellissimo sentiero in mezzo al bosco su strada forestale con qualche strappetto di pendenza ogni tanto. Si può percorrere tranquillamente con lo zaino portabimbi oppure, se sono abituati a camminare è una bella passeggiata da fare per mano a mamma e papà dai 3 anni e mezzo in su, tenendo conto che i tempi si dilateranno in base alle loro esigenze. L’uso del passeggino non lo consiglio per il dislivello, anche se il sentiero non presenta particolari impedimenti. Il giro del lago, però con quest’ultimo, non si può fare.
Tipo di fondo: il sentiero è su strada forestale sempre larga e ben battuta. Il giro del lago, invece, è su sentiero stretto, su e giù per massi e radici ma non pericoloso né impegnativo.
Come ormai è nostra consuetudine, raggiungiamo Cortina scendendo dal Passo Giau e, in questo caso, ci indirizziamo verso il camping in Località Campo di Sopra. Qualche centinaio di metri un po’ più in là, raggiungiamo Campo di Sotto e sempre con la macchina imbocchiamo la strada stretta ma asfaltata che ci conduce al Lago Pianozes. Dal parcheggio del ristorante sul laghetto, in piena stagione estiva, non è consentito proseguire in auto verso Malga Federa, ma poiché siamo in pieno autunno, la via è libera. Dunque, sempre in auto, si segue il sentiero 432, lasciando alla nostra sinistra il laghetto Pianozes, a tratti asfaltato, a tratti sterrato, facendo attenzione alle buche e alle strettoie in cui si potrebbe incrociare la navetta che scende dalla Malga.

Fortunatamente riusciamo a percorrere questo tratto, non breve, senza troppi patemi e raggiungiamo la bella Malga Federa, posta su una bellissima altura pianeggiante e verdeggiante che ci regala un panorama stupendo sulle Dolomiti di Cortina, come sempre magnifiche. Da sinistra abbiamo quindi le Tofane, si passa alla Croda Rossa d’Ampezzo, quindi il Cristallo e il Gruppo del Sorapis un po’ più nascosto dal bosco alla nostra destra.


Lasciata quindi l’auto, proseguiamo a piedi sempre lungo il sentiero 432 che via via si addentra nel bosco di conifere dai rami avvolti di colori caldi, sferzati qua e la dai raggi del sole che ci riscaldano. L’aria infatti è abbastanza fresca ma il sole e il fatto di essere in movimento fa sì che si percepisca un piacevole tepore.


Procediamo, sempre su pendenza pressoché costante ma mai impegnativa, a parte un piccolo tratto (qualche decina di metri), e ammiriamo la bellezza del sottobosco tappezzato dagli aghi dorati caduti dai rami dei larici. In un’oretta di cammino, senza strafare, il bosco inizia a diradarsi e a regalarci i primi scorci con ruscelletti che scorrono attraverso l’erba secca, il verde dei sempreverdi che si mescola col giallo dei larici; così, alla nostra sinistra, inizia a farsi vedere la parete Est della Croda da Lago (2706 m).


Ancora qualche passo e un paio di svolte, sempre seguendo il sentiero e il panorama è da batticuore, infatti alla nostra sinistra si apre un’ampia prateria che ci regala una vista mozzafiato sulla Forcella Ambrizzola, sul Becco di Mezzodì (2603 m) e sulle Rocchette.

Pochi passi, quindi, e raggiungiamo il Rifugio Palmieri (2046 m), da dove, nell’immediato rimaniamo catturati dalla bellezza del Lago Federa, poco più sotto, ma questo non è nient’altro che l’inizio.

Troviamo un posticino sotto i larici nei pressi della sponda sud del lago per pranzare con il nostro pranzo al sacco e per riprendere un attimo le energie.
Dopo esserci rifocillati a dovere ripartiamo con l’obiettivo di fare il giro del lago seguendo il senso orario.
Già dopo pochi passi lo spettacolo è indescrivibile: uno specchio d’acqua perfetto, cristallino, su del quale si riflette tutto quello che gli sta attorno con dettagli minuziosi che solo la Natura sa cogliere da sé stessa.

Avanziamo seguendo lo stretto sentiero che costeggia la riva del lago con gli occhi fissi sull’acqua e su quello che ci circonda perché un connubio del genere tra panorama e meraviglia di colori difficilmente ci ricapiterà di vedere.

Scattiamo foto da ogni dove, ingordi nel voler portare a casa ogni singolo angolo ed ogni singolo istante di questo luogo e di questi colori che cambiano via via che il sole scende dietro la Croda da Lago.



Completiamo il giro dunque, in circa 50 minuti e ci ritroviamo al Rifugio Palmieri. Data la stagione, il sole scende veloce e le temperature iniziano a calare, abbiamo visto tutto quello che c’era da vedere, ma vorremmo rimanere qui ancora ad ammirare il panorama senza mai sentirci appagati.

Purtroppo, dobbiamo fare ritorno a casa e lasciando lì un pezzettino del nostro cuore ci avviamo verso Malga Federa, percorrendo la stessa strada dell’andata.

Il pomeriggio incalza e la luce che abbraccia noi e quello che ci circonda diventa sempre più calda ed avvolgente, così arrivati a Malga Federa ci soffermiamo ancora qualche attimo ad ammirare il panorama prima di risalire in auto e scendere a valle.


